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Art. 108 Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea

7 provvedimenti

Danni da Fauna e Aiuti di Stato de minimis: L’Europa Prevale
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia relativa al risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica a un'azienda agricola. Il nodo centrale riguarda l'erogazione di tali fondi, qualificabili come Aiuti di Stato de minimis. Il giudice di merito aveva dato ragione all'impresa, ritenendo sufficiente il rispetto della normativa regionale che non richiedeva specifiche dichiarazioni sui contributi pregressi. La Suprema Corte, applicando i principi della Corte di Giustizia Europea, ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che, in assenza di un registro informatico nazionale pienamente operativo, l'impresa ha l'obbligo inderogabile di presentare un'autocertificazione sugli Aiuti di Stato de minimis ricevuti nel triennio precedente. Tale dichiarazione deve intervenire prima della concessione del contributo. Senza questo adempimento, l'erogazione dei fondi è illegittima per violazione del diritto eurounitario.
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Termine rimborso fiscale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che accoglieva la richiesta di rimborso IRPEF di un contribuente, ritenendola tardiva. Il caso verteva sull'identificazione del corretto termine rimborso fiscale. La Corte ha stabilito che il termine di due anni per la richiesta decorre dall'entrata in vigore della legge che introduce l'agevolazione e non da successive proroghe dello stato di emergenza, che non incidono sul dies a quo.
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Aiuti di Stato de minimis: Cassazione sul rimborso
La Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che per un rimborso fiscale su redditi misti (lavoro dipendente e autonomo), il giudice deve verificare la compatibilità con la normativa europea sugli aiuti di Stato de minimis. La sentenza impugnata è cassata con rinvio per non aver effettuato tale controllo.
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Malversazione finanziamenti Covid: la Cassazione decide
Il presidente di un'associazione culturale è stato condannato per aver distratto fondi ottenuti tramite un finanziamento garantito dallo Stato, destinati al supporto per l'emergenza sanitaria, per scopi personali. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per malversazione finanziamenti Covid (art. 316-bis c.p.), chiarendo che tale reato è configurabile anche quando i fondi provengono da una banca, se l'operazione è assistita da garanzia pubblica. La Corte ha precisato che il reato si perfeziona con la distrazione delle somme dalla loro finalità pubblica, rendendo irrilevante la successiva restituzione delle rate del prestito.
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Condono fiscale IVA: la Cassazione e il diritto UE
La Corte di Cassazione ha stabilito che le norme nazionali che prevedono un condono fiscale sull'IVA, incluse le sanzioni, devono essere disapplicate perché in contrasto con il diritto europeo. Tali misure violano il principio di neutralità fiscale dell'IVA e si configurano come aiuti di Stato illegittimi. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, cassando la sentenza di merito che aveva dato ragione a una società contribuente.
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Rimborso imposte dirette e aiuti di Stato de minimis
La Corte di Cassazione esamina un caso di rimborso imposte dirette richiesto da due coniugi per il triennio 1990-1992. La questione centrale è se una semplice autocertificazione sia una prova sufficiente per dimostrare il rispetto della regola europea 'de minimis' sugli aiuti di Stato, condizione necessaria per ottenere il rimborso. L'Agenzia delle Entrate contesta la decisione dei giudici di merito, che avevano concesso il rimborso basandosi su tale documento, portando il caso fino al giudizio di legittimità.
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Decadenza notifica cartelle sisma: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato l'illegittimità di alcune cartelle di pagamento notificate a una società cooperativa oltre i termini di legge. Il caso riguarda tributi dovuti per gli anni 1991-1994, nell'ambito delle agevolazioni per il sisma del 1990 in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che la normativa sulla rateizzazione dei pagamenti avesse esteso anche i termini per la notifica. La Corte ha rigettato questa tesi, stabilendo il principio della decadenza notifica cartelle: la possibilità di pagare a rate non incide sui termini perentori entro cui l'amministrazione deve emettere l'atto impositivo. Le cartelle, notificate nel 2006, sono state quindi considerate tardive e nulle.
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