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Art. 10 D.L. 16 luglio 2020, n. 76

5 provvedimenti

Campeggio e Lottizzazione Abusiva: la Cassazione Rigetta i Ricorsi
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un campeggio balneare dove era stato disposto un sequestro preventivo per presunta lottizzazione abusiva e scarico abusivo. I proprietari contestavano la natura permanente delle case mobili e la gestione delle acque. La Corte ha chiarito che la deroga per le strutture ricettive all'aperto non si applica a manufatti stabilmente collegati al terreno e usati per esigenze non temporanee, configurando una lottizzazione abusiva. Ha anche dichiarato inammissibile il ricorso sullo scarico abusivo, trattandosi di valutazioni di fatto. I ricorsi sono stati rigettati, confermando il sequestro.
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Abuso d’ufficio: ufficiale tecnico condannato
La Corte di Cassazione conferma la condanna per tentato abuso d'ufficio e reato edilizio a carico di un dirigente dell'ufficio tecnico comunale. Il caso riguarda il rilascio di autorizzazioni per una struttura commerciale balneare risultata stabile e permanente, anziché precaria, su area demaniale e vincolata. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, confermando che il parere favorevole, emesso in violazione delle norme urbanistiche, costituisce un atto idoneo a configurare il tentativo di abuso d'ufficio.
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Permesso di costruire: rudere è nuova costruzione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per abuso edilizio. La Corte ha stabilito che la ristrutturazione di un rudere si qualifica come "nuova costruzione", necessitando quindi di un permesso di costruire e non di una semplice S.C.I.A. Inoltre, ha chiarito che il reato edilizio è permanente e cessa solo con l'ultimazione dei lavori o con il sequestro, rigettando l'eccezione di prescrizione. È stato inoltre affermato che spetta all'imputato l'onere di provare lo stato preesistente dell'immobile.
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Sequestro preventivo abuso edilizio: quando è legittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per abuso edilizio. Il caso riguardava lavori non autorizzati su un manufatto che la ricorrente sosteneva essere preesistente al 1967. La Corte ha confermato la legittimità del provvedimento, chiarendo che i lavori in corso, come la realizzazione di nuovi porticati e muri, integrano il requisito del 'periculum in mora' (pericolo nel ritardo). Inoltre, è stato ribadito il potere del Pubblico Ministero di riqualificare un sequestro d'urgenza da probatorio a preventivo, ritenendo la procedura seguita pienamente conforme alla legge.
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Distanze tra costruzioni e ristrutturazione: le novità
Una società immobiliare demolisce un piccolo fabbricato per costruirne uno più grande, violando, secondo i vicini, le norme sulle distanze tra costruzioni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20727/2025, accoglie il ricorso della società, chiarendo che le recenti riforme legislative hanno ampliato il concetto di "ristrutturazione edilizia". Ora, anche la demolizione e ricostruzione con aumento di volume e modifica di sagoma può beneficiare del mantenimento delle distanze preesistenti, a patto che l'edificio originario fosse legittimo. La Corte cassa la sentenza d'appello e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce della normativa sopravvenuta.
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