LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

art. 1, comma 1, lett. b), d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

16 provvedimenti

Misure di prevenzione e confisca: Cassazione annulla per motivazione generica
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva respinto la richiesta di un Individuo di revocare una misura di prevenzione e confisca di beni. L'Individuo era stato sottoposto a tali misure per numerosi reati e presunta pericolosità sociale. La Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello non aveva motivato adeguatamente la permanenza della misura, limitandosi a un riferimento generico ai reati passati senza un'analisi specifica della pericolosità sociale attuale, come richiesto dalla Corte Costituzionale n. 24 del 2019. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo esame sulla legittimità delle misure di prevenzione e confisca.
Continua »
Misure di prevenzione: lavoro illecito o redditi leciti?
Un Individuo ha ricevuto la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per due anni. La Corte d'Appello lo aveva ritenuto socialmente pericoloso, sostenendo che vivesse con proventi di attività illecite, in particolare dal riciclaggio di autoveicoli, e che il suo lavoro di conducente di carro attrezzi favorisse tali condotte. L'Individuo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'errata valutazione della sua attività lavorativa e, soprattutto, l'omessa indagine sui suoi redditi leciti. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo punto del ricorso. Ha invece accolto il secondo, stabilendo che la Corte d'Appello non aveva svolto un'adeguata verifica del tenore di vita e della provenienza dei redditi dell'Individuo, come richiesto dalla legge sulle misure di prevenzione. Pertanto, la sentenza è stata annullata e il caso rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Confisca di prevenzione: Cassazione annulla revoca per beni illeciti
Un Tribunale aveva disposto la **confisca di prevenzione** di beni (titoli, saldo bancario e proventi da immobili) appartenenti a una famiglia (Il Padre, La Madre, La Figlia), ritenuti di origine illecita e legati a pericolosità sociale. La Corte d'Appello aveva revocato questa misura, sostenendo che la pericolosità sociale non era dimostrata per il periodo precedente agli anni '90, epoca degli acquisti immobiliari originari. La Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello. Ha rilevato un'aporia motivazionale: la Corte d'Appello non ha collegato la sproporzione tra i beni e i redditi leciti con la pericolosità sociale emersa dagli anni '90, periodo in cui erano stati acquisiti i beni contestati. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
Continua »
Revoca Confisca di Prevenzione: Cassazione Annulla per Motivazione Insufficiente
Gli Eredi di un soggetto, cui erano stati confiscati beni per pericolosità sociale, hanno chiesto la revoca confisca di prevenzione. La Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionale la confisca basata sulla sola 'dedizione ad attività delittuose', mantenendo valida quella per chi 'vive abitualmente con proventi illeciti'. Il Tribunale ha respinto la richiesta, affermando che la confisca originaria rientrava nel caso ancora valido. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale, ritenendo la motivazione insufficiente a chiarire su quale specifica base fosse stata disposta la confisca, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Revocazione confisca: no a nuove valutazioni
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati per la revocazione confisca di prevenzione, stabilendo un principio fondamentale: la revocazione non può essere utilizzata per sollevare questioni o vizi originari che potevano essere dedotti durante il procedimento principale. La Corte ha chiarito che l'istituto della revocazione, anche nell'ipotesi prevista dall'art. 28, comma 2, del D.Lgs. 159/2011, presuppone sempre l'esistenza di 'fatti sopravvenuti' idonei a minare le basi del provvedimento definitivo, impedendo così una rivalutazione nel merito di elementi già noti.
Continua »
Pericolosità sociale: Cassazione su attualità e prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale attuale di un soggetto affiliato a un clan mafioso può basarsi anche su una sentenza di condanna non ancora definitiva. L'appartenenza a un sodalizio mafioso "storico", per sua natura permanente, costituisce un forte indicatore della persistenza della pericolosità, rendendo meno rilevante il tempo trascorso dai fatti contestati.
Continua »
Dosimetria pena: errore di calcolo annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione del foglio di via obbligatorio, non per l'innocenza dell'imputato, ma a causa di una motivazione palesemente illogica sulla dosimetria della pena. I giudici di merito avevano definito la pena base, fissata al massimo edittale, come 'prossima al minimo', un errore che ha invalidato il solo trattamento sanzionatorio, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Confisca allargata: annullato sequestro per motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata, disposto sui beni della moglie di un indagato. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione del provvedimento meramente apparente e viziata da un'inversione dell'onere della prova. È stato ribadito che spetta all'accusa dimostrare, con elementi concreti, l'intestazione fittizia dei beni a terzi e non è sufficiente basarsi sulla sproporzione reddituale del terzo o sul rapporto di parentela con l'indagato. Inoltre, mancava una motivazione adeguata sulla proporzionalità della misura e sul periculum in mora, ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni.
Continua »
Pericolosità sociale e confisca: l’assoluzione vince
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di confisca basato sulla pericolosità sociale di alcuni imprenditori. La decisione si fonda su un principio cruciale: un'assoluzione definitiva in sede penale con la formula "perché il fatto non sussiste" impedisce al giudice della prevenzione di utilizzare quegli stessi fatti per giustificare una misura patrimoniale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione che escluda i fatti coperti dal giudicato assolutorio.
Continua »
Pericolosità sociale: confisca annullata in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13806/2024, ha annullato una confisca di beni, sottolineando che la valutazione della pericolosità sociale del soggetto deve basarsi su elementi concreti, abituali e capaci di generare profitti. La Corte ha ritenuto insufficiente un mero elenco di reati non collegati temporalmente e logicamente all'acquisto dei beni, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova e più rigorosa valutazione.
Continua »
Sorveglianza speciale: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della sorveglianza speciale per un individuo ritenuto socialmente pericoloso in quanto viveva abitualmente dei proventi di reati contro il patrimonio. La sentenza chiarisce che la prova dei profitti può essere dedotta implicitamente dalla natura dei reati e dall'assenza di redditi leciti. L'appello è stato dichiarato in parte infondato e in parte inammissibile, ribadendo che la valutazione sull'adeguatezza dell'obbligo di soggiorno è di competenza dei giudici di merito e non può essere sindacata in sede di legittimità.
Continua »
Confisca per sproporzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione. Il sequestro riguardava contanti e quattro orologi di lusso. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e manifestamente infondato, confermando che la palese sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati, quasi nulli, è un presupposto sufficiente per la misura, senza necessità di provare un nesso diretto tra i beni e i reati contestati (nella specie, traffico di stupefacenti).
Continua »
Confisca di prevenzione: quando non è revocabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli eredi per la revoca di una confisca di prevenzione. La Corte ha stabilito che, sebbene una delle basi legali della confisca sia stata dichiarata incostituzionale, il provvedimento resta valido perché fondato autonomamente sul presupposto, sufficientemente motivato, che il soggetto vivesse abitualmente con i proventi di attività illecite.
Continua »
Confisca per sproporzione: no revoca senza revisione
Un soggetto condannato per reati di droga, a cui erano stati sottratti beni per una confisca per sproporzione, ha tentato di ottenerne la restituzione facendo leva su un successivo esito favorevole in un procedimento di prevenzione, che ne aveva escluso la pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo la netta distinzione tra il procedimento penale (legato a un reato specifico) e quello di prevenzione (legato alla pericolosità del soggetto). La Corte ha stabilito che una confisca definitiva disposta in sede penale non può essere revocata se non attraverso il giudizio di revisione della condanna.
Continua »
Sorveglianza speciale: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura di sorveglianza speciale. La sentenza ribadisce che il ricorso per cassazione in materia di prevenzione è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la valutazione dei fatti del giudice di merito, a meno che la motivazione non sia del tutto assente o meramente apparente. Nel caso specifico, i motivi relativi alla presunta violazione del contraddittorio e alla valutazione della pericolosità sociale sono stati ritenuti infondati, confermando la legittimità del provvedimento impugnato.
Continua »
Pericolosità qualificata: serve il dolo specifico
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un decreto di confisca basato sulla pericolosità qualificata di un soggetto. La Corte ha stabilito che, anche nel procedimento di prevenzione, il giudice deve accertare tutti gli elementi del reato presupposto, incluso l'elemento psicologico del dolo specifico (l'intento fraudolento), non potendosi limitare alla sola condotta oggettiva. La decisione sottolinea che, pur essendo autonomo dal processo penale, il giudizio di prevenzione non può prescindere da una valutazione completa della fattispecie criminosa che fonda la pericolosità qualificata.
Continua »