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Art. 102 TFUE

43 provvedimenti

Abuso di posizione dominante: canoni e prescrizione
Una società di servizi aeroportuali ha citato in giudizio il gestore dello scalo lamentando un abuso di posizione dominante. Il gestore aveva applicato canoni di subconcessione per gli uffici operativi notevolmente superiori rispetto alle tariffe regolamentate dall'ente pubblico di settore. L'attrice chiedeva la restituzione delle somme pagate in eccedenza. I giudici di merito hanno riconosciuto l'illecito ma hanno applicato la prescrizione breve di cinque anni, tipica della responsabilità extracontrattuale. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, rigettando i ricorsi di entrambe le parti. Il danno antitrust tutela infatti la libertà di concorrenza generale e si prescrive in cinque anni dal momento in cui il danneggiato acquisisce o avrebbe dovuto acquisire, con l'ordinaria diligenza, la ragionevole consapevolezza del danno ingiusto subito.
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Abuso di posizione dominante: rimborsi e prescrizione breve
Alcune società di spedizione doganale hanno citato in giudizio il gestore aeroportuale. Le imprese contestavano l'applicazione di canoni di subconcessione per gli uffici aeroportuali superiori ai limiti tariffari stabiliti dalle autorità. Gli operatori hanno fondato la domanda sull'accertamento di un abuso di posizione dominante compiuto dal gestore monopolista. I giudici hanno condannato il gestore a restituire le somme pagate in eccesso, applicando però il termine di prescrizione quinquennale tipico dell'illecito extracontrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato l'impianto della decisione: la violazione delle regole di concorrenza lede la libertà contrattuale e genera responsabilità civile extracontrattuale. I magistrati hanno rigettato i ricorsi principali e incidentali, chiarendo inoltre che la posizione di monopolio non coincide automaticamente con l'abuso di dipendenza economica senza specifiche prove.
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Abuso di posizione dominante e tariffe: limiti ai contratti
Alcune società di spedizione doganale hanno convenuto in giudizio il gestore aeroportuale contestando un abuso di posizione dominante per l'applicazione di canoni di locazione ritenuti eccessivi rispetto alle indicazioni dell'autorità di vigilanza. I giudici di merito avevano ridotto i corrispettivi contrattuali applicando la sostituzione automatica dei prezzi. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del gestore. Le semplici note o delibere di vigilanza non hanno valore di legge cogente e non possono riscrivere con effetto retroattivo i contratti liberamente stipulati tra le parti. La Corte ha inoltre ribadito che l'azione risarcitoria per illecito concorrenziale resta soggetta alla prescrizione quinquennale decorrente dalla piena percezione del danno.
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Abuso di posizione dominante: l’Antitrust archivia, la lite resta
Un distributore di medicinali ha fatto causa a un'importante impresa farmaceutica, accusandola di aver ridotto ingiustificatamente le forniture di alcuni farmaci. Il distributore lamentava un abuso di posizione dominante e la violazione degli obblighi di correttezza contrattuale. I giudici di merito hanno condannato l'impresa al risarcimento dei danni, ritenendo che l'archiviazione del caso da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) non escludesse l'illecito civile. L'impresa ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'archiviazione dell'Antitrust dovesse valere come prova a suo favore. La Suprema Corte, data la novità e l'importanza della questione, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per stabilire se il provvedimento di archiviazione dell'Antitrust costituisca o meno una prova privilegiata nel processo civile.
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Transazione novativa: l’accordo che blocca i risarcimenti
Il Rivenditore ha citato in giudizio Il Fornitore chiedendo il risarcimento dei danni per un presunto abuso di posizione dominante attuato tramite contratti di telefonia. Il Fornitore si è difeso eccependo l'esistenza di un accordo transattivo che risolveva ogni pendenza. I giudici di merito hanno respinto la domanda ritenendo valida la transazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che una transazione novativa che sostituisce un precedente contratto invalido non è automaticamente nulla, a meno che il contratto originario non avesse una causa illecita comune. Poiché Il Rivenditore non ha dimostrato la natura conservativa dell'accordo, il ricorso è stato rigettato.
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Abuso di posizione dominante: canoni d’oro e rinvio della causa
Alcuni operatori cargo aeroportuali hanno citato in giudizio il Gestore Aeroportuale contestando l'applicazione di canoni di subconcessione degli uffici eccessivamente elevati rispetto alle tariffe stabilite dall'ente regolatore. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva già accertato l'abuso di posizione dominante del Gestore Aeroportuale per aver imposto tariffe doppie rispetto ai valori di riferimento. I giudici di merito hanno condannato il Gestore Aeroportuale al risarcimento dei danni. Pendente il ricorso in Cassazione, le parti hanno avviato trattative per risolvere amichevolmente tutte le pendenze. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha accolto la richiesta congiunta delle parti e ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, sospendendo temporaneamente la decisione per favorire un accordo transattivo.
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Giudicato interno sulla giurisdizione: ko per il gestore
Alcune società di spedizione hanno citato in giudizio il gestore di due aeroporti, lamentando l'applicazione di tariffe eccessive per la subconcessione di uffici, in violazione delle norme sulla concorrenza. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accolto la domanda di restituzione delle somme pagate in eccedenza. Il gestore ha proposto ricorso in Cassazione, eccependo per la prima volta il difetto di giurisdizione del giudice ordinario. Le Sezioni Unite hanno dichiarato inammissibile questo motivo per la formazione del giudicato interno sulla giurisdizione. La Corte ha stabilito che anche le sezioni semplici possono rilevare l'inammissibilità del ricorso quando si è formato il giudicato interno sulla giurisdizione, poiché la mancata impugnazione della decisione implicita del primo giudice preclude qualsiasi contestazione successiva. La causa è stata quindi rimessa alla sezione semplice per gli altri motivi.
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Lite sui canoni aeroportuali: stop per accordo transattivo
Una compagnia aerea ha chiesto al gestore aeroportuale la restituzione di somme versate in eccedenza per la subconcessione di uffici, ritenendo i canoni superiori a quelli stabiliti dall'autorità di regolazione. Dopo la decisione della Corte d'Appello, la controversia è giunta in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, le parti hanno avviato trattative per raggiungere un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto la richiesta congiunta dei difensori e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, sospendendo temporaneamente il giudizio per consentire la definizione bonaria della lite.
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Danno Antitrust: Tariffe Eccessive ma Diritto al Risarcimento Prescritto
Un gestore aeroportuale ha imposto tariffe ritenute discriminatorie ad alcune società di logistica per l'uso di uffici. Queste ultime hanno chiesto un risarcimento per danno da violazione delle norme antitrust. La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione del danno antitrust, stabilendo un principio fondamentale. La condotta di applicare tariffe ingiuste, anche se protratta nel tempo, costituisce un illecito istantaneo con effetti permanenti. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni non decorre da ogni singolo pagamento, ma dal momento in cui le società danneggiate hanno avuto la concreta possibilità di conoscere l'illecito e di agire per far valere il proprio diritto. La Corte ha quindi respinto le argomentazioni degli operatori logistici su questo punto, confermando la decisione precedente.
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Abuso di posizione dominante: operatore storico blocca rivale
Una nuova compagnia ferroviaria si è vista limitare l'accesso al mercato da un provvedimento dell'Autorità di regolazione. Tale decisione, però, era viziata da un illecito concorrenziale: l'operatore storico e il gestore della rete avevano infatti commesso un abuso di posizione dominante, fornendo informazioni fuorvianti per ostacolare il nuovo concorrente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici amministrativi di annullare quel provvedimento, chiarendo che non si trattava di una sostituzione al potere dell'Autorità, ma di una doverosa verifica di legittimità. L'atto amministrativo, nato da un comportamento illegale, era a sua volta illegittimo. L'operatore storico ha perso il ricorso.
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Abuso di posizione dominante: esclusiva in aeroporto, ma niente danni
Una società di avvolgimento bagagli ha citato in giudizio i gestori di alcuni dei principali aeroporti italiani e un'azienda concorrente. L'accusa era di aver stretto accordi di esclusiva che integravano un abuso di posizione dominante, impedendole di operare e causandole un danno da perdita di chance. I tribunali di merito avevano già accertato l'illecito concorrenziale, inibendo la condotta, ma avevano respinto la richiesta di risarcimento danni per mancanza di prove concrete. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, dichiarando inammissibili i ricorsi. La Corte ha stabilito che le argomentazioni della società ricorrente erano giuridicamente deboli, soprattutto sulla definizione di mercato rilevante e sulla prova del danno. Di conseguenza, la società che ha denunciato l'abuso ha perso la causa e non ha ottenuto alcun risarcimento.
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Abuso di posizione dominante: risarcimento ridotto, la Cassazione rinvia
Due società di telecomunicazioni hanno accusato un operatore di rete di abuso di posizione dominante per aver applicato prezzi discriminatori che comprimevano i loro margini di profitto. Dopo una prima condanna al risarcimento, la Corte d'Appello aveva drasticamente ridotto l'importo. La questione è arrivata in Cassazione, che ha ritenuto le problematiche sul calcolo del danno troppo complesse per una decisione immediata. Con un'ordinanza interlocutoria, i giudici hanno rinviato il caso a una pubblica udienza per un esame più approfondito, sospendendo il giudizio finale. La vicenda evidenzia la difficoltà nel quantificare il danno derivante da pratiche anticoncorrenziali.
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Abuso di posizione dominante: la Cassazione conferma le sanzioni
L'Autorità Garante ha sanzionato due società ferroviarie per un abuso di posizione dominante. Le imprese avrebbero ostacolato l'ingresso di un nuovo operatore nel mercato del trasporto passeggeri fornendo informazioni contraddittorie e creando ritardi ingiustificati. Il Consiglio di Stato ha confermato la sanzione per le società operative, escludendo però la responsabilità della holding capogruppo. Le imprese hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo che il giudice amministrativo avesse superato i propri poteri e non avesse consultato la Corte di Giustizia Europea. La Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. La Corte ha chiarito che il suo controllo sulle sentenze del Consiglio di Stato è limitato esclusivamente alla verifica dei confini della giurisdizione (il potere di decidere) e non può estendersi a errori di interpretazione delle norme europee o nazionali.
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Abuso di posizione dominante: prescrizione e danni
La Corte di Cassazione ha confermato la natura extracontrattuale della responsabilità derivante da un abuso di posizione dominante nel settore aeroportuale. La vicenda riguardava l'applicazione di tariffe eccessive da parte di un gestore aeroportuale per la subconcessione di uffici a società di spedizioni. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione per richiedere il risarcimento è di cinque anni, decorrenti dal momento in cui il danneggiato ha avuto la concreta possibilità di percepire l'illecito e il danno. La Corte ha inoltre ribadito il valore di prova privilegiata dei provvedimenti dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nei giudizi civili.
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Abuso di posizione dominante e prescrizione
Diverse compagnie aeree hanno agito contro un gestore aeroportuale lamentando un abuso di posizione dominante dovuto alla mancata concessione di sconti tariffari invece riconosciuti ad altri vettori. Nonostante l'accertamento della condotta illecita, i giudici di merito hanno dichiarato prescritto il diritto al risarcimento. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, ribadendo che il danno da illecito antitrust è soggetto alla prescrizione quinquennale tipica della responsabilità extracontrattuale, rigettando la tesi delle ricorrenti che invocavano la prescrizione decennale contrattuale.
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Abuso di posizione dominante e tariffe aeroportuali
Due compagnie aeree internazionali hanno agito contro un gestore aeroportuale lamentando un presunto abuso di posizione dominante relativo alle tariffe per l'uso delle infrastrutture. Le ricorrenti sostenevano di aver diritto a uno sconto del 21% basandosi su una vecchia proposta transattiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che non vi era prova di discriminazione tariffaria. Inoltre, la proposta transattiva non era più valida poiché, nel frattempo, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e il Consiglio di Stato avevano già accertato la legittimità dei corrispettivi, eliminando l'incertezza giuridica necessaria per una transazione.
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Posizione dominante e tariffe: stop della Cassazione
Una compagnia aerea ha citato in giudizio un gestore aeroportuale contestando un abuso di posizione dominante. Il gestore avrebbe applicato tariffe per la subconcessione di uffici operativi superiori ai parametri indicati dall'ente regolatore. I giudici di merito avevano dichiarato nulle le tariffe eccessive, sostituendole retroattivamente con i prezzi calmierati. La Corte di Cassazione ha però parzialmente ribaltato la decisione, stabilendo che un atto di vigilanza amministrativa non può attivare automaticamente la sostituzione delle clausole contrattuali ex art. 1339 c.c., specialmente con efficacia retroattiva, in assenza di una legge formale che lo preveda espressamente.
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Privativa vegetale: limiti e ordine pubblico UE
Una ditta individuale ha impugnato un lodo arbitrale relativo a un contratto di licenza per una privativa vegetale di uva da tavola. La controversia verte sulla validità di una clausola compromissoria non specificamente approvata per iscritto e sulla presunta violazione delle norme europee sulla concorrenza. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato la particolare rilevanza della questione riguardante i limiti del potere contrattuale del titolare della privativa vegetale rispetto all'ordine pubblico economico. Per tale ragione, la causa è stata rinviata alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Estinzione del giudizio: niente doppio contributo
Un contenzioso tra una società di gestione aeroportuale e diversi operatori logistici, giunto in Cassazione, si è concluso con l'estinzione del giudizio a seguito di un accordo tra le parti. La Corte ha chiarito che in caso di rinuncia reciproca ai ricorsi, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché la norma sanziona gli appelli pretestuosi e non gli accordi che definiscono la lite.
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Domanda nuova: quando è inammissibile in appalto?
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una domanda nuova presentata da un'impresa appaltatrice contro la stazione appaltante. Inizialmente, la richiesta era per il pagamento di costi di sicurezza, ma è stata trasformata in una domanda di nullità parziale del contratto solo in fase di precisazione delle conclusioni. La Corte ha stabilito che tale modifica, avvenuta oltre i termini perentori, costituisce una domanda nuova inammissibile, in quanto altera sia il petitum (l'oggetto della richiesta) che la causa petendi (i fatti a fondamento della richiesta), violando i principi del giusto processo e del contraddittorio.
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