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Art. 11 della legge n. 689 del 1981

5 provvedimenti

Responsabilità direttore sanitario: la Cassazione decide
Un Direttore Sanitario di un presidio ospedaliero è stato sanzionato per la violazione delle norme sulla tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti pericolosi. Dopo il rigetto dell'appello, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la responsabilità fosse di un'altra struttura interna. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la responsabilità del direttore sanitario per l'organizzazione e il controllo igienico-sanitario è primaria e non viene meno neppure in presenza di un ufficio dedicato, potendo al massimo configurarsi una responsabilità concorrente. La Corte ha quindi confermato la sanzione, chiarendo i confini dei doveri di questa figura apicale.
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Responsabilità amministratori non esecutivi: la Cassazione
Un ex amministratore di un istituto di credito contesta una pesante sanzione irrogata dall'Autorità di Vigilanza per carenze gestionali. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, consolidando il principio della responsabilità amministratori non esecutivi. Secondo la Corte, anche in assenza di deleghe specifiche, questi soggetti hanno un dovere attivo di informazione e monitoraggio sulla gestione aziendale. L'ordinanza sottolinea che spetta all'amministratore dimostrare di aver agito con diligenza, e non all'autorità provare la sua colpa.
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Responsabilità installatore AWP: la Cassazione decide
Una società installatrice di apparecchi da gioco (AWP) è stata multata per averli collocati in un bar che gestiva anche un corner per scommesse sportive non autorizzato. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo la responsabilità dell'installatore AWP. Secondo i giudici, l'installatore ha un preciso dovere di controllare le licenze dell'esercizio commerciale e non può ignorare palesi irregolarità. La sentenza ribadisce il principio della presunzione di colpa nelle sanzioni amministrative, per cui spetta all'azienda dimostrare la propria buona fede, cosa che non è avvenuta. L'unico punto accolto del ricorso riguarda le spese legali del primo grado.
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Responsabilità amministratore bancario: il caso Cass.
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione di 70.000 euro a un ex amministratore di un istituto di credito, inflitta dall'Autorità di Vigilanza. La sanzione era dovuta alla nomina di un direttore generale in palese contrasto con le indicazioni della stessa Autorità. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso, chiarendo la piena responsabilità dell'amministratore bancario anche se privo di deleghe operative. È stato sottolineato che il dovere di agire informati e di vigilare attivamente non viene meno, e che spetta all'amministratore provare di aver tenuto una condotta diligente per scongiurare il danno. La sentenza ha inoltre escluso l'applicazione retroattiva di norme più favorevoli (lex mitior) e confermato la tempestività della contestazione da parte dell'organo di vigilanza.
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Sanzione CONSOB: sproporzionata? La Cassazione decide
Un investitore, sanzionato dall'Autorità di Vigilanza per insider trading, ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha confermato l'illecito basato su prove presuntive, ma ha annullato la decisione sulla misura della sanzione CONSOB, ritenendo che la Corte d'Appello non avesse adeguatamente valutato la sua proporzionalità rispetto al profitto ottenuto, rinviando per un nuovo giudizio sul punto.
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