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Art. 1 del D. Lgs. n. 546 del 1992

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26 provvedimenti

Accertamento soci: inammissibile il ricorso senza motivi
Due soci hanno impugnato un avviso di accertamento fiscale a loro carico, basando la loro difesa su presunti vizi dell'atto presupposto notificato alla società, ormai definitivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che, nel contesto di un accertamento soci, i contribuenti devono sollevare censure specifiche contro l'atto a loro diretto e non possono limitarsi a contestare l'accertamento societario, specialmente se divenuto irrevocabile.
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Spese di pubblicità e inerenza: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento che negava la deducibilità di ingenti spese di pubblicità per una sponsorizzazione sportiva. L'ordinanza conferma che spetta al contribuente dimostrare l'effettività e l'inerenza dei costi sostenuti. Vengono inoltre respinte tutte le eccezioni procedurali, inclusa quella sulla mancata attivazione del contraddittorio preventivo, poiché la società non ha fornito la necessaria 'prova di resistenza', ovvero non ha dimostrato come un esito diverso sarebbe stato possibile.
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Sospensione processo tributario e accertamento soci
L'Agenzia delle Entrate contesta un reddito non dichiarato a un socio di una S.r.l. basandosi sulla presunzione di utili distribuiti. I giudici di merito annullano l'atto, poiché l'accertamento presupposto verso la società era stato a sua volta annullato. La Cassazione cassa la decisione, affermando che in pendenza del giudizio societario non ancora definitivo, era necessaria la sospensione del processo tributario del socio per pregiudizialità, come previsto dall'art. 295 c.p.c.
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Notifica telematica: obbligo e conseguenze nel PTT
Un ricorso del contribuente contro un accertamento IRPEF è stato dichiarato inammissibile perché notificato in forma cartacea anziché tramite la prescritta notifica telematica. La Corte di Cassazione ha confermato che, per le controversie di valore superiore a 3.000 euro e successive all'ottobre 2018, la modalità telematica è l'unica consentita, e il suo mancato rispetto costituisce un vizio insanabile che porta all'inammissibilità dell'atto.
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Società a ristretta base sociale: utili ai soci?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16035/2025, ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci in una società a ristretta base sociale si applica anche quando la compagine sociale è composta da altre società e non direttamente da persone fisiche. La Corte ha chiarito che ciò che rileva è la sostanza economica e il controllo effettivo concentrato in poche mani, indipendentemente dagli schermi societari. Inoltre, ha confermato che anche i maggiori redditi derivanti da costi disconosciuti sono considerati utili extracontabili e, quindi, presuntivamente distribuiti ai soci.
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Residenza fiscale estero: la convenzione prevale
Un professionista con centro degli interessi in Spagna ma iscritto all'anagrafe italiana si è visto negare un rimborso fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per determinare la residenza fiscale estero, le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni prevalgono sulla normativa nazionale. Pertanto, il criterio formale dell'iscrizione anagrafica cede il passo a quello sostanziale del 'centro degli interessi vitali' situato all'estero, accogliendo il ricorso del contribuente.
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