LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

art. 10, comma 3, d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

15 provvedimenti

Misure di Prevenzione: Inammissibilità Ricorso e Pericolosità Sociale
Un Individuo, sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la motivazione apparente sulla sua pericolosità sociale. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. Ha ribadito che, per le misure di prevenzione, il ricorso è ammesso solo per violazione di legge, non per illogicità della motivazione. La Cassazione ha chiarito che la sottovalutazione di argomenti difensivi, se già considerati dal giudice di appello, non rende la motivazione apparente. L'Individuo è stato condannato alle spese processuali per l'inammissibilità ricorso misure di prevenzione.
Continua »
Sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una donna contro la misura di sorveglianza speciale. La ricorrente lamentava una motivazione apparente, ma la Corte ha ritenuto le argomentazioni della Corte d'Appello congrue e basate su elementi concreti, come procedimenti in corso e condanne passate. Il ricorso è stato giudicato come un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità per sola violazione di legge.
Continua »
Ricorso misura di prevenzione: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro una misura di prevenzione personale (sorveglianza speciale). La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione in questa materia è consentito solo per violazione di legge e non per riesaminare nel merito la valutazione sulla pericolosità sociale fatta dai giudici dei gradi precedenti. La motivazione del provvedimento impugnato è stata ritenuta adeguata e non meramente apparente, rendendo le doglianze del ricorrente una contestazione di fatto, non ammissibile in sede di legittimità.
Continua »
Pericolosità generica: quando è legittima la misura
Un soggetto è stato sottoposto a sorveglianza speciale per 'pericolosità generica'. In sede di ricorso, la difesa ha sostenuto che i fatti alla base della misura fossero stati travisati o non penalmente rilevanti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando il principio di autonomia del giudizio di prevenzione rispetto a quello penale. Per valutare la pericolosità generica, il giudice può considerare l'intera condotta di un individuo, inclusi fatti emersi in processi penali conclusi con assoluzione o prescrizione, purché indicativi di un'attuale tendenza a delinquere.
Continua »
Ricorso misure di prevenzione: limiti in Cassazione
Un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale ricorre in Cassazione, sostenendo che la misura si basi su un singolo episodio non ancora definitivo. La Corte Suprema dichiara il ricorso per misure di prevenzione inammissibile, ribadendo che l'appello è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la valutazione dei fatti o la logicità della motivazione del giudice di merito.
Continua »
Confisca di prevenzione: motivazione e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di confisca di prevenzione relativo a una villa e beni di lusso, a causa di una motivazione carente da parte della Corte d'Appello. I giudici di legittimità hanno riscontrato la mancanza di una spiegazione adeguata sulla proporzionalità tra i reati contestati (piccoli furti) e l'ingente valore dei beni, nonché sulla correlazione temporale tra il periodo di pericolosità sociale e l'acquisto degli stessi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivazione e limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso l'applicazione di una misura di prevenzione della sorveglianza speciale. I motivi del ricorso, incentrati su vizi di motivazione come contraddittorietà e illogicità, non sono stati accolti. La Suprema Corte ha ribadito che, in materia di prevenzione, il ricorso è consentito solo per violazione di legge e non per censure sulla logicità della motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. Poiché la Corte d'Appello aveva fornito ampie argomentazioni, il ricorso è stato respinto.
Continua »
Motivazione apparente: onere della prova in appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale. Si contestava una motivazione apparente da parte della Corte d'Appello, che aveva revocato una misura di prevenzione senza considerare una condanna di merito. La Cassazione chiarisce che se una prova decisiva non viene prodotta dalla parte ricorrente, il giudice d'appello non può essere accusato di averla omessa, poiché il suo giudizio è limitato a quanto allegato dalle parti.
Continua »
Confisca di prevenzione: la prova del terzo
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di prevenzione delle quote di una società, formalmente intestate a un terzo. La decisione si fonda sulla ritenuta intestazione fittizia a favore di un soggetto socialmente pericoloso. La Corte ha stabilito che, a fronte di solidi indizi forniti dall'accusa (sproporzione reddituale del terzo, anomalie contabili, dichiarazioni e intercettazioni), il terzo ha un onere di allegazione rafforzato per dimostrare la provenienza lecita delle risorse, non essendo sufficiente la mera tracciabilità dei pagamenti.
Continua »
Pericolosità sociale: ricorso inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il mantenimento di una misura di sorveglianza speciale. La valutazione sulla pericolosità sociale del ricorrente, basata su recenti episodi come il possesso illegale di armi, è stata ritenuta adeguatamente motivata dalla Corte d'Appello, escludendo la possibilità di un riesame nel merito in sede di legittimità.
Continua »
Pericolosità sociale: confisca e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura di sorveglianza speciale e la confisca di beni. La sentenza ribadisce che la valutazione sulla pericolosità sociale, se adeguatamente motivata dai giudici di merito, non può essere riesaminata in sede di legittimità, dove il controllo è limitato alla sola violazione di legge.
Continua »
Pericolosità sociale attuale: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale per la sua ritenuta appartenenza alla 'ndrangheta. La Corte ha confermato che la pericolosità sociale attuale può persistere nonostante un lungo periodo di detenzione, soprattutto quando l'individuo è un 'partecipe' attivo dell'associazione criminale e non un mero 'appartenente'. La detenzione e il buon comportamento carcerario non sono, da soli, sufficienti a dimostrare un'effettiva risocializzazione e l'abbandono delle logiche criminali.
Continua »
Ricorso Cassazione Misure Prevenzione: limiti
Un soggetto ha presentato ricorso contro l'applicazione di una misura di prevenzione, contestando la valutazione di pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il ricorso per Cassazione in materia di misure di prevenzione è consentito solo per violazione di legge e non per riesaminare nel merito la decisione del giudice, a meno che la motivazione non sia del tutto assente o puramente apparente.
Continua »
Confisca misura di prevenzione: onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una confisca misura di prevenzione. Il ricorrente non ha provato la lecita provenienza dei fondi su un libretto di risparmio, nonostante le allegazioni difensive. La Corte ha ritenuto la motivazione del giudice di merito logica e completa, confermando la decisione.
Continua »
Onere probatorio terzo: basta l’allegazione lecita
La Corte di Cassazione annulla la confisca di beni a una figlia, terza interessata in un procedimento di prevenzione contro il padre. La sentenza chiarisce che l'onere probatorio del terzo non richiede una prova piena della liceità dei fondi, ma una mera allegazione di fatti plausibili e riscontrabili. Il giudice di merito aveva errato nel non valutare adeguatamente la ricostruzione finanziaria proposta dalla ricorrente, che dimostrava la capacità economica per gli acquisti.
Continua »