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Art. 1 D.L. 9 ottobre 1989, n. 338

5 provvedimenti

Minimale contributivo: guida ai contratti collettivi
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da una società di servizi contro INPS e INAIL. La controversia riguardava il calcolo del minimale contributivo basato sul contratto collettivo nazionale del settore autotrasporti, ritenuto più rappresentativo rispetto a quello applicato dall'azienda. I giudici hanno accertato che l'ente previdenziale ha correttamente dimostrato la maggiore rappresentatività dei sindacati stipulanti attraverso dati oggettivi ministeriali. Inoltre, è stata confermata la natura fittizia di alcune indennità di trasferta, erogate in misura fissa e non legate a prestazioni effettive, che devono quindi essere assoggettate a contribuzione ordinaria.
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Minimale contributivo: prevale il CCNL nazionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il minimale contributivo deve essere determinato sulla base dei contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dai sindacati piu rappresentativi. Nel caso esaminato, una societa cooperativa aveva applicato un contratto regionale con retribuzioni inferiori. La Corte ha chiarito che i parametri nazionali prevalgono su quelli locali, a meno che questi ultimi non siano piu favorevoli per il lavoratore. La decisione conferma che l'imponibile previdenziale non puo scendere sotto la soglia fissata dalla contrattazione leader a livello nazionale.
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Contributi agricoli: calcolo sulle ore effettive
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33832/2024, ha stabilito un principio fondamentale per i contributi agricoli dei lavoratori a tempo determinato. La Suprema Corte ha chiarito che, ai fini del calcolo dell'imponibile contributivo, si deve fare riferimento alle ore di lavoro effettivamente prestate e non a quelle standard previste dal contratto collettivo. La controversia nasceva da un avviso di addebito INPS nei confronti di un'azienda agricola. La Corte ha inoltre confermato la nullità degli accordi di riallineamento retributivo che vengono modificati più di una volta, rigettando su questo punto il ricorso dell'azienda. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame sulla base del principio delle ore effettive.
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Contributi agricoli: calcolo sulle ore effettive
In una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema dei contributi agricoli per i lavoratori a tempo determinato. La Corte ha stabilito che, ai fini del calcolo, si deve fare riferimento alle ore di lavoro effettivamente prestate e non all'orario standard previsto dal contratto collettivo. Al contempo, ha negato il diritto alle agevolazioni contributive a un'azienda che, a causa di un accordo di riallineamento salariale invalido, aveva corrisposto retribuzioni inferiori a quelle dovute.
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Contributi agricoli: calcolo sulle ore lavorate
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dei contributi agricoli, stabilendo un principio fondamentale per gli operai a tempo determinato. La Corte ha chiarito che, per questi lavoratori, i contributi previdenziali devono essere calcolati esclusivamente sulla base delle ore di lavoro effettivamente prestate e non su un orario settimanale fisso. Allo stesso tempo, ha negato il diritto a sgravi contributivi all'azienda a causa di un accordo di riallineamento retributivo ritenuto invalido, poiché costituiva una seconda modifica non consentita dalla legge.
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