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Art. 1 co. 665 L. 190/2014

5 provvedimenti

Rimborso imposte sisma 1990: vince il lavoratore contro il fisco
I Lavoratori hanno richiesto il rimborso delle imposte versate in eccesso per il triennio 1990-1992, in seguito al terremoto del 1990 in Sicilia. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto il silenzio rifiuto. La CTR ha negato il diritto ritenendo che i contribuenti non avessero provato l'effettivo versamento delle ritenute da parte del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei Lavoratori, stabilendo che il diritto al rimborso imposte sisma 1990 spetta al lavoratore (sostituito) che ha subito le trattenute, a prescindere dall'effettivo versamento da parte del datore di lavoro. La Cassazione ha cassato la sentenza per difetto di motivazione, rinviando la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado.
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Rimborso imposte e onere della prova: stop ai pagamenti facili
Un lavoratore autonomo ha richiesto il rimborso del 90% dell'Irpef versata per gli anni 1990-1992, beneficiando delle agevolazioni per le zone colpite dal sisma in Sicilia del 1990. A seguito del silenzio-rifiuto dell'Amministrazione finanziaria, il contribuente ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che in tema di rimborso imposte e onere della prova spetta interamente al contribuente dimostrare l'effettivo versamento dei tributi di cui chiede la restituzione. Inoltre, trattandosi di attività economica, il giudice di merito avrebbe dovuto verificare il rispetto dei limiti previsti dal regolamento europeo sugli aiuti di Stato di modesta entità (de minimis). La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Rimborso Sisma 1990: residenza obbligatoria
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di Rimborso Sisma 1990 presentata da un lavoratore dipendente. Sebbene l'attività lavorativa fosse svolta in una zona colpita dal terremoto del dicembre 1990, il contribuente risiedeva in un comune non incluso nell'elenco ufficiale del D.P.C.M. del 15 gennaio 1991. La Corte ha stabilito che la residenza anagrafica in uno dei comuni specificamente elencati è un requisito tassativo e insostituibile per accedere al beneficio fiscale, rendendo irrilevante il luogo di svolgimento del rapporto di lavoro.
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Onere della prova: rimborso negato senza documenti
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di istanza di rimborso, l'onere della prova grava interamente sul contribuente. La vicenda riguarda un cittadino che richiedeva la restituzione di imposte versate negli anni '90 a seguito di eventi calamitosi, senza però fornire documentazione attestante gli avvenuti pagamenti. Sebbene la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado avesse inizialmente dato ragione al contribuente, ritenendo che l'Ufficio potesse verificare i dati autonomamente, la Suprema Corte ha cassato la sentenza. È stato ribadito che il contribuente è attore in senso sostanziale e non può beneficiare del principio di non contestazione per sopperire alla mancanza di prove documentali, né può pretendere che l'amministrazione integri d'ufficio le sue carenze probatorie.
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Rimborso imposte sisma 1990: il diritto è pieno
Una contribuente ha impugnato il silenzio rifiuto dell'Agenzia delle Entrate riguardo alla richiesta di rimborso imposte sisma 1990 per il triennio 1990-1992. I giudici di merito avevano limitato il rimborso al 50% applicando i tetti di spesa previsti da una legge del 2017. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che i limiti quantitativi di spesa non incidono sul diritto al rimborso nel giudizio di merito, ma rilevano esclusivamente nella successiva fase esecutiva.
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