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Art. 11 legge n. 212 del 2000

5 provvedimenti

Esenzione accisa cooperative storiche: licenza vecchia non basta
Una società cooperativa, costituita dopo il 1962, riteneva di aver diritto all'esenzione dall'accisa sull'energia elettrica perché aveva acquisito le licenze di due vecchie aziende esonerate dalla nazionalizzazione. L'Agenzia delle Dogane, dopo un'iniziale concessione provvisoria, ha revocato il beneficio. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio chiaro: l'esenzione accisa cooperative storiche spetta solo alle società cooperative che esistevano già prima della legge di nazionalizzazione del 1962. Il beneficio fiscale non si trasferisce a nuove società, anche se queste ereditano le licenze di quelle storiche. Le norme sulle agevolazioni fiscali, infatti, devono essere interpretate in modo restrittivo. La Cooperativa ha perso la causa.
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Contraddittorio preventivo: non serve per non operative
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che per gli avvisi di accertamento emessi nei confronti delle società non operative (o di comodo), non è necessario il contraddittorio preventivo. Il diritto di difesa del contribuente è garantito dalla possibilità di presentare un'istanza di interpello disapplicativo. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione dei giudici di merito che avevano invalidato l'accertamento per la mancata audizione preliminare della società. La sentenza chiarisce che per i tributi non armonizzati come IRES e IRAP, l'obbligo del contraddittorio sussiste solo se espressamente previsto dalla legge, cosa non più applicabile a questa fattispecie dopo le modifiche normative.
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Società di comodo: no contraddittorio preventivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'accertamento fiscale nei confronti di una società di comodo non è necessario un contraddittorio preventivo avviato dall'Agenzia delle Entrate. La procedura di tutela per il contribuente è l'interpello disapplicativo, un'istanza che deve essere presentata dal contribuente stesso. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva annullato gli avvisi di accertamento per la mancata attivazione del contraddittorio da parte dell'Ufficio.
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IMU immobile abusivo: si paga anche se da demolire
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27018/2025, ha stabilito che l'IMU su un immobile abusivo è dovuta anche in presenza di un ordine di demolizione. La Corte ha chiarito che l'irregolarità urbanistica non equivale alla 'inagibilità' che darebbe diritto a una riduzione d'imposta. Il presupposto per la tassazione è l'esistenza fisica del fabbricato e la sua suscettibilità di essere iscritto in catasto, a prescindere dalla sua conformità edilizia.
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Legittimo affidamento: quando è escluso per il Fisco?
Una società energetica si vedeva annullare le sanzioni fiscali grazie al principio del legittimo affidamento. La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato la decisione: se l'agevolazione è ottenuta con dichiarazioni non veritiere, la tutela del contribuente viene meno e le sanzioni sono dovute, chiarendo i limiti di applicazione di questo importante principio.
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