La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per reati di droga. L'imputato chiedeva l'autorizzazione ad allontanarsi quotidianamente dal proprio domicilio, sostenendo che la prolungata permanenza in casa, durata oltre tre anni e mezzo, danneggiasse la sua salute psico-fisica. I giudici hanno stabilito che l'allontanamento dal domicilio richiede la prova di indispensabili esigenze di vita, rigorosamente accertate e documentate. La semplice e generica permanenza prolungata in casa non giustifica un'autorizzazione automatica all'uscita giornaliera, soprattutto in assenza di certificazione medica che attesti una reale e grave patologia. Di conseguenza, il ricorrente perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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