LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1, comma 87, lett. a), l. 27 dicembre 2017, n. 205

6 provvedimenti

Imposta di registro: l’atto scritto batte i sospetti del fisco
Una società ha conferito la propria azienda, comprensiva di immobili, a un'altra società per un aumento di capitale. L'Agenzia delle Entrate ha riqualificato l'operazione come un semplice trasferimento di immobili, applicando un'imposta di registro molto più alta, sostenendo che la società non avesse una vera attività aziendale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente. I giudici hanno stabilito che, per determinare l'imposta di registro, il fisco deve basarsi esclusivamente sugli effetti giuridici dell'atto presentato alla registrazione, senza poter utilizzare elementi esterni o collegati per presumere un intento diverso. Se l'Amministrazione sospetta un intento elusivo, deve attivare la specifica procedura contro l'abuso del diritto, garantendo il contraddittorio con il contribuente.
Continua »
Imposta di registro: no alla riqualificazione degli atti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33397/2023, ha stabilito un principio cruciale in materia di imposta di registro. Accogliendo il ricorso di due società, ha annullato la pretesa dell'Agenzia delle Entrate che aveva riqualificato un'operazione di conferimento d'azienda seguita da cessione di quote come un'unica cessione d'azienda. Basandosi sulle recenti modifiche all'art. 20 del d.P.R. 131/1986 e su due sentenze della Corte Costituzionale, la Cassazione ha ribadito che la tassazione deve basarsi esclusivamente sul singolo atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi extratestuali o atti collegati, confermando così la natura di "imposta d'atto".
Continua »
Imposta di registro: no alla riqualificazione degli atti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33385/2023, ha stabilito che ai fini dell'imposta di registro, un'operazione complessa come un conferimento di ramo d'azienda seguito dalla vendita delle quote non può essere riqualificata dall'Agenzia delle Entrate come una singola cessione di ramo d'azienda. Applicando la nuova versione retroattiva dell'art. 20 d.P.R. 131/1986, la Corte ha ribadito il principio dell'imposta d'atto, secondo cui la tassazione deve basarsi esclusivamente sul contenuto dell'atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi extratestuali o atti collegati.
Continua »
Imposta di registro art 20: Cassazione stoppa l’abuso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33374/2023, ha stabilito che, ai fini dell'imposta di registro art 20, l'amministrazione finanziaria non può riqualificare un'operazione complessa (conferimento di ramo d'azienda seguito da cessione di quote) in una cessione d'azienda. La tassazione deve basarsi esclusivamente sull'atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi esterni o atti collegati. La decisione si fonda sull'interpretazione autentica e retroattiva della norma, come confermato dalla Corte Costituzionale, riaffermando la natura dell'imposta di registro come "imposta d'atto".
Continua »
Imposta di registro art. 20: No riqualificazione!
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di due società contro l'Agenzia delle Entrate in materia di imposta di registro art. 20. Il Fisco aveva riqualificato un'operazione di conferimento di ramo d'azienda, seguita da cessione di quote, in un'unica cessione d'azienda, applicando un'imposta maggiore. La Corte ha annullato tale riqualificazione, stabilendo che, in base alla nuova formulazione dell'art. 20 D.P.R. 131/1986, l'imposta si applica solo sull'atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi extratestuali o atti collegati, riaffermando la natura di "imposta d'atto".
Continua »
Cessione d’azienda: la Cassazione e l’art. 20
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16544/2024, ha stabilito che un'operazione strutturata come conferimento di ramo d'azienda seguito da una vendita di quote non può essere riqualificata dal Fisco come un'unica cessione d'azienda. La Corte ha applicato la nuova formulazione dell'art. 20 d.P.R. 131/1986, con efficacia retroattiva, affermando che la tassazione deve basarsi sulla natura giuridica intrinseca del singolo atto registrato, senza considerare elementi extra-testuali o atti collegati. Di conseguenza, l'avviso di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate è stato annullato.
Continua »