La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 1056/2025, ha rigettato il ricorso di un socio di una S.r.l. a base ristretta, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento basato sulla presunzione di distribuzione degli utili extracontabili della società. La Corte ha ribadito che, in presenza di una compagine sociale ristretta, il Fisco può legittimamente presumere che i maggiori ricavi accertati in capo alla società siano stati distribuiti ai soci. Sono stati inoltre respinti i motivi relativi a presunti vizi procedurali, come la tardiva produzione di documenti da parte dell'Agenzia delle Entrate e la motivazione dell'atto per relationem.
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