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Art. 109 d.p.r. 917/86

9 provvedimenti

Sale and Lease Back: La Cassazione Ridefinisce la Tassazione della Plusvalenza
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla tassazione plusvalenza sale and lease back. Un'Azienda aveva venduto un immobile e lo aveva riaffittato, generando una plusvalenza. L'Agenzia delle Entrate voleva tassare questo guadagno in 5 anni, ma l'Azienda sosteneva dovesse essere spalmato in 15 anni, pari alla durata del leasing. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la plusvalenza deve essere tassata per l'intera durata del contratto di locazione finanziaria, riconoscendo la natura finanziaria dell'operazione. L'Azienda ha vinto, ottenendo il rimborso delle spese.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e IVA
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società accusata di aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti emesse da una società cartiera. La decisione sottolinea che l'Ufficio può provare la frode tramite indizi gravi, come l'assenza di dipendenti e strutture del fornitore. Il contribuente, per evitare il recupero dell'IVA, deve dimostrare di aver agito con la diligenza professionale necessaria per escludere la consapevolezza della frode.
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Presunzioni Tributarie: Valide nel Processo Penale?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38739/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per omessa dichiarazione fiscale. La Corte ha stabilito che gli accertamenti fiscali basati su dati reali (fatture, 'spesometro') sono pienamente utilizzabili nel processo penale e non costituiscono semplici presunzioni tributarie. È stato inoltre confermato che il dolo specifico di evasione può essere desunto dall'entità dell'imposta evasa e da altri elementi fattuali, come un comportamento non trasparente.
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Accertamento induttivo: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento basato su un metodo induttivo "puro" a carico di una società la cui contabilità era risultata gravemente inattendibile, in particolare per la mancata redazione del dettaglio di magazzino. La Corte ha ribadito che, in tali circostanze, l'amministrazione finanziaria può ricostruire il reddito anche sulla base di presunzioni semplici, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente, che deve dimostrare la non correttezza della pretesa fiscale.
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Saldo negativo di cassa: evasione per la Cassazione
Una società contesta un accertamento fiscale basato su un saldo negativo di cassa ricostruito e altre irregolarità contabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che, di fronte ad ammesse anomalie contabili, l'onere della prova si sposta sul contribuente. Un saldo negativo di cassa persistente costituisce una presunzione grave, precisa e concordante di ricavi non dichiarati, legittimando l'accertamento analitico-induttivo dell'Agenzia delle Entrate.
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Costi non inerenti: quando l’Agenzia li contesta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5321/2025, ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento che contestava la deducibilità di costi non inerenti e l'esistenza di operazioni fittizie. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente l'onere di provare non solo l'esistenza e la tracciabilità del costo, ma anche la sua effettiva inerenza all'attività d'impresa. La sola presentazione della fattura e la prova del pagamento non sono sufficienti a superare gli indizi di fittizietà sollevati dall'Amministrazione finanziaria, come l'assenza di una reale struttura operativa del fornitore.
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Accertamento induttivo puro: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva dichiarato illegittimo un accertamento induttivo puro a carico di una società. Il motivo? La decisione dei giudici di secondo grado era basata su una motivazione solo "apparente", ovvero una statuizione dogmatica e priva di un'argomentazione comprensibile. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice deve sempre esporre in modo chiaro il ragionamento logico-giuridico che fonda la sua decisione, altrimenti la sentenza è nulla. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Fatture inesistenti: la Cassazione e l’onere prova
La Corte di Cassazione chiarisce l'onere della prova in caso di fatture per operazioni inesistenti. Quando l'Amministrazione finanziaria fornisce indizi gravi, precisi e concordanti sulla fittizietà di un'operazione, il contribuente non può limitarsi a produrre prove formali come fatture e bonifici. È necessario, invece, fornire la prova concreta dell'effettiva esecuzione della prestazione o della fornitura.
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Deducibilità costi carburante: la Cassazione decide
Una società di commercio auto ha impugnato avvisi di accertamento che negavano la deducibilità di vari costi. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19827/2025, ha respinto il ricorso sulla deducibilità costi carburante, confermando che, per la normativa all'epoca vigente, solo le apposite schede carburante erano prova idonea, non le semplici fatture. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo al metodo di accertamento fiscale, cassando la sentenza e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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