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Art. 1065 Codice Civile

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69 provvedimenti

Servitù di metanodotto: non c’è usucapione
Una proprietaria costruisce violando una servitù di metanodotto. La Cassazione chiarisce che il divieto di edificare è un'obbligazione accessoria inscindibile dalla servitù principale. Pertanto, non si estingue per prescrizione né è possibile l'usucapione del diritto a mantenere le opere illecite, che devono essere rimosse.
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Servitù convenzionale: il titolo detta le regole
Due fratelli ricorrono in Cassazione per vedersi riconosciuta una servitù convenzionale di passaggio su un'area più estesa di quella ammessa dai proprietari del fondo vicino. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per una servitù convenzionale, l'estensione e le modalità di esercizio sono determinate primariamente dal titolo costitutivo (l'atto notarile) e non dall'uso di fatto successivo. Poiché il titolo faceva riferimento a una specifica stradina esistente all'epoca e i fondi non erano interclusi, la pretesa di un passaggio più ampio è stata respinta.
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Motivazione apparente: servitù di passaggio annullata
Un proprietario terriero contesta l'esistenza di una servitù di passaggio a favore dei vicini. La Corte d'Appello riconosce il diritto dei vicini, ma con un ragionamento confuso e contraddittorio, mescolando usucapione, accordi contrattuali e destinazione del padre di famiglia. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione a causa di una motivazione apparente, ritenendo impossibile comprendere l'iter logico-giuridico seguito dai giudici di secondo grado e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Servitù di passaggio: l’atto del 1921 è decisivo
Il caso riguarda una servitù di passaggio veicolare contestata tra proprietari confinanti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che per interpretare un atto di divisione del 1921, è fondamentale ricostruire la comune intenzione delle parti originarie, anche oltre il tenore letterale. Il contesto agricolo dell'epoca giustificava un passaggio carrabile, funzionale alla coltivazione dei fondi.
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Opposizione di terzo: la tutela del diritto ignorato
Un proprietario, rimasto estraneo a un giudizio tra i suoi vicini, proponeva opposizione di terzo contro la sentenza che, ordinando la chiusura di un cancello, di fatto intercludeva il suo fondo. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, cassando la decisione di merito. Si è chiarito che, sebbene il terzo fosse legittimato a proporre l'opposizione, la Corte d'Appello aveva erroneamente dato per scontata l'esistenza del suo diritto di passaggio, senza verificarla sulla base dei titoli. La causa è stata rinviata per un nuovo esame che accerti l'effettiva titolarità della servitù vantata.
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Servitù di passaggio: come si interpreta il titolo?
Una controversia tra proprietari confinanti sulla natura di una servitù di passaggio, se solo pedonale o anche carrabile. Il caso, basato sull'interpretazione di un atto notarile del 1985 che menzionava la larghezza del viale e la sosta di auto per 'carico e scarico', è giunto in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato che tali elementi sono sufficienti a dimostrare l'intenzione originaria delle parti di costituire una servitù di passaggio anche con veicoli, respingendo il ricorso dei proprietari del fondo servente.
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Modifica servitù di passaggio: l’accordo è vincolante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18004/2024, ha stabilito che un accordo scritto per la modifica servitù di passaggio, completo di planimetria, costituisce un contratto definitivo e vincolante. La parte che ha sottoscritto l'accordo non può rifiutarsi di adempiere, essendo obbligata a realizzare il nuovo percorso a proprie spese. La Corte ha rigettato il ricorso della proprietaria del fondo servente, che sosteneva la natura meramente preliminare e indeterminata dell'accordo, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Diritto d’uso e servitù: chi prova la compatibilità?
Un acquirente non riesce a utilizzare il posto auto acquistato a causa di una servitù di passaggio preesistente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17956/2024, stabilisce un principio fondamentale: in caso di conflitto tra diritto d'uso e servitù, spetta al venditore, e non all'acquirente, dimostrare la compatibilità tra i due diritti. La sentenza chiarisce che la coesistenza di diritti reali limitati sullo stesso bene crea una presunzione di conflitto, invertendo l'onere probatorio a carico di chi ha concesso il nuovo diritto.
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Servitù di passaggio: limiti e inammissibilità ricorso
Un caso sulla larghezza di una servitù di passaggio. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della proprietaria del fondo servente, che contestava la valutazione del giudice di merito sulla larghezza e l'utilità del passaggio. La Corte ribadisce che il ricorso in Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo le violazioni di legge. Il ricorso incidentale è considerato rinunciato.
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Interversione del possesso: da detenzione a servitù
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che riconosceva una servitù per usucapione. Il caso verteva su un diritto di passaggio, originariamente concesso come diritto personale. La Corte ha chiarito che, per trasformare la detenzione in possesso utile all'usucapione, è necessario un atto di interversione del possesso, ovvero una manifestazione esterna inequivocabile di voler esercitare il diritto come proprio, cosa non dimostrata nel caso di specie.
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Servitù di passaggio: come si definisce l’estensione?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'estensione di una servitù di passaggio acquisita per usucapione. In un caso riguardante il transito di mezzi agricoli, la Corte ha stabilito che, in assenza di prove specifiche sulle dimensioni originarie del passaggio, il contenuto del diritto è definito dalle indicazioni presenti in un contratto precedente, anche se l'acquisto è avvenuto per usucapione. L'appello della società ricorrente è stato respinto per mancanza di prove sul danno effettivo e sulla pretesa ampiezza del passaggio.
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Servitù di uso esclusivo: quando è valida?
Una società immobiliare contesta la validità di una servitù di uso esclusivo perpetua su un proprio lastrico solare, sostenendo che essa svuoti completamente il suo diritto di proprietà. La Corte di Cassazione, dopo aver corretto un proprio precedente errore di fatto, stabilisce che la servitù è valida. La motivazione risiede nel fatto che al proprietario del lastrico residuavano utilità concrete, come la facoltà di ricevere luce e aria per il locale commerciale sottostante attraverso lucernari e finestre. Poiché la privazione delle facoltà del proprietario non era totale, il contratto costitutivo della servitù non è nullo.
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Servitù di passaggio: No all’estensione del diritto
La Corte d'Appello ha riformato una sentenza di primo grado in materia di servitù di passaggio. Il caso riguardava l'utilizzo di una striscia di terreno di proprietà di un condominio come via d'accesso da parte di un altro condominio, sorto su un'area più vasta che inglobava il fondo originariamente beneficiario del diritto. La Corte ha stabilito che la servitù di passaggio non può essere estesa a fondi diversi da quello per cui era stata originariamente costituita, anche se questi vengono uniti. L'utilizzo del passaggio da parte di un complesso edilizio molto più grande è stato ritenuto un illecito aggravamento della servitù, portando alla declaratoria di inesistenza del diritto e alla condanna alla cessazione del transito.
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Prove in appello: limiti e inammissibilità
In una causa nata per l'installazione di un citofono, la Cassazione conferma la decisione di merito. Il caso diventa l'occasione per ribadire i rigidi limiti alla produzione di nuove prove in appello, specialmente dopo la riforma del 2012. La Corte sottolinea che non è sufficiente che la prova sia 'indispensabile', ma occorre dimostrare l'impossibilità di produrla prima per causa non imputabile. L'appello viene quindi rigettato, consolidando un'interpretazione restrittiva delle norme procedurali.
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Servitù di passaggio: quando un ostacolo è illegittimo
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un caso di servitù di passaggio, originato dal posizionamento di un paletto su un viale. I proprietari del fondo servente lamentavano una limitazione del loro diritto. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la questione è giunta in Cassazione. La Corte, tuttavia, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, decidendo di unire questo ricorso a un altro pendente tra le stesse parti e relativo alla medesima servitù, al fine di garantire una decisione coerente e unitaria.
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Servitù uso esclusivo: quando il ricorso è inammissibile
Una società immobiliare ha contestato una servitù di uso esclusivo su un suo lastrico solare, sostenendo che annullasse il suo diritto di proprietà. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione risiede in una parallela e definitiva sentenza che ha riconosciuto alla beneficiaria della servitù la piena proprietà dello stesso bene per usucapione, facendo così venire meno l'interesse ad agire della società.
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Servitù di passaggio: limiti e opere sul fondo servente
La Corte di Cassazione ha stabilito i limiti della servitù di passaggio, negando ai proprietari di un immobile il diritto di costruire una scala a chiocciola che avrebbe occupato interamente il vano (la cosiddetta "torretta") sul fondo servente, di proprietà altrui. La Corte ha chiarito che l'esercizio di una servitù non può spingersi fino a privare di fatto il proprietario del fondo servente della sua proprietà, specialmente se il titolo originario non prevede modalità così invasive.
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Servitù di parcheggio: ok dalla Cassazione a Sezioni Unite
Le Sezioni Unite della Cassazione risolvono il contrasto giurisprudenziale sulla validità della servitù di parcheggio. La sentenza stabilisce che è possibile costituire tale diritto reale, a patto che conferisca un'utilità specifica al fondo dominante, sia localizzata in un'area definita e non privi completamente il proprietario del fondo servente delle sue facoltà. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Eccezione di prescrizione: quando si considera valida?
Una disputa su una servitù di passaggio arriva in Cassazione. La questione centrale è l'eccezione di prescrizione per non uso ventennale del diritto. La Corte d'Appello l'aveva ritenuta non proposta, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che un'eccezione tempestivamente sollevata non si considera rinunciata solo perché non viene ripetuta nelle conclusioni finali, se l'intera linea difensiva la presuppone. La sentenza è stata annullata con rinvio per riesaminare la questione della prescrizione.
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Aggravamento servitù: il titolo costitutivo prevale
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunto aggravamento servitù di passaggio dovuto alla creazione di nuovi varchi e alla posa di tubature. La Corte ha cassato la decisione d'appello, affermando che per determinare l'esistenza di un aggravamento è fondamentale analizzare prioritariamente il titolo costitutivo della servitù. Le norme sul minor aggravio sono solo sussidiarie e si applicano solo se il titolo è poco chiaro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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