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Art. 1, comma 318, l. 29 dicembre 2022, n. 197

5 provvedimenti

Reato Reddito di Cittadinanza: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per false dichiarazioni finalizzate a ottenere il Reddito di Cittadinanza. Il ricorrente sosteneva che il reato fosse stato abrogato. La Corte ha stabilito che, nonostante l'abrogazione della misura, una specifica norma transitoria (D.L. n. 48/2023) ha garantito la continuità della sanzione penale per tutti i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023, derogando legittimamente al principio della legge più favorevole.
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Reddito di cittadinanza: l’errore non è scusabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per aver ottenuto indebitamente il reddito di cittadinanza omettendo informazioni cruciali. L'imputato aveva sostenuto l'errore scusabile a causa della sua scarsa scolarizzazione e di presunte mancate informazioni da parte del centro di assistenza fiscale. La Corte ha ribadito che è dovere del richiedente informarsi adeguatamente e che il ricorso non può essere utilizzato per una nuova valutazione dei fatti.
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Reddito di cittadinanza indebito: il dolo specifico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona condannata per aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, omettendo di dichiarare cospicue vincite al gioco. La Corte ha stabilito che il dolo specifico, ovvero l'intenzione di ottenere un ingiusto profitto, può essere provato attraverso elementi come la reiterazione delle domande per il sussidio e la gestione prolungata di un conto corrente su cui venivano accreditate le vincite, elementi che dimostrano la consapevolezza di non avere i requisiti per il beneficio.
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Reddito di cittadinanza reato: la Cassazione decide
Un cittadino è stato condannato per non aver dichiarato una precedente condanna per associazione di tipo mafioso nella domanda per il reddito di cittadinanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che il reato non era stato abrogato al momento della decisione di appello e che l'ignoranza dei requisiti di legge, anche a fronte di una modulistica non esplicita, non costituisce una scusante. La sentenza ribadisce il principio che l'onere di conoscere la legge grava sul cittadino che richiede il beneficio.
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False dichiarazioni reddito: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per false dichiarazioni reddito. L'imputato aveva omesso di dichiarare il possesso di quote societarie per ottenere il beneficio. La Corte ha chiarito che la successiva abrogazione della norma non cancella il reato per i fatti commessi in precedenza, confermando la condanna.
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