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Art. 1, comma 21, l. n. 208 del 2015

10 provvedimenti

Rendita catastale centrali eoliche: torri escluse dal calcolo
L'Agenzia delle Entrate contestava l'esclusione delle torri eoliche dal calcolo della **rendita catastale** per una **centrale eolica**, sostenendo che fossero costruzioni tassabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia. Ha confermato che, in base alla Legge di Stabilità 2016, le componenti impiantistiche funzionali al processo produttivo, come le torri, i rotori e le navicelle degli aerogeneratori, rientrano nella categoria degli "imbullonati". Questi elementi sono esclusi dalla stima diretta della rendita catastale, indipendentemente dalla loro natura strutturale o dal fatto che siano infissi al suolo. La decisione tutela il contribuente.
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Rendita catastale pale eoliche: la torre non sempre fa reddito
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della rendita catastale delle pale eoliche. Un'Azienda ha contestato gli avvisi di rettifica del classamento catastale relativi ai suoi aerogeneratori, sostenendo che la torre eolica non dovesse essere inclusa nel calcolo. I giudici precedenti avevano rigettato il ricorso. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la torre eolica non va computata nella rendita catastale se svolge una funzione di mero supporto statico. Il giudice di merito deve accertare se la torre ha anche una funzione attiva ed essenziale per la produzione di energia. La sentenza precedente è stata annullata con rinvio per questo accertamento.
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Rendita catastale impianti eolici: fisco battuto sulle torri
Una società proprietaria di un parco eolico ha proposto la rideterminazione della rendita catastale escludendo il valore della torre di sostegno dell'aerogeneratore. L'Agenzia delle Entrate ha rettificato la proposta includendo la torre. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la torre eolica è un elemento strutturale essenziale e funzionale al processo produttivo di energia elettrica. Di conseguenza, essa rientra tra i macchinari esenti, noti come imbullonati, ai sensi della Legge di Stabilità 2016. La Corte ha quindi chiarito che la rendita catastale impianti eolici deve essere calcolata escludendo il valore della torre di sostegno, cassando la decisione precedente e rinviando la causa per un nuovo calcolo conforme a questo principio.
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Rendita catastale impianto eolico: escluse le torri di sostegno
Una società proprietaria di un parco eolico proponeva una nuova rendita catastale escludendo il valore della torre di sostegno dell'aerogeneratore. L'Agenzia delle Entrate rettificava la rendita aumentandola. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. La Corte ha stabilito che la torre di sostegno costituisce una componente essenziale e strutturale dell'impianto, funzionale esclusivamente al processo di produzione di energia elettrica. Di conseguenza, ai sensi della Legge di Stabilità 2016, tale elemento rientra tra i macchinari esenti ("imbullonati") e deve essere escluso dal calcolo per la determinazione della rendita catastale impianto eolico. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per ricalcolare la rendita senza includere il valore della torre.
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Rendita catastale: fisco sconfitto sulle torri eoliche
Una società proprietaria di un impianto eolico proponeva l'aggiornamento della rendita catastale escludendo il valore della torre di sostegno dell'aerogeneratore, ritenendola esente in base alla disciplina degli imbullonati. L'Agenzia delle Entrate rettificava la dichiarazione includendo la torre nella stima. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che la torre non è una semplice costruzione edilizia, ma una componente attiva e strutturale essenziale per il processo di produzione dell'energia elettrica. Pertanto, ai fini del calcolo della rendita catastale, la torre di sostegno deve essere esclusa dalla tassazione locale, garantendo un importante risparmio fiscale per l'azienda produttrice di energia rinnovabile.
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Rendita catastale impianto eolico: la torre è esclusa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34228/2024, ha stabilito un principio cruciale per il settore delle energie rinnovabili. Ha chiarito che le torri eoliche devono essere escluse dal calcolo della rendita catastale impianto eolico. La Corte ha ritenuto che la torre non sia un mero elemento strutturale, ma una componente attiva e funzionale del processo produttivo, assimilabile a un macchinario. Di conseguenza, la sentenza di una Commissione Tributaria Regionale che includeva la torre nella stima è stata cassata, con rinvio per una nuova determinazione della rendita.
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Rendita catastale impianto eolico: la torre è esclusa
Due società energetiche hanno contestato l'inclusione delle torri eoliche nel calcolo della rendita catastale di un impianto eolico. La Corte di Cassazione ha accolto il loro ricorso, stabilendo che la torre non è un mero elemento strutturale, ma una componente attiva e funzionale del processo produttivo di energia. Pertanto, in base alla Legge di Stabilità 2016, il suo valore deve essere escluso dalla stima catastale. La sentenza del giudice di secondo grado, che aveva dato ragione all'Agenzia delle Entrate, è stata annullata con rinvio.
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Rendita catastale impianto eolico: la torre è esclusa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la torre di un impianto eolico non deve essere inclusa nel calcolo della rendita catastale. Con l'ordinanza n. 34226/2024, i giudici hanno chiarito che la torre è una componente essenziale e attiva del processo produttivo, rientrando tra i 'macchinari' esclusi dalla stima secondo la Legge di Stabilità 2016. La decisione, accogliendo il ricorso di due società energetiche contro l'Agenzia delle Entrate, cassa la precedente sentenza e rinvia il caso alla corte di secondo grado per una nuova determinazione della rendita catastale dell'impianto eolico.
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Classificazione catastale: impianto idrico è D/1
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di gestione del servizio idrico, confermando la classificazione catastale di un partitore idrico nella categoria D/1 (opifici) anziché nella richiesta categoria E/9 (immobili a destinazione particolare). La decisione si fonda sul principio che la gestione del servizio idrico integrato, basata su tariffe che coprono i costi, costituisce un'attività economica. Tale natura economica, finalizzata al perseguimento di un lucro oggettivo, rende l'immobile dotato di autonomia funzionale e reddituale, escludendolo dalla categoria E, riservata a beni sostanzialmente non commerciabili.
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Classificazione Catastale: Impianti Idrici sono D/1
Una società di gestione della rete idrica ha contestato la decisione dell'Agenzia delle Entrate di modificare la classificazione catastale di un impianto di distribuzione idrica da E/9 (uso pubblico speciale) a D/1 (industriale). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, confermando la classificazione D/1. I giudici hanno motivato che, sebbene parte di un servizio pubblico, il sistema idrico integrato è gestito come un'attività economica. Di conseguenza, le sue strutture funzionalmente e redditualmente autonome, come l'impianto in questione, devono essere classificate come beni industriali (D/1) e non come edifici pubblici non produttivi di reddito (E/9). Il fattore determinante è il ruolo dell'impianto in un processo produttivo gestito economicamente.
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