Una nuova compagnia ferroviaria si è vista limitare l'accesso al mercato da un provvedimento dell'Autorità di regolazione. Tale decisione, però, era viziata da un illecito concorrenziale: l'operatore storico e il gestore della rete avevano infatti commesso un abuso di posizione dominante, fornendo informazioni fuorvianti per ostacolare il nuovo concorrente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici amministrativi di annullare quel provvedimento, chiarendo che non si trattava di una sostituzione al potere dell'Autorità, ma di una doverosa verifica di legittimità. L'atto amministrativo, nato da un comportamento illegale, era a sua volta illegittimo. L'operatore storico ha perso il ricorso.
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