Una società accusata di contraffazione contestava la validità di un brevetto per varietà vegetale, sostenendo che la pianta fosse già nota perché brevettata all'estero e quindi priva del requisito di 'distinzione'. La Corte di Cassazione, pur prendendo atto di un accordo tra le parti, ha enunciato un principio di diritto fondamentale. Ha stabilito che il requisito della distinzione va valutato confrontando la nuova varietà con 'altre' varietà già note, non con sé stessa. Di conseguenza, un precedente brevetto estero sulla stessa identica varietà non invalida il brevetto italiano, la cui validità è stata così confermata.
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