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Art. 11 d.lgs. n. 374 del 1990

10 provvedimenti

Beni non dichiarati: la prescrizione dazi doganali decorre dall’accertamento
Un Contribuente deteneva in casa beni di lusso (collana, orologi) acquistati in Svizzera e non dichiarati alla dogana. Una perquisizione domiciliare, avvenuta nel 2015 nell'ambito di un procedimento penale poi archiviato, ha rivelato questi beni. L'Agenzia delle Dogane ha irrogato sanzioni per violazione doganale. Il Contribuente ha contestato, invocando la prescrizione dazi doganali, sostenendo che il termine decorresse dalla data di acquisto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha affermato che, se l'obbligazione tributaria deriva da un fatto-reato, la prescrizione decorre dall'accertamento del fatto (la perquisizione), non dall'acquisto, specialmente se non è provata la data di immissione in consumo.
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Competenza territoriale uffici doganali: scontro uffici e imprese
La Società Contribuente ha impugnato alcuni avvisi di rettifica doganale relativi a importazioni effettuate nel 2011 e 2012 presso la dogana di Milano Malpensa, successivamente contestati dall'ufficio di Modena. I giudici di merito hanno annullato gli atti, ritenendo che la competenza territoriale uffici doganali spettasse unicamente all'ufficio in cui è avvenuta l'importazione e che le nuove norme sulla competenza non fossero retroattive. L'Amministrazione Doganale ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo l'applicabilità retroattiva delle modifiche normative. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per acquisire il fascicolo di merito, rimandando la decisione finale.
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Contraddittorio endoprocedimentale doganale: nullo l’atto precoce
L'Agenzia delle Dogane ha emesso un avviso di rettifica dell'accertamento contro Lo Spedizioniere Doganale per dazi non pagati su merci importate. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto perché l'amministrazione non ha rispettato il termine di trenta giorni tra la consegna del verbale e l'emissione dell'avviso. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento, rigettando il ricorso dell'Agenzia. La Corte ha stabilito che in materia doganale si applica lo ius speciale che impone il rispetto del contraddittorio endoprocedimentale doganale di trenta giorni, senza possibilità di deroghe per ragioni di urgenza. Di conseguenza, il mancato rispetto di questo termine minimo determina l'invalidità assoluta dell'atto di accertamento doganale.
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Recupero dei dazi doganali: il reato batte la prescrizione
L'Agenzia delle Dogane ha emesso un avviso di rettifica per il recupero dei dazi doganali nei confronti di un'impresa individuale per importazioni di merci dalla Cina effettuate nel 2009. Il contribuente ha eccepito la prescrizione triennale, poiché l'atto è stato notificato nel 2014. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il termine di prescrizione per il recupero dei dazi doganali si proroga se l'evasione deriva da un reato (come il contrabbando per sottofatturazione). Per l'operatività della proroga è sufficiente che l'amministrazione formuli una notizia di reato entro il triennio, individuando un fatto astrattamente rilevante dal punto di vista penale. Non è necessaria una condanna definitiva né l'esatta individuazione dei colpevoli. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Sanzioni doganali: lo spedizioniere paga per la falsa origine
L'Autorità Doganale ha applicato pesanti sanzioni doganali a uno Spedizioniere Doganale, operante come rappresentante indiretto di un Importatore, per aver dichiarato l'origine sudcoreana di cavi d'acciaio risultati invece prodotti in Cina (soggetti a dazio antidumping). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dello Spedizioniere Doganale, confermando la sua responsabilità solidale. La Corte ha inoltre accolto il ricorso dell'Autorità Doganale, stabilendo che per le violazioni sostanziali sull'origine della merce (art. 303 TULD) commesse in più dichiarazioni doganali non si applica il favorevole cumulo giuridico delle sanzioni, bensì il cumulo materiale. Tuttavia, il giudice di rinvio dovrà valutare la proporzionalità della sanzione complessiva per evitare importi eccessivi.
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Buona fede dell’importatore: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha cassato la decisione di una corte di merito, chiarendo i criteri per la valutazione della buona fede dell'importatore in materia doganale. Il caso riguardava il recupero a posteriori di dazi su merci importate con certificati di origine poi rivelatisi non veritieri. La Suprema Corte ha ribadito che il semplice rilascio del certificato da parte delle autorità estere non è sufficiente a esonerare l'importatore, sul quale grava un preciso onere di diligenza per verificare la correttezza delle dichiarazioni. È stato inoltre precisato che una sentenza penale di non luogo a procedere non ha efficacia vincolante nel processo tributario.
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Notitia criminis: il report OLAF è valido
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19786/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di dazi doganali e prescrizione. Il caso riguardava una società che aveva evaso dazi antidumping dichiarando una falsa origine delle merci. La Corte ha chiarito che un rapporto dell'OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode) costituisce una valida notitia criminis, idonea a prorogare i termini di prescrizione per il recupero delle somme dovute dall'amministrazione finanziaria. Questa decisione annulla la precedente sentenza di merito che aveva erroneamente escluso il valore del rapporto OLAF.
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Prescrizione dazi: il giudizio sospende i termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione di un avviso di accertamento per dazi doganali sospende il termine di prescrizione fino al passaggio in giudicato della sentenza. Questo effetto sospensivo persiste anche se l'atto viene annullato per un vizio di incompetenza territoriale. La Corte ha chiarito che l'annullamento dell'atto non elimina retroattivamente l'effetto interruttivo e sospensivo generato dall'instaurazione del giudizio, proteggendo così il diritto dell'amministrazione finanziaria di recuperare le somme dovute durante il corso del processo.
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Impugnabilità ITV: la Cassazione chiarisce il diritto
Una società del settore metallurgico ha contestato un'Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) emessa dall'Agenzia delle Dogane. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21760/2024, ha stabilito l'impugnabilità ITV immediata. La Corte ha chiarito che l'ITV, essendo un atto vincolante, lede direttamente l'interesse del contribuente, che può quindi ricorrere in giudizio senza dover attendere un successivo atto di accertamento. La decisione della Commissione Tributaria Regionale, che aveva negato l'interesse ad agire, è stata annullata con rinvio.
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Responsabilità rappresentante indiretto: la Cassazione
Con la sentenza n. 34580 del 30/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. V, ha ribadito la piena responsabilità del rappresentante indiretto per maggiori dazi e sanzioni doganali. Il caso riguardava un'errata classificazione di merce importata, soggetta a dazio antidumping. La Corte ha stabilito che la presentazione della dichiarazione doganale fonda la responsabilità solidale del rappresentante, a prescindere dalla sua effettiva conoscenza dell'irregolarità, sottolineando un preciso dovere di diligenza e controllo.
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