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Art. 1 Codice Civile

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139 provvedimenti

Obbligazioni restitutorie: interessi ex art. 1284 c.c.
Un'impresa contesta una clausola di 'rischio cambio' in un leasing. Ottenuta la nullità della clausola, sorge un dubbio sugli interessi dovuti sulle somme da restituire. La Cassazione stabilisce che alle obbligazioni restitutorie derivanti da nullità contrattuale si applica il saggio di interesse maggiorato previsto dall'art. 1284, comma 4, c.c., e non quello legale ordinario.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
Una società dichiarata fallita dopo il rigetto del suo piano di concordato preventivo si rivolge alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso cassazione, confermando le decisioni dei gradi inferiori. I motivi principali includono l'errata impugnazione, l'incapacità di cogliere la ratio decidendi della sentenza d'appello e la presentazione di censure di merito non ammesse in sede di legittimità. La Corte ribadisce che la proposta di concordato costituisce un'ammissione dello stato di insolvenza.
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Costi di sponsorizzazione: quando sono deducibili?
Una società operante nel settore medicale si vedeva contestare la deducibilità dei costi di sponsorizzazione a favore di una scuderia automobilistica. L'Agenzia Fiscale riteneva la spesa non inerente, data la natura B2B dell'impresa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per i costi di sponsorizzazione l'inerenza va valutata in senso qualitativo, come potenziale beneficio per l'attività, e non quantitativo, non essendo necessario dimostrare un diretto aumento del fatturato.
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Dichiarazione integrativa: quando è possibile?
Una società ha impugnato un diniego di autotutela e un avviso di irregolarità per un beneficio fiscale. La Cassazione ha confermato che l'avviso è un atto impugnabile e che la dichiarazione integrativa è sempre possibile per correggere errori, anche in sede contenziosa, a tutela del contribuente.
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Obbligo contributivo geometri: basta l’iscrizione
Un geometra ha contestato una cartella di pagamento per contributi minimi dovuti alla cassa professionale per l'anno 2013, sostenendo di non esercitare la professione in modo continuativo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: il semplice fatto di essere iscritti all'albo professionale è condizione sufficiente a determinare l'obbligo contributivo geometri. L'esercizio occasionale dell'attività o la mancata produzione di reddito sono irrilevanti ai fini del versamento del contributo minimo.
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Tutela dell’utilizzatore: i diritti nel leasing
La Corte di Cassazione chiarisce i confini della tutela dell'utilizzatore in un contratto di leasing quando il bene fornito si rivela difettoso. Se il rapporto contrattuale diretto tra utilizzatore e fornitore viene meno, sostituito da un'operazione di leasing, l'utilizzatore non può chiedere la risoluzione del contratto di vendita. La sua unica azione possibile verso il fornitore è quella di risarcimento del danno extracontrattuale. Il caso riguardava un'imprenditrice che aveva ricevuto un distributore automatico non funzionante.
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Compensazione legale: quando va richiesta in giudizio?
Una curatela fallimentare ha contestato la decisione di una Corte d'Appello che non aveva applicato la compensazione legale tra due conti correnti, uno a debito e uno a credito, intestati al soggetto fallito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la compensazione legale, pur prevista dalla legge, non opera d'ufficio ma deve essere espressamente e tempestivamente richiesta dalla parte interessata. Poiché la richiesta era stata avanzata tardivamente e il ricorso non specificava i dettagli processuali di tale richiesta, è stato respinto per violazione del principio di autosufficienza.
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Onere della prova provvedimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7387/2025, ha chiarito un principio fondamentale sull'onere della prova di un provvedimento amministrativo. La Suprema Corte ha cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la nullità di alcune fideiussioni basandosi su un provvedimento della Banca d'Italia, considerandolo erroneamente un fatto notorio. È stato stabilito che un atto amministrativo non rientra nel principio "iura novit curia" e non può essere considerato un fatto notorio; pertanto, la parte che intende avvalersene ha l'onere di produrlo formalmente in giudizio.
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Prescrizione danno da reato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 6460/2025, esamina un complesso caso di risarcimento danni derivante da un illecito penale. Al centro della controversia vi è il calcolo della prescrizione del danno da reato, in una vicenda processuale che si protrae da anni tra giudizi penali e civili. A causa della complessità delle questioni e dell'assenza di precedenti specifici, la Corte ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per un approfondimento.
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IMU alloggi popolari: la Cassazione chiarisce per il 2013
Un Comune ha emesso un avviso di accertamento per IMU 2013 a un ente di edilizia popolare, contestando un pagamento insufficiente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, chiarendo che per l'anno d'imposta 2013 si applicava la specifica normativa sulla cosiddetta 'mini-imu', che prevedeva un versamento ridotto per gli IMU alloggi popolari. La Corte ha ritenuto infondate le censure del Comune relative all'errata applicazione dell'esenzione per 'alloggi sociali', in quanto tale disciplina è entrata in vigore solo dal 2014.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici, specializzatisi prima del 1991, ha agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla mancata attuazione di direttive europee sulla retribuzione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi inferiori, dichiarando il diritto estinto. La questione centrale è la prescrizione medici specializzandi, il cui termine decennale, secondo la Corte, decorre dal 27 ottobre 1999. Il ricorso è stato giudicato inammissibile per contrasto con la giurisprudenza consolidata.
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Esonero spese legali: la Cassazione chiarisce
Una lavoratrice agricola si è vista respingere la richiesta di indennità di disoccupazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi relativi al rapporto di lavoro, ma ha accolto il ricorso sulla condanna alle spese. È stato chiarito che per l'esonero spese legali, la dichiarazione di basso reddito è valida anche se presentata in corso di causa e senza l'esplicita indicazione dell'anno, tutelando così il diritto di accesso alla giustizia per i non abbienti.
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Progressione economica: anno finito e data assunzione
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale per la progressione economica dei dipendenti pubblici. Analizzando il caso di un ricercatore, ha chiarito che l'anzianità necessaria per il passaggio alle fasce stipendiali superiori (il cosiddetto 'anno finito') si matura alla data anniversaria dell'assunzione e non al 31 dicembre di ogni anno. Questa interpretazione previene disparità di trattamento e garantisce che l'avanzamento di carriera sia legato all'effettiva anzianità di servizio individuale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva avallato un'interpretazione penalizzante per il lavoratore.
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Importo complessivo erogato: esclusione indennità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex dirigente contro un fondo di assistenza sanitaria. Il dirigente, dopo aver transatto la causa di licenziamento per una cifra cospicua, si è visto negare una prestazione aggiuntiva dal fondo. La decisione si basava sul superamento del tetto massimo previsto dal regolamento del fondo, che calcolava anche le somme risarcitorie nell'"importo complessivo erogato". La Corte ha stabilito che il regolamento del fondo è un atto di autonomia privata e non una legge, pertanto il ricorso per violazione di legge era inammissibile. L'interpretazione corretta doveva essere contestata sotto il profilo della violazione delle norme sull'ermeneutica contrattuale.
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Minori introiti ICI: calcolo del contributo statale
Un Comune ha citato in giudizio due Ministeri per ottenere la compensazione dei minori introiti ICI derivanti dall'autodeterminazione delle rendite di immobili di categoria D. Il dibattito verteva sul metodo di calcolo di tale compensazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei Ministeri, stabilendo un principio di diritto: una volta che una perdita di gettito è stata compensata da un trasferimento statale, tale importo si "consolida" e non può più essere considerato come "minor introito" ai fini del superamento delle soglie per ottenere nuovi contributi negli anni successivi. Tuttavia, le perdite non ancora compensate possono essere cumulate. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione tra il 1978 e il 1986. La Corte ha confermato la prescrizione del risarcimento, stabilendo che il termine decennale per agire è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo la Corte, da quel momento l'inadempimento dello Stato era chiaro e definito, rendendo il diritto azionabile e facendo partire il conto alla rovescia per la prescrizione.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione delle direttive comunitarie sul compenso per la specializzazione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, dichiarando il diritto prescritto. Al centro della decisione vi è la questione della prescrizione per i medici specializzandi, con la Corte che ha ribadito il suo orientamento consolidato: il termine decennale per agire è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha reso il diritto pienamente esigibile.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4819/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata remunerazione durante i corsi frequentati tra il 1980 e il 1993. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione del diritto al risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Qualsiasi incertezza legale successiva non ha impedito il decorso del termine decennale.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata corresponsione di un compenso durante la specializzazione tra il 1982 e il 1994. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione risarcimento medici, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato.
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Statuto cassa previdenziale: la sua natura negoziale
Un professionista ha contestato il metodo di calcolo della sua pensione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che lo statuto di una cassa previdenziale privatizzata ha natura negoziale e non di legge. L'impugnazione per errata interpretazione deve basarsi sulla violazione dei canoni di ermeneutica contrattuale.
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