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Art. 1 Ord. Pen.

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36 provvedimenti

Benefici penitenziari: no al permesso senza prove
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che chiedeva un permesso premio, negato in base alla nuova normativa sui reati ostativi. La sentenza sottolinea che, per la concessione dei benefici penitenziari, si applica la legge in vigore al momento della decisione (principio del 'tempus regit actum'), non quella del tempo del reato. Di conseguenza, il detenuto non collaborante deve fornire prove concrete e specifiche di aver reciso ogni legame con la criminalità organizzata, non essendo sufficienti la buona condotta e il lungo tempo trascorso in detenzione. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva evidenziato la mancanza di tali prove e l'assenza di condotte riparatorie verso le vittime.
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Colloqui 41-bis: no videochiamata senza prova certa
Un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis ha richiesto di poter effettuare colloqui visivi a distanza con i familiari, adducendo notevoli difficoltà economiche e logistiche per gli incontri di persona. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha stabilito che, sebbene i colloqui 41-bis tramite videochiamata siano ammissibili, spetta al richiedente fornire una prova concreta e inequivocabile di "circostanze eccezionali" che rendano l'incontro di persona impossibile o estremamente difficile. In questo caso specifico, la certificazione ISEE e la semplice distanza geografica sono state ritenute prove insufficienti.
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Colloqui detenuti 41-bis: Diritto e Sicurezza
La Cassazione conferma l'autorizzazione a un colloquio tra due fratelli detenuti, uno dei quali in regime speciale. La Corte ha stabilito che i colloqui detenuti 41-bis sono possibili se il rischio per la sicurezza, evidenziato dalla D.D.A., è vago e non supportato da elementi concreti, prevalendo il diritto ai rapporti affettivi.
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Detenuti 41-bis: Orari per cucinare legittimi
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità delle restrizioni orarie per la cottura dei cibi imposte ai detenuti 41-bis. Annullando una precedente decisione del Tribunale di Sorveglianza, la Corte ha affermato che stabilire fasce orarie specifiche non costituisce una misura vessatoria o discriminatoria, ma rientra nel legittimo esercizio del potere organizzativo dell'Amministrazione Penitenziaria, giustificato dalle diverse esigenze di sicurezza e gestionali rispetto ai detenuti comuni.
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Colloqui detenuti 41-bis: stop a video tra familiari
Un detenuto in regime speciale ha richiesto di effettuare colloqui video con lo zio, anch'egli soggetto al medesimo regime detentivo e affiliato allo stesso clan. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che autorizzava tali incontri, stabilendo che la finalità del 41-bis, ovvero recidere ogni legame con l'organizzazione criminale, è prioritaria. La sentenza evidenzia come i **colloqui detenuti 41-bis** tra familiari appartenenti allo stesso sodalizio criminale comprometterebbero le esigenze di sicurezza, anche se svolti a distanza. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto di questi principi.
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Detenuti 41 bis: diritto all’ascolto di musica
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione che negava a un detenuto in regime 41 bis l'acquisto di un lettore CD. La Corte ha stabilito che il diniego non può basarsi su una generica impossibilità di controllo, ma deve derivare da una valutazione concreta e motivata delle specifiche condizioni di sicurezza dell'istituto penitenziario. Il diritto all'ascolto di musica, anche per i detenuti 41 bis, rientra nei gesti di normalità quotidiana e va bilanciato con le esigenze di sicurezza.
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Diritto di difesa: no macchina da scrivere in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime 41-bis che chiedeva di acquistare una macchina da scrivere per la presunta illeggibilità della sua grafia. Secondo la Corte, il diritto di difesa non subisce un pregiudizio concreto e attuale se le istanze manoscritte del detenuto sono sempre state comprese dall'autorità giudiziaria. La mera difficoltà di lettura non equivale a una lesione del diritto.
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Detenuti 41-bis: sì a lettori CD, ma con verifiche
Un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis si è visto negare la possibilità di acquistare un lettore CD e dischi musicali. La Corte di Cassazione ha annullato tale diniego, stabilendo che il diritto all'ascolto della musica, quale gesto di normalità, può essere limitato solo se l'amministrazione penitenziaria dimostra concretamente l'impossibilità di effettuare i necessari controlli di sicurezza per carenza di risorse, una verifica che il tribunale di merito aveva omesso.
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Colloqui detenuti 41-bis: sì al contatto visivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, confermando la possibilità per un detenuto di avere colloqui visivi con un familiare anch'esso sottoposto al medesimo regime speciale di detenzione. La sentenza stabilisce che i colloqui detenuti 41-bis possono avvenire tramite comunicazione audiovisiva a distanza, a condizione che siano garantite le necessarie cautele di sicurezza, bilanciando così le esigenze di ordine pubblico con il diritto alla relazione familiare.
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Diritto all’informazione detenuto: limiti in 41-bis
Un detenuto in regime 41-bis ha contestato il divieto di accedere a tutti i canali radio FM, invocando il suo diritto all'informazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le limitazioni imposte dall'amministrazione penitenziaria sono legittime misure organizzative e di sicurezza che non ledono il nucleo essenziale del diritto, purché sia garantito l'accesso a un'informazione adeguata tramite altri canali.
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Affidamento in prova: non basta la gravità del reato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che negava l'affidamento in prova a un uomo condannato per reati contro il padre. La Corte ha stabilito che la sola gravità dei reati non può giustificare il diniego, se non si valutano adeguatamente gli elementi positivi emersi dopo la condanna, come la buona condotta in carcere, la riconciliazione con la vittima e il parere favorevole dei servizi sociali, indicatori di un percorso di reinserimento sociale.
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Detenuto 41-bis: no CD player senza controlli
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto 41-bis che chiedeva di utilizzare un lettore CD e supporti musicali senza i controlli di sicurezza. La decisione si basa sul fatto che una precedente autorizzazione era già stata annullata con effetto retroattivo, riaffermando la supremazia delle esigenze di sicurezza nel regime di carcere duro.
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Colloqui 41-bis: diritto affettivo e onere della prova
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una richiesta di colloquio tra due familiari, entrambi detenuti in regime speciale. Il Ministero della Giustizia aveva impugnato la concessione del colloquio, basandosi su un parere negativo della Direzione Distrettuale Antimafia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, non entrando nel merito del bilanciamento tra diritti e sicurezza, ma per una ragione procedurale: il Ministero non aveva allegato al ricorso il parere della D.D.A., violando il principio di autosufficienza e rendendo impossibile per la Corte verificare le censure mosse. La decisione sottolinea l'importanza degli oneri processuali anche per le parti pubbliche.
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Detenuti 41-bis: cucinare in cella è un diritto?
Un detenuto in regime 41-bis ha impugnato la limitazione all'uso del fornello per cucinare, ritenendola discriminatoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che, sebbene il divieto assoluto di cucinare sia incostituzionale, l'amministrazione penitenziaria può legittimamente imporre fasce orarie per motivi di sicurezza e igiene. Tali restrizioni sono valide se non creano una disparità di trattamento ingiustificata e vessatoria rispetto agli altri detenuti dello stesso istituto, bilanciando così i diritti dei detenuti 41-bis con le esigenze organizzative del carcere.
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Permessi affidamento in prova: limiti e progressività
Una donna in affidamento in prova da pochi giorni si è vista negare il permesso di viaggiare per incontrare il coniuge detenuto. La Cassazione ha confermato il diniego, sottolineando che i permessi in affidamento in prova devono seguire un principio di progressività e non possono essere concessi all'inizio del percorso alternativo, quando è ancora necessario valutare l'adesione della persona alle prescrizioni.
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Regime 41-bis: no a scambi e socialità in cella
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto sottoposto al regime 41-bis. La Corte ha stabilito che l'ora d'aria non può essere sostituita con l'ora di socialità, poiché hanno finalità diverse e non fungibili (salute vs. risocializzazione). È stato inoltre confermato il divieto di consegnare oggetti, come dolciumi, ai familiari adulti durante i colloqui, in linea con le rigide norme del 'carcere duro'. Infine, per la restituzione di beni personali da un altro istituto, è necessaria una formale istanza da parte del detenuto.
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