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Art. 10-bis D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286

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46 provvedimenti

Onere della prova immigrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per soggiorno irregolare. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: l'onere della prova immigrazione, ossia il dovere di dimostrare la pendenza di una richiesta di regolarizzazione, grava interamente sull'imputato. In assenza di elementi concreti forniti dalla difesa, il giudice non è tenuto a disporre d'ufficio ulteriori accertamenti. La mera permanenza sul territorio senza un valido titolo di soggiorno è sufficiente per integrare il reato.
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Ricorso inammissibile: nuove prove in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un cittadino condannato per permanenza illegale nel territorio italiano. L'inammissibilità deriva dal tentativo di introdurre, per la prima volta nel giudizio di legittimità, prove documentali che avrebbero dovuto essere presentate nel giudizio di merito. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di verificare la corretta applicazione della legge, confermando anche la discrezionalità del giudice di primo grado nel negare le attenuanti generiche.
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Soggiorno illegale: ricorso inammissibile, ecco perché
Un cittadino straniero, condannato per il reato di soggiorno illegale, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'esistenza di una procedura di regolarizzazione e l'avvenuta espulsione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che per estinguere il reato è necessaria una comunicazione ufficiale di espulsione da parte del Questore e che il semplice avvio di una pratica di regolarizzazione lavorativa non rientra nelle cause di non procedibilità previste dalla legge.
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Rescissione del giudicato: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione esamina il caso di un cittadino condannato per il reato di soggiorno illegale, la cui istanza di rescissione del giudicato è stata rigettata dalla Corte d'Appello. La vicenda verte sui requisiti necessari per ottenere la riapertura di un processo penale la cui sentenza è già divenuta definitiva.
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Soggiorno illegale: la sanatoria non basta a escluderlo
La Cassazione Penale ha confermato la condanna per soggiorno illegale di un cittadino straniero, anche se aveva presentato una domanda di sanatoria. La Corte ha stabilito che la lunga permanenza irregolare sul territorio e il rigetto della domanda, anche se non notificato, integrano il reato e impediscono l'applicazione della particolare tenuità del fatto.
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Soggiorno irregolare: quando la domanda non basta
Un cittadino straniero, condannato per il reato di soggiorno irregolare, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la sua successiva richiesta di permesso di soggiorno avrebbe dovuto bloccare il procedimento penale. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che solo la domanda di "protezione internazionale" ha l'effetto di sospendere il procedimento, non altre tipologie di richieste come quella per "protezione speciale". Inoltre, ha confermato la legittimità della revoca dell'esame dell'imputato a causa della sua assenza ingiustificata al processo.
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