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Art. 1 comma 66 lett. B) l. 220/2010

6 provvedimenti

Bookmaker Estero vs Fisco: L’Imposta Unica sulle Scommesse si Applica
Un bookmaker estero ha contestato un accertamento fiscale per l'imposta unica sulle scommesse relativa all'anno 2010. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto il suo appello, ritenendo legittima l'imposizione. Il bookmaker ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che l'imposta non dovesse applicarsi a operatori esteri senza concessione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che l'imposta unica sulle scommesse si applica anche ai bookmaker esteri privi di concessione che operano in Italia, specialmente per le annualità antecedenti al 2011, dove la responsabilità ricade sul bookmaker stesso.
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Imposta Unica Scommesse: Bookmaker Estero Soccombe, Fisco Vince
Un operatore estero di scommesse ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia Fiscale per il mancato versamento dell'imposta unica scommesse per l'anno 2011. L'operatore sosteneva la discriminazione rispetto ai bookmaker nazionali e vizi procedurali, come la mancata traduzione dell'atto impositivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha confermato che l'imposta unica scommesse si applica a tutti gli operatori che raccolgono scommesse in Italia, indipendentemente dalla loro sede o concessione. La Corte ha anche stabilito che eventuali difetti procedurali, come la mancata traduzione, si sanano se il contribuente esercita comunque il suo diritto di difesa.
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Imposta unica sulle scommesse: il bookmaker estero paga
L'Agenzia fiscale ha emesso un avviso di accertamento per il mancato versamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2010 a carico di un operatore di scommesse con sede all'estero, privo di concessione statale. Il giudice di secondo grado ha annullato la pretesa tributaria, ritenendo applicabile la sentenza della Corte Costituzionale che escludeva la tassazione retroattiva per i centri trasmissione dati collegati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria, precisando che l'incostituzionalità tutela unicamente gli intermediari locali e non l'allibratore estero. L'operatore straniero resta dunque il debitore principale verso l'erario italiano anche per le annualità precedenti al 2011, a prescindere dal possesso della concessione.
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Imposta unica sulle scommesse: bookmaker estero paga in Italia
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha emesso un avviso di accertamento per il mancato versamento del tributo sui giochi del 2010 contro un allibratore estero privo di concessione italiana. I giudici di secondo grado hanno annullato l'atto impositivo richiamando una pronuncia costituzionale a tutela delle ricevitorie collegate. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente statale. Il principio stabilisce che l'imposta unica sulle scommesse grava direttamente sull'operatore estero anche per gli anni precedenti al 2011. La sentenza costituzionale proteggeva unicamente le ricevitorie intermedie e non i bookmaker internazionali privi di titolo abilitativo.
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Imposta unica sui giochi: scontro tra fisco e bookmaker
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione che escludeva la responsabilità di un bookmaker estero e di un centro trasmissione dati per il pagamento dell'imposta unica sui giochi per gli anni 2010 e 2011. La decisione originaria si basava sulla sentenza della Corte Costituzionale n. 27/2018, che ha dichiarato illegittima la tassazione retroattiva per i centri trasmissione dati privi di concessione prima del 2011. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari.
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Imposta unica sui giochi: fisco contro bookmaker, tutto rinviato
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha impugnato la decisione che annullava l'avviso di accertamento per l'Imposta unica sui giochi del 2009 emesso contro un bookmaker estero e un centro trasmissione dati. La decisione originaria si basava sulla sentenza della Corte Costituzionale che escludeva la tassa per i centri trasmissione dati prima del 2011. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a nuovo ruolo per acquisire i documenti necessari. Nessuna delle parti ha ancora vinto in via definitiva.
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