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Art. 1028 Codice Civile

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35 provvedimenti

Usucapione bene condominiale: chiavi e possesso
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per l'usucapione di un bene condominiale. La Corte ha stabilito che il possesso esclusivo e prolungato delle chiavi di un locale comune, unito all'impedimento dell'accesso agli altri condomini, costituisce un atto idoneo a dimostrare un possesso esclusivo finalizzato all'usucapione. La sentenza ha annullato la decisione di merito che aveva negato l'usucapione, ritenendo che la presenza di impianti condominiali nel locale non fosse un ostacolo all'acquisto della proprietà, che avverrebbe gravata dalle relative servitù.
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Servitù di metanodotto: non c’è usucapione
Una proprietaria costruisce violando una servitù di metanodotto. La Cassazione chiarisce che il divieto di edificare è un'obbligazione accessoria inscindibile dalla servitù principale. Pertanto, non si estingue per prescrizione né è possibile l'usucapione del diritto a mantenere le opere illecite, che devono essere rimosse.
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Servitù di passaggio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro la costituzione di una servitù di passaggio sul suo fondo. La decisione si fonda sul principio della 'doppia conforme', che impedisce il riesame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi, e ribadisce che la Cassazione non può rivalutare le prove già esaminate dai giudici di primo e secondo grado.
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Servitù altius non tollendi: un patto è per sempre?
Una società immobiliare demolisce un vecchio edificio per costruirne uno nuovo e molto più alto. I vicini si oppongono, citando un accordo del 1972 che limitava l'altezza di costruzione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12906/2024, ha stabilito che un patto di questo tipo, configurando una servitù altius non tollendi, costituisce un diritto reale sulla proprietà e non una semplice obbligazione personale. Di conseguenza, la Corte d'Appello aveva errato nel sottovalutarne la portata. La sentenza è stata annullata e il caso rinviato per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Incompatibilità del giudice: la decisione della Cassazione
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che non sussiste l'incompatibilità del giudice che, dopo aver redatto la proposta di definizione accelerata di un ricorso ai sensi del nuovo art. 380-bis c.p.c., partecipa poi al collegio giudicante chiamato a decidere nel merito. La Corte ha chiarito che la proposta non costituisce un giudizio anticipato, ma uno strumento processuale che non crea una fase autonoma di giudizio, salvaguardando così i principi di efficienza e del giusto processo.
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Servitù di uso esclusivo: quando è valida?
Una società immobiliare contesta la validità di una servitù di uso esclusivo perpetua su un proprio lastrico solare, sostenendo che essa svuoti completamente il suo diritto di proprietà. La Corte di Cassazione, dopo aver corretto un proprio precedente errore di fatto, stabilisce che la servitù è valida. La motivazione risiede nel fatto che al proprietario del lastrico residuavano utilità concrete, come la facoltà di ricevere luce e aria per il locale commerciale sottostante attraverso lucernari e finestre. Poiché la privazione delle facoltà del proprietario non era totale, il contratto costitutivo della servitù non è nullo.
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Servitù coattiva: il potenziale edificabile prevale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6027/2024, ha chiarito due principi fondamentali in materia di diritto immobiliare. In primo luogo, ha stabilito che per la costituzione di una servitù coattiva di passaggio su un fondo intercluso, si deve tener conto del suo potenziale sviluppo futuro (in questo caso, edificabile), e non solo del suo stato attuale (agricolo o incolto). La Corte d'Appello aveva errato nel limitare la servitù a un uso agricolo, ignorando la richiesta originaria finalizzata all'urbanizzazione. In secondo luogo, la Corte ha precisato che la garanzia per evizione a carico del venditore non si applica per servitù coattive costituite dopo la vendita, poiché la causa dell'evizione (la costituzione della servitù) non preesisteva al contratto. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Servitù uso esclusivo: quando il ricorso è inammissibile
Una società immobiliare ha contestato una servitù di uso esclusivo su un suo lastrico solare, sostenendo che annullasse il suo diritto di proprietà. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione risiede in una parallela e definitiva sentenza che ha riconosciuto alla beneficiaria della servitù la piena proprietà dello stesso bene per usucapione, facendo così venire meno l'interesse ad agire della società.
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Servitù prediale: l’esclusività è diritto reale?
Una recente sentenza della Cassazione analizza un caso di servitù di passaggio. La Corte ha stabilito che la clausola di "uso esclusivo" di una strada, se non apporta un'utilità oggettiva e diretta al fondo dominante, non costituisce un diritto reale ma una semplice obbligazione personale. Di conseguenza, tale accordo non è opponibile a terzi che abbiano successivamente acquisito un diritto di passaggio sulla stessa strada. La decisione si fonda sul principio della servitù prediale, che richiede un vantaggio concreto per il fondo e non solo per il suo proprietario.
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Servitù di parcheggio: ok dalla Cassazione a Sezioni Unite
Le Sezioni Unite della Cassazione risolvono il contrasto giurisprudenziale sulla validità della servitù di parcheggio. La sentenza stabilisce che è possibile costituire tale diritto reale, a patto che conferisca un'utilità specifica al fondo dominante, sia localizzata in un'area definita e non privi completamente il proprietario del fondo servente delle sue facoltà. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Servitù di passaggio: quando non c’è il diritto?
Una proprietaria rivendicava una servitù di passaggio attraverso l'appartamento di una parente per accedere al proprio lastrico solare, basandosi su un precedente atto di divisione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che, per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, non è sufficiente l'esistenza di un percorso, ma è necessario che le opere visibili (requisito dell'apparenza) dimostrino in modo inequivocabile la loro specifica funzione di servizio a favore del fondo dominante, circostanza non provata nel caso di specie.
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Servitù di passaggio: interpretazione del contratto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro una sentenza che riconosceva una servitù di passaggio sul suo fondo. La Corte ha stabilito che l'interpretazione del contratto che ha dato origine alla servitù, effettuata dai giudici di merito, non è sindacabile in sede di legittimità se non presenta vizi logici o errori di diritto. Proporre una semplice interpretazione alternativa non è sufficiente per l'accoglimento del ricorso.
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Servitù di parcheggio: è valida? La Cassazione chiarisce
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema della servitù di parcheggio. Inizialmente, i giudici di merito avevano negato la natura di diritto reale a un accordo di parcheggio, considerandolo un'obbligazione personale legata a un'attività commerciale. La Suprema Corte, tuttavia, ha ribaltato la decisione, affermando, sulla base di un precedente intervento delle Sezioni Unite, che la servitù di parcheggio è pienamente configurabile come diritto reale, a condizione che rispetti specifici requisiti di inerenza al fondo e non svuoti di contenuto il diritto di proprietà del fondo servente. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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Servitù di non costruire: validità e interpretazione
Una proprietaria immobiliare ha impugnato una decisione che confermava una servitù di non costruire derivante da un contratto di compravendita del 1983. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'interpretazione del contratto da parte del giudice di merito era plausibile e che le nuove argomentazioni legali proposte erano inammissibili. La servitù di non costruire è stata quindi ritenuta validamente costituita a beneficio delle proprietà adiacenti.
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Domanda nuova in condominio: limiti e conseguenze
Alcuni condomini impugnano una delibera per l'installazione di un dissuasore di sosta. Durante la causa, chiedono anche l'accertamento di una servitù sull'area. La Cassazione conferma che si tratta di una domanda nuova inammissibile, poiché introduce un tema di giudizio diverso, con parti e presupposti differenti, rispetto all'impugnazione della delibera. La Corte chiarisce inoltre che installare un dissuasore per regolamentare l'uso di un'area comune non costituisce un'innovazione e non richiede maggioranze qualificate.
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