Un Contribuente deteneva in casa beni di lusso (collana, orologi) acquistati in Svizzera e non dichiarati alla dogana. Una perquisizione domiciliare, avvenuta nel 2015 nell'ambito di un procedimento penale poi archiviato, ha rivelato questi beni. L'Agenzia delle Dogane ha irrogato sanzioni per violazione doganale. Il Contribuente ha contestato, invocando la prescrizione dazi doganali, sostenendo che il termine decorresse dalla data di acquisto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha affermato che, se l'obbligazione tributaria deriva da un fatto-reato, la prescrizione decorre dall'accertamento del fatto (la perquisizione), non dall'acquisto, specialmente se non è provata la data di immissione in consumo.
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