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art. 10-bis, d. lgs. n. 286 del 1998

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23 provvedimenti

Impugnazione sentenza assente: il mandato è decisivo
Un cittadino straniero, condannato in sua assenza per ingresso e soggiorno illegale, ha presentato ricorso in Cassazione contestando sia la dichiarazione di assenza sia la sussistenza del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sulla mancata allegazione di uno specifico mandato ad impugnare, rilasciato dal difensore d'ufficio dopo la pronuncia della sentenza. Secondo i giudici, questo onere formale, previsto dall'art. 581, comma 1-quater, c.p.p., è necessario per l'impugnazione sentenza assente, in quanto prova che l'imputato ha effettiva conoscenza della condanna e della volontà di procedere nei successivi gradi di giudizio.
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Detenzione per altra causa: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la nullità della sentenza per non essere stato tradotto in udienza dal carcere. La decisione si basa sul fatto che il suo stato di detenzione per altra causa non era mai stato comunicato al giudice di merito, né eccepito dal difensore durante il processo. L'inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Espulsione sostitutiva: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una espulsione sostitutiva di una pena pecuniaria nei confronti di un cittadino straniero. La decisione si fonda sulla valutazione della pericolosità e del concreto rischio di fuga dell'imputato, elementi desunti dai suoi precedenti penali e dalla pregressa inottemperanza a provvedimenti di allontanamento. Secondo la Corte, una motivazione anche sintetica è sufficiente, purché logica ed esauriente nel dimostrare tali presupposti.
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