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Art. 11 d.P.R. n. 633 del 1972

5 provvedimenti

Principio di non contestazione: il Fisco vince se l’azienda non prova
La Corte di Cassazione interviene sul tema del **principio di non contestazione** nel processo tributario. Un'azienda aveva subito un accertamento IVA per cessioni intracomunitarie non provate. L'azienda si era difesa sostenendo che alcune vendite non si erano mai perfezionate, e i giudici di merito le avevano dato ragione, ritenendo che il Fisco non avesse contestato questo punto. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'onere di provare il mancato perfezionamento del contratto spetta esclusivamente al contribuente. L'avviso di accertamento iniziale costituisce già una contestazione sufficiente. Pertanto, il Fisco non ha l'obbligo di contestare ulteriormente le difese del contribuente. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Cessione d’azienda e IVA: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12450 del 2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla distinzione tra cessione d'azienda e semplice vendita immobiliare ai fini IVA. Il caso riguardava una società alberghiera che aveva acquistato un immobile, ma l'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato l'operazione come cessione d'azienda, disconoscendo l'IVA detratta. La Corte ha chiarito che, per l'accertamento IVA, l'amministrazione finanziaria deve valutare l'operazione economica nella sua sostanza, considerando tutti gli elementi, anche quelli esterni al contratto (extratestuali). I limiti probatori previsti dall'art. 20 del Testo Unico sull'Imposta di Registro (TUR) valgono solo per tale imposta e non possono vincolare l'accertamento IVA, che resta autonomo e orientato a principi unionali. Di conseguenza, il ricorso della società è stato rigettato.
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Permuta di servizi: la Cassazione sul Fisco
Una società edile ha ricevuto un avviso di accertamento per ricavi non dichiarati derivanti da una permuta di servizi con un'altra impresa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento, rigettando tutti i motivi di ricorso della contribuente. La sentenza chiarisce il corretto anno di imputazione dei ricavi, la validità della firma delegata sull'atto e l'indeducibilità dei costi non documentati in operazioni di scambio.
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Omesso versamento tributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società costruttrice per l'omesso versamento di tributi (Ires, Iva, Irap) relativi all'anno 2011. Il caso riguarda maggiori ricavi non dichiarati derivanti da una complessa operazione immobiliare. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di secondo grado ha errato nel non considerare il principio di competenza temporale, secondo cui i ricavi devono essere tassati nell'anno in cui sono stati conseguiti, indipendentemente dal fatto che siano stati fatturati o pagati in anni successivi. La decisione è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Permuta bene futuro: la Cassazione e la qualificazione
La Corte di Cassazione, in un caso riguardante la qualificazione fiscale di un'operazione immobiliare, ha stabilito che per determinare se si tratti di una permuta bene futuro ai fini IVA, è necessario guardare alla sostanza economica dell'accordo e non solo alla forma dei singoli contratti. La Corte ha cassato la decisione di merito che, basandosi su un'analisi formalistica, aveva escluso la permuta, e ha rinviato il caso per una nuova valutazione basata sul principio del collegamento negoziale e della causa concreta dell'intera operazione.
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