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Art. 10 D.lgs. n. 66 del 2003

12 provvedimenti

Ferie non godute: la Cassazione tutela il Lavoratore contro la P.A.
Un Lavoratore aveva un rapporto di collaborazione con una Pubblica Amministrazione, poi riconosciuto come lavoro subordinato illegittimo. Il Lavoratore chiedeva l'indennità ferie non godute e il risarcimento del danno per l'illegittimità del rapporto. La Corte d'Appello aveva negato l'indennità per ferie non godute, ritenendo che il Lavoratore non avesse provato di non averle godute, e aveva escluso il risarcimento del danno. La Cassazione ha ribaltato queste decisioni, stabilendo che l'onere di provare la fruizione delle ferie spetta al datore di lavoro e che l'indennità ferie non godute è dovuta anche nei rapporti di collaborazione illegittimi, riconoscendo il diritto al risarcimento.
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Indennità sostitutiva ferie: l’onere della prova spetta al datore di lavoro
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due Lavoratori che avevano svolto attività per una Pubblica Amministrazione con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, poi riconosciuti come rapporti di lavoro subordinato. La controversia riguardava il diritto all'indennità sostitutiva ferie e il risarcimento per l'illegittima reiterazione dei contratti. La Cassazione ha stabilito che l'onere di provare l'effettiva fruizione delle ferie spetta al datore di lavoro, non al lavoratore. Ha inoltre confermato il diritto al risarcimento del "danno comunitario" per l'abuso dei contratti a termine, estendendolo anche ai rapporti di collaborazione illegittimi.
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Retribuzione feriale: calcolo e indennità incluse
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei lavoratori ferroviari a includere nella retribuzione feriale gli incentivi per attività di condotta e di riserva. La decisione si fonda sulla nozione europea di retribuzione, che impone che il compenso durante le ferie sia paragonabile a quello ordinario per non dissuadere il dipendente dal fruire del riposo. La Corte ha rigettato il ricorso della società datrice di lavoro, ribadendo che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro in assenza di stabilità reale.
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Retribuzione feriale: calcolo e indennità variabili
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni dipendenti di una società di trasporti ferroviari al computo delle indennità variabili nella retribuzione feriale. Il caso riguardava macchinisti e capotreni che richiedevano l'inclusione di incentivi per attività di condotta, scorta e riserva nel calcolo dei compensi durante le ferie. La Suprema Corte, allineandosi alla giurisprudenza europea, ha stabilito che la retribuzione feriale deve essere paragonabile a quella ordinaria per evitare un effetto dissuasivo sul godimento del riposo. Inoltre, è stato ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Retribuzione ferie: sì a indennità variabili
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza che la obbligava a includere diverse indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi macchinisti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il concetto di retribuzione ferie, secondo il diritto dell'Unione Europea, deve comprendere qualsiasi importo pecuniario intrinsecamente legato alla mansione, per evitare di dissuadere i dipendenti dal godere del loro diritto al riposo.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8664/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili connesse alla mansione, come quelle per attività di scorta e riserva. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che una diminuzione sensibile dello stipendio durante le vacanze ha un effetto dissuasivo, contrario al diritto dell'Unione Europea. La decisione rafforza il principio secondo cui la retribuzione durante il riposo deve essere equiparabile a quella dei periodi lavorativi.
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Indennità ferie non godute: quando si perde il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5752/2024, ha stabilito che non spetta l'indennità per ferie non godute al lavoratore che, pur formalmente invitato dal datore di lavoro a usufruire del riposo accumulato, si sia rifiutato senza giustificato motivo. Il caso riguardava un dirigente che, dopo aver ricevuto una comunicazione per la fruizione delle ferie, ne aveva goduto solo in parte, rinviando le restanti e successivamente dimettendosi. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso del lavoratore, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva ridotto l'importo dell'indennità, sottolineando come la monetizzazione delle ferie non sia dovuta se il mancato godimento dipende da una scelta del dipendente.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve comprendere anche le indennità variabili, come quelle per attività di scorta e riserva, se intrinsecamente connesse alla prestazione lavorativa. La decisione, basata sulla direttiva UE 2003/88/CE, mira a garantire che la paga durante le vacanze sia paragonabile a quella ordinaria, per non scoraggiare i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo. Un'azienda di trasporti che escludeva tali voci è stata condannata a pagarle.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità pecuniarie intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, anche se di natura variabile. Nel caso esaminato, alcuni macchinisti di un'azienda di trasporti avevano richiesto l'inclusione di specifici incentivi nel calcolo della loro paga feriale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che un'interpretazione restrittiva, pur prevista da un contratto aziendale, è contraria al diritto dell'Unione Europea, poiché una diminuzione sensibile dello stipendio durante le ferie può dissuadere il lavoratore dal goderne. È stato inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Retribuzione feriale: indennità incluse, lo dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le indennità variabili, se collegate alle mansioni, devono essere incluse nella retribuzione feriale. Un dipendente di una società di trasporti ha ottenuto il ricalcolo del suo stipendio per le ferie, includendo varie indennità. La Corte ha ribadito che la paga durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria per non dissuadere dal godimento del riposo. Inoltre, ha confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto, data la precarizzazione introdotta dalle recenti riforme.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1496/2024, ha stabilito che le indennità variabili corrisposte in modo continuativo, come quelle per attività di scorta e di riserva, devono essere incluse nel calcolo della retribuzione ferie. La Corte ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando che escludere tali compensi potrebbe dissuadere i lavoratori dal godere del loro diritto alle ferie, in linea con i principi della direttiva europea 2003/88/CE. La decisione sottolinea la prevalenza del diritto europeo sulla contrattazione collettiva nazionale quando si tratta di tutelare diritti fondamentali del lavoratore.
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Retribuzione ferie: inclusione indennità variabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità variabili, come gli incentivi per la condotta e la riserva, se intrinsecamente legate alla mansione. La decisione si basa sul principio europeo secondo cui una diminuzione della paga durante le vacanze potrebbe dissuadere il lavoratore dal goderne. La Corte ha respinto il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che la nozione di retribuzione onnicomprensiva mira a garantire un riposo effettivo, equiparando la paga feriale a quella percepita durante l'attività lavorativa.
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