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Art. 1, comma 707, Legge 27 dicembre 2013, n. 147

9 provvedimenti

Esenzione IMU abitazione principale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11143/2024, ha chiarito i requisiti per l'esenzione IMU abitazione principale nel caso di coniugi con residenze diverse. La Corte ha stabilito che l'esenzione spetta solo per l'immobile in cui il contribuente possiede sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale. Non è possibile 'scegliere' di applicare il beneficio all'immobile del coniuge se non si soddisfano personalmente tali condizioni. La decisione ribalta la sentenza di merito e accoglie il ricorso del Comune, specificando che il diritto all'esenzione è individuale e legato a dati oggettivi, non a una scelta discrezionale del contribuente.
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Esenzione IMU abitazione principale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11128/2024, ha rigettato il ricorso di una contribuente che chiedeva l'esenzione IMU per un immobile in cui risiedeva il coniuge, ma non lei stessa. La Corte, pur correggendo la motivazione della sentenza di secondo grado alla luce della pronuncia della Corte Costituzionale n. 209/2022, ha stabilito che l'esenzione IMU abitazione principale spetta solo se il contribuente possiede personalmente i requisiti di residenza anagrafica e dimora abituale nell'immobile, indipendentemente dalla situazione del coniuge.
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Esenzione IMU coniugi: residenza requisito essenziale
Un comune negava l'esenzione IMU per un'abitazione in cui risiedeva solo il coniuge del contribuente. La Corte di Cassazione, applicando i principi della Corte Costituzionale, ha stabilito che l'esenzione IMU per i coniugi con residenze diverse spetta solo se il possessore che la richiede ha sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nell'immobile. Non è possibile scegliere di applicare il beneficio a un'abitazione dove non si è anagraficamente residenti.
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Esenzione IMU abitazione principale: residenza e dimora
Una contribuente si è vista negare l'esenzione IMU per un immobile di sua proprietà in quanto la sua residenza anagrafica era fissata in un'altra abitazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, ribadendo un principio fondamentale: per ottenere l'esenzione IMU abitazione principale, è indispensabile che la residenza anagrafica e la dimora abituale del proprietario coincidano nello stesso immobile. La sola dimora abituale, anche se del nucleo familiare, non è sufficiente a garantire il beneficio fiscale se la residenza anagrafica risulta altrove.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente gestore di edilizia pubblica ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il diritto all'esenzione per i suoi immobili qualificati come alloggi sociali. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che negava il beneficio per mancanza di prova. È stato stabilito che per l'esenzione IMU alloggi sociali è sufficiente che l'immobile sia adibito ad abitazione principale dell'assegnatario, condizione che si presume esistente. L'onere di provare il contrario spetta al Comune. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Esenzione TASI alloggi sociali: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'esenzione TASI per gli alloggi sociali. Il caso vedeva contrapposti un ente gestore di edilizia residenziale e un Comune riguardo a un avviso di accertamento per la TASI del 2016. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, stabilendo che per l'esenzione TASI alloggi sociali la condizione di 'abitazione principale' dell'assegnatario si presume. Spetta all'ente impositore, e non all'ente gestore, l'onere di provare l'eventuale inadempimento dell'obbligo di residenza da parte dell'inquilino.
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Esenzione IMU: la categoria catastale è decisiva
Un contribuente ha richiesto l'esenzione IMU per immobili classificati C/2 e C/6, sostenendo fossero la sua abitazione principale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'esenzione IMU per abitazione principale richiede tassativamente che l'immobile sia iscritto in una categoria catastale abitativa (Gruppo A). Tale classificazione è un presupposto essenziale, la cui mancanza preclude il beneficio fiscale a prescindere dall'effettiva dimora del contribuente.
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Esenzione IMU abitazione principale: catasto decisivo
Un contribuente si è visto negare l'esenzione IMU per immobili accatastati nelle categorie C/2 e C/6, pur sostenendo di avervi stabilito la propria dimora. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'esenzione IMU abitazione principale è strettamente legata alla classificazione catastale dell'immobile. Senza l'iscrizione in una categoria abitativa (gruppo A), non è possibile beneficiare dell'agevolazione, a prescindere dall'uso effettivo. La classificazione catastale è un requisito necessario e imprescindibile.
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Esenzione IMU coniugi: residenze diverse possibili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10973/2025, ha stabilito un principio fondamentale sull'esenzione IMU coniugi per l'anno 2012. La Corte ha accolto il ricorso di un contribuente a cui era stata negata l'agevolazione per l'abitazione principale perché la moglie risiedeva in un altro immobile. La decisione si basa sul principio di irretroattività della legge tributaria: nel 2012, la norma non richiedeva la residenza dell'intero nucleo familiare, ma solo quella del possessore dell'immobile. Pertanto, se i coniugi hanno residenze diverse, entrambi possono avere diritto all'esenzione.
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