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Art. 109, comma 5, d.P.R. n. 917 del 1986

9 provvedimenti

Costi non inerenti: no ai ricavi tassabili
I costi di una società per uno yacht, utilizzato personalmente da un socio, sono stati giudicati non deducibili in quanto "costi non inerenti". La Corte di Cassazione ha confermato questa posizione, ma ha anche stabilito che i ricavi generati dallo stesso yacht devono essere esclusi dal reddito imponibile della società. Questa decisione afferma un importante principio di simmetria tra costi non deducibili e ricavi non imponibili per i beni estranei all'attività d'impresa.
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Dies a quo impugnazione: il termine con custode
La Corte di Cassazione chiarisce il concetto di 'dies a quo impugnazione' in ambito tributario. In un caso riguardante una S.r.l. con quote sotto sequestro e un custode giudiziario nominato amministratore, la Corte ha stabilito che il termine per impugnare un avviso di accertamento decorre dalla notifica formale all'amministratore-custode, e non dalla successiva conoscenza informale da parte del socio. L'appello del socio è stato quindi giudicato tardivo.
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Dies a quo impugnazione: da quando decorre il termine?
La Cassazione rinvia a pubblica udienza il caso sul 'dies a quo impugnazione' per un socio le cui quote societarie erano sotto sequestro preventivo. La questione è se il termine per impugnare un avviso di accertamento decorra dalla notifica al custode giudiziario o dalla conoscenza effettiva del socio, eccezionalmente legittimato ad agire.
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Costi di manutenzione e inerenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che i costi di manutenzione per beni dati in comodato d'uso, come le macchine da caffè, sono deducibili per l'impresa proprietaria anche se il contratto li poneva a carico del cliente. La decisione si basa su una valutazione sostanziale del principio di inerenza: se la spesa è funzionale al programma economico e alla produzione di reddito dell'impresa, la sua deducibilità è legittima, superando la previsione contrattuale formale.
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Sospensione termini impugnazione: cumulo e calcolo
Una società tecnologica ha impugnato un avviso di accertamento per costi di sponsorizzazione ritenuti fittizi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. La decisione si fonda sulla corretta interpretazione delle norme sulla sospensione termini impugnazione, chiarendo che la sospensione speciale di sei mesi prevista da una legge del 2017 si aggiunge cumulativamente al termine ordinario, senza che la sospensione feriale possa ulteriormente prolungarlo.
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Accertamento fiscale: vale la prova extracontabile
Una società di distribuzione ha impugnato un accertamento fiscale basato su documentazione extracontabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che in caso di accertamento fiscale fondato su prove presuntive, come i documenti non ufficiali, spetta al contribuente fornire la prova contraria per dimostrare l'infondatezza della pretesa dell'Agenzia delle Entrate. La Corte ha ritenuto legittimo l'operato dell'amministrazione finanziaria.
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Accertamento extracontabile e onere della prova
Una società è stata oggetto di un avviso di accertamento per mancata documentazione di ricavi, basato su documentazione extracontabile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14263/2025, ha rigettato il ricorso della società, confermando che in caso di accertamento extracontabile l'onere della prova si inverte, spettando al contribuente dimostrare l'infondatezza della pretesa fiscale. La Corte ha chiarito che la regolarità formale della contabilità o delle indagini finanziarie non è sufficiente a superare le presunzioni derivanti da prove extracontabili.
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Termine lungo impugnazione: quando scatta la decadenza
Una società operante nel settore ippico ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, ribadendo un principio fondamentale: il termine lungo impugnazione di sei mesi decorre dalla data di pubblicazione della sentenza (deposito in cancelleria) e non dalla sua successiva comunicazione alle parti. La mancata vigilanza da parte del difensore sullo stato del procedimento non costituisce una scusante.
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Documentazione contabile: se non esibita, addio costi
Una società si è vista negare la deducibilità dei costi e la detrazione dell'IVA a causa della mancata esibizione della documentazione contabile durante una verifica. La giustificazione addotta, ossia lo stato di detenzione del legale rappresentante, non è stata ritenuta sufficiente dalla Corte di Cassazione. La sentenza sottolinea che il contribuente ha l'onere di provare non solo l'impedimento, ma anche l'impossibilità assoluta di produrre i documenti richiesti, confermando l'accertamento fiscale.
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