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Art. 1064 Codice Civile

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57 provvedimenti

Servitù di passaggio: come si definisce l’estensione?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'estensione di una servitù di passaggio acquisita per usucapione. In un caso riguardante il transito di mezzi agricoli, la Corte ha stabilito che, in assenza di prove specifiche sulle dimensioni originarie del passaggio, il contenuto del diritto è definito dalle indicazioni presenti in un contratto precedente, anche se l'acquisto è avvenuto per usucapione. L'appello della società ricorrente è stato respinto per mancanza di prove sul danno effettivo e sulla pretesa ampiezza del passaggio.
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Ampliamento servitù: domanda inammissibile in appello
Una proprietaria terriera citava in giudizio i vicini per aver allargato una strada interpoderale a danno della sua proprietà. I convenuti chiedevano in via riconvenzionale la costituzione di una servitù coattiva, domanda respinta in primo grado perché il loro fondo non era intercluso. In appello, modificavano la domanda chiedendo un ampliamento servitù. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la modifica della domanda in appello, basata su presupposti di fatto e di diritto diversi, non è consentita.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue un processo?
Un contenzioso tra un condomino e il proprio condominio, riguardante l'uso di spazi comuni, si conclude in Cassazione non con una sentenza di merito, ma con un'ordinanza che dichiara l'estinzione del giudizio. A seguito del decesso del ricorrente, i suoi eredi hanno optato per la rinuncia al ricorso, mossa accettata dalla controparte. La Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, chiarendo anche le implicazioni su spese legali e contributo unificato.
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Servitù di passaggio: limiti e opere sul fondo servente
La Corte di Cassazione ha stabilito i limiti della servitù di passaggio, negando ai proprietari di un immobile il diritto di costruire una scala a chiocciola che avrebbe occupato interamente il vano (la cosiddetta "torretta") sul fondo servente, di proprietà altrui. La Corte ha chiarito che l'esercizio di una servitù non può spingersi fino a privare di fatto il proprietario del fondo servente della sua proprietà, specialmente se il titolo originario non prevede modalità così invasive.
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Servitù di parcheggio: ok dalla Cassazione a Sezioni Unite
Le Sezioni Unite della Cassazione risolvono il contrasto giurisprudenziale sulla validità della servitù di parcheggio. La sentenza stabilisce che è possibile costituire tale diritto reale, a patto che conferisca un'utilità specifica al fondo dominante, sia localizzata in un'area definita e non privi completamente il proprietario del fondo servente delle sue facoltà. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Eccezione di prescrizione: quando si considera valida?
Una disputa su una servitù di passaggio arriva in Cassazione. La questione centrale è l'eccezione di prescrizione per non uso ventennale del diritto. La Corte d'Appello l'aveva ritenuta non proposta, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che un'eccezione tempestivamente sollevata non si considera rinunciata solo perché non viene ripetuta nelle conclusioni finali, se l'intera linea difensiva la presuppone. La sentenza è stata annullata con rinvio per riesaminare la questione della prescrizione.
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Aggravamento servitù: il titolo costitutivo prevale
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunto aggravamento servitù di passaggio dovuto alla creazione di nuovi varchi e alla posa di tubature. La Corte ha cassato la decisione d'appello, affermando che per determinare l'esistenza di un aggravamento è fondamentale analizzare prioritariamente il titolo costitutivo della servitù. Le norme sul minor aggravio sono solo sussidiarie e si applicano solo se il titolo è poco chiaro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Servitù di parcheggio: è valida? La Cassazione chiarisce
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema della servitù di parcheggio. Inizialmente, i giudici di merito avevano negato la natura di diritto reale a un accordo di parcheggio, considerandolo un'obbligazione personale legata a un'attività commerciale. La Suprema Corte, tuttavia, ha ribaltato la decisione, affermando, sulla base di un precedente intervento delle Sezioni Unite, che la servitù di parcheggio è pienamente configurabile come diritto reale, a condizione che rispetti specifici requisiti di inerenza al fondo e non svuoti di contenuto il diritto di proprietà del fondo servente. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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Clausola di stile: non basta per la servitù
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32619/2024, ha rigettato il ricorso di due proprietari che rivendicavano una servitù di passaggio basata su una vecchia previsione contrattuale. La Corte ha stabilito che una mera 'clausola di stile', ovvero una formulazione generica e non specifica, non è sufficiente per costituire un diritto reale come la servitù. È indispensabile una chiara manifestazione di volontà e l'esatta individuazione dei fondi dominante e servente, elementi mancanti nel caso di specie. La decisione conferma che per la costituzione di servitù sono richiesti requisiti formali rigorosi.
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Servitù di passaggio: i limiti della prova testimoniale
Una società costruttrice veniva citata in giudizio per aver ecceduto i limiti di una servitù di passaggio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31778/2024, ha rigettato i ricorsi, stabilendo un principio fondamentale: la prova testimoniale non può creare o modificare una servitù (che richiede un atto scritto), ma è ammissibile per chiarire le modalità pratiche con cui le parti originarie avevano concordato di esercitarla, soprattutto se l'atto costitutivo è generico. La decisione bilancia il rigore formale con le esigenze pratiche di esecuzione del diritto.
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Servitù coattiva di passaggio su fondo non intercluso
La Corte di Cassazione ha confermato la costituzione di una servitù coattiva di passaggio a favore di un'abitazione con accesso difficile, a carico del fondo di un istituto scolastico. La decisione si fonda sulla necessità di tutelare le esigenze abitative e l'accessibilità per persone con disabilità, anche quando il fondo non è completamente intercluso. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della scuola, ritenendo corretta la valutazione della Corte d'Appello che aveva bilanciato i diritti delle parti, e ha confermato l'indennizzo stabilito, sottolineando che la valutazione dei fatti e delle prove spetta al giudice di merito.
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Riduzione penale: quando il giudice può intervenire?
La Corte di Cassazione conferma il potere del giudice di merito di operare la riduzione penale di una clausola contrattuale manifestamente eccessiva. Il caso riguarda un diritto di passaggio negato, dove la corte ha valutato l'interesse del creditore e l'esistenza di percorsi alternativi per diminuire l'importo della penale pattuita, respingendo il ricorso della parte lesa.
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Usucapione strada: possesso non basta per proprietà
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12778/2025, ha rigettato il ricorso di alcuni privati che rivendicavano la proprietà di una strada per usucapione. Il caso, nato da una richiesta di demolizione di un cancello, chiarisce che per l'usucapione di una strada non è sufficiente dimostrare il mero possesso prolungato nel tempo (corpus), ma è fondamentale provare anche l'intenzione di possedere come proprietario esclusivo (animus), escludendo il legittimo titolare. Secondo la Corte, attività come l'uso e la manutenzione della strada non sono, di per sé, sufficienti a dimostrare tale intenzione.
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Servitù di passaggio: come definirne l’estensione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 992/2025, chiarisce come determinare l'estensione di una servitù di passaggio quando il titolo originario è impreciso. La Corte stabilisce che non si deve fare riferimento al solo uso pregresso, ma è necessario applicare i criteri legali dell'utilità per il fondo dominante e del minor aggravio per il fondo servente. Il caso riguardava una disputa sulla larghezza di un passaggio, che la Corte d'Appello aveva fissato in 1,40 metri basandosi sull'uso passato. La Cassazione ha cassato la sentenza, rinviando la decisione per una nuova valutazione basata sui corretti principi codicistici.
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Motivazione apparente: sentenza nulla se decide ultra petita
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per motivazione apparente. Il caso riguardava una servitù di passaggio, dove la Corte d'Appello aveva individuato un percorso per l'esercizio del diritto che nessuna delle parti aveva richiesto, violando il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. Secondo la Cassazione, una decisione che si discosta dalle domande e dai motivi d'appello, fornendo una soluzione autonoma e non richiesta, è viziata da motivazione apparente, poiché non rende percepibile l'iter logico-giuridico seguito.
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Servitù di passaggio: cosa stabilisce il titolo?
In una controversia su una servitù di passaggio nata da una donazione familiare, la Corte di Cassazione interviene per chiarire i limiti e l'estensione del diritto. La Corte ha stabilito che il contenuto della servitù è definito primariamente dal titolo costitutivo (l'atto notarile), escludendo l'applicazione di criteri sussidiari quando il titolo è chiaro. Inoltre, ha cassato la decisione d'appello nella parte in cui si era pronunciata su una porzione di strada non oggetto della domanda iniziale, riaffermando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Servitù di pubblico transito: limiti e occupazione
Un condominio si oppone alla decisione del Comune di autorizzare mercatini nel proprio porticato, gravato da una servitù di pubblico transito. La Corte d'Appello, riformando la decisione di primo grado, accoglie la domanda del condominio. Viene stabilito che la servitù di pubblico transito consente solo il passaggio e non un'occupazione stanziale con bancarelle, poiché ciò eccede i limiti del diritto e lede la proprietà privata.
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