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art. 109 d.P.R. n. 917/86

11 provvedimenti

Operazioni Inesistenti: L’Onere della Prova tra Fisco e Contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società contribuente la deducibilità di costi per presunte **operazioni inesistenti**, relative a lavori edili fatturati da un subappaltatore. L'Ufficio riteneva che il mancato pagamento di 405.200 euro indicasse l'inesistenza delle prestazioni. La società, invece, ha dimostrato l'effettiva esecuzione dei lavori e la validità dei contratti, spiegando il mancato saldo con vizi nelle prestazioni del subappaltatore, poi estinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Ha ribadito che l'onere della prova sull'inesistenza delle operazioni spetta all'Amministrazione finanziaria, mentre il contribuente deve dimostrare l'effettiva esistenza.
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Permuta di cosa futura: il fisco incassa al completamento, non alla firma
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda l'omessa contabilizzazione di ricavi per una permuta di cosa futura. L'Azienda aveva ceduto un terreno edificabile in cambio di un'unità immobiliare da costruire sullo stesso lotto. L'Agenzia riteneva che il ricavo dovesse essere registrato al momento della stipula del contratto. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che, per la permuta di cosa futura, il ricavo si considera conseguito solo quando l'immobile futuro viene ad esistenza, ovvero al completamento delle strutture essenziali. L'Azienda ha quindi vinto, non dovendo contabilizzare il ricavo prima del 2006.
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Deducibilità costi IVA: Inerenza e Concordato Preventivo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Azienda di vendita veicoli, contestata dall'Agenzia delle Entrate per la Deducibilità costi IVA e altre spese. L'Agenzia aveva negato la deducibilità di costi per imbarcazioni, arredi da giardino e servizi di formazione, ritenuti non inerenti all'attività. La Cassazione ha confermato la non inerenza per questi costi. Tuttavia, ha accolto il ricorso dell'Azienda per la detraibilità IVA sui servizi di intermediazione finanziaria, considerandoli strumentali e parte integrante dell'operazione principale di vendita veicoli, non come prestazioni esenti indipendenti. Inoltre, la Corte ha ribadito che la riscossione frazionata è inibita per le aziende ammesse a concordato preventivo, dovendo i crediti fiscali essere gestiti all'interno della procedura concorsuale.
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Detraibilità IVA Operazioni Accessorie: la Cassazione ribalta il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda la deducibilità di costi (IRES/IRAP) per un'imbarcazione ritenuta non aziendale e la detraibilità IVA per servizi finanziari accessori alla vendita di autoveicoli, considerati esenti. Ha anche recuperato a tassazione una plusvalenza. La Cassazione ha confermato la non inerenza dei costi dell'imbarcazione e la correttezza della tassazione della plusvalenza. Ha invece accolto il ricorso dell'Azienda sulla Detraibilità IVA operazioni accessorie, stabilendo che i servizi finanziari, se strumentali alla vendita di beni, costituiscono un'unica operazione con la vendita principale, rendendo l'IVA detraibile.
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Inerenza dei costi d’impresa: quando il Fisco deve cedere
Una società di noleggio ha impugnato un avviso di accertamento riguardante l'acquisto di un'imbarcazione con inversione contabile, l'omessa fatturazione di una vendita, la gestione antieconomica e la deduzione di costi di leasing. La Corte di Cassazione ha stabilito importanti chiarimenti. Per l'acquisto estero fittizio, l'acquirente deve verificare con diligenza la reale nazionalità del venditore. Sulla gestione antieconomica, spetta al contribuente dimostrare la realtà delle operazioni. Infine, la Corte ha accolto il ricorso sull'inerenza dei costi d'impresa: non si possono negare le deduzioni per auto e barche solo perché non sono state concretamente date a noleggio, poiché rileva la loro coerenza complessiva con l'attività aziendale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Definizione agevolata: stop ai processi in Cassazione
Una società operante nel settore nautico ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'indebita deduzione di costi per un'imbarcazione di lusso, considerata dal Fisco come bene non inerente all'attività d'impresa. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. La contribuente ha tuttavia presentato istanza di estinzione del giudizio per aver aderito alla **definizione agevolata** dei carichi affidati alla riscossione. La Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire all'Agenzia delle Entrate di verificare la regolarità della procedura di sanatoria e confermare l'estinzione del debito.
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Definizione agevolata e giudicato interno parziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28168/2023, ha stabilito che ai fini della definizione agevolata di una lite pendente, il valore della controversia deve essere calcolato al netto delle parti coperte da giudicato interno o acquiescenza. Nel caso di specie, un'azienda aveva ottenuto un annullamento parziale di un avviso di accertamento in primo grado e aveva prestato acquiescenza alla parte sfavorevole. La Corte ha ritenuto che la controversia proseguisse solo per l'importo residuo, rispetto al quale l'Agenzia delle Entrate risultava soccombente nei gradi precedenti. Di conseguenza, il contribuente aveva diritto ad accedere alla definizione agevolata con l'aliquota più favorevole del 5%, vedendosi accolto il ricorso contro il diniego dell'Amministrazione Finanziaria e dichiarato estinto il giudizio.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29475/2025, ha cassato con rinvio la decisione di una Commissione Tributaria Regionale in un caso di operazioni inesistenti. La Corte ha ribadito la netta distinzione tra operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, chiarendo i diversi oneri probatori a carico dell'Amministrazione Finanziaria e del contribuente. In particolare, è stato sottolineato che il giudice di merito non aveva adeguatamente motivato la propria decisione, omettendo di qualificare le operazioni contestate e di valutare le prove fornite dall'Agenzia circa la natura di 'cartiere' delle società fatturanti.
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Operazioni inesistenti: come prova il contribuente?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7600/2024, ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in un caso di presunte operazioni inesistenti. Una società immobiliare era stata accusata di aver dedotto costi per la costruzione di un opificio sulla base di fatture false. La Corte ha stabilito che il contribuente ha assolto il proprio onere della prova fornendo documentazione concreta (perizie, contratti, certificazioni) che dimostrava l'effettiva realizzazione dell'immobile e la congruità del suo valore con gli importi fatturati, superando le presunzioni dell'Ufficio Fiscale.
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Mandato senza rappresentanza: costi e IVA per consorzi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16654/2025, ha chiarito il regime fiscale dei consorzi che operano con mandato senza rappresentanza. L'ordinanza stabilisce che i costi sono deducibili solo se ne viene provata l'esistenza e l'inerenza all'attività. Inoltre, l'IVA non può essere detratta dal consorzio, ma deve essere trasferita ai consorziati, che sono i reali soggetti passivi. La Corte ha rigettato il ricorso di un consorzio, confermando l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate per la non corretta gestione di costi e IVA.
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Deducibilità costi: prova dell’esistenza e inerenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un consorzio contro un avviso di accertamento. Il caso verteva sulla deducibilità dei costi, che era stata negata dall'Agenzia delle Entrate. La Corte ha chiarito che il problema principale non era la mancanza di inerenza o l'antieconomicità delle spese, ma la totale assenza di prove sufficienti a dimostrare l'esistenza stessa dei costi contestati, rendendo impossibile la loro deduzione.
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