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Art. 1, co. 17, l. n. 228 del 2012

10 provvedimenti

Contratto di Somministrazione di Lavoro: Nullità Senza Forma Scritta
Un Lavoratore ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che aveva confermato la nullità di un contratto di somministrazione di lavoro. Il contratto era stato dichiarato nullo per la mancanza della forma scritta e di una causale specifica, come richiesto dalla legge. Il Lavoratore chiedeva un risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Lavoratore inammissibile. Ha ribadito che la nullità del contratto di somministrazione di lavoro senza forma scritta o causale è valida. Spetta a chi invoca il contratto dimostrarne la regolarità. Il Lavoratore ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Cessione di ramo d’azienda inefficace: il rapporto di lavoro resta vivo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una lavoratrice a ricevere le retribuzioni dall'azienda originaria, anche dopo una **cessione di ramo d'azienda inefficace**. La lavoratrice aveva continuato a lavorare per la società cessionaria fino al licenziamento, ma la cessione era stata dichiarata invalida. L'azienda cedente sosteneva che il rapporto di lavoro fosse unico e si fosse estinto con il licenziamento da parte del cessionario. La Cassazione ha invece ribadito che, se la cessione è illegittima, il rapporto con l'azienda cedente rimane in vita e le vicende successive con il cessionario non lo influenzano. La lavoratrice ha quindi ottenuto il pagamento delle retribuzioni richieste.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Un lavoratore ha citato in giudizio un'azienda di trasporti per ottenere il riconoscimento del periodo di apprendistato ai fini dell'anzianità di servizio. L'azienda si è difesa sostenendo che il diritto fosse estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione crediti di lavoro rimane sospesa per tutta la durata del rapporto, in quanto anche dopo le riforme del 2012 e 2015 il lavoratore non gode di una stabilità reale che lo metta al riparo dal timore di ritorsioni. Di conseguenza, il diritto del lavoratore è stato pienamente riconosciuto.
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Giudicato esterno: come blocca un nuovo processo
Una società ha impugnato una decisione della Corte d'Appello che riconosceva a un dipendente il diritto all'assunzione. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione in base al principio del giudicato esterno, poiché una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti aveva già negato tale diritto. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i ricorsi di altri lavoratori relativi a un presunto trasferimento di ramo d'azienda, confermando che tale valutazione è una questione di fatto riservata ai giudici di merito.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
Il gestore di una stazione di servizio ha citato in giudizio una compagnia petrolifera per ottenere un risarcimento danni, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando le decisioni precedenti. La Corte ha stabilito che il ricorso, pur invocando violazioni di legge, mirava in realtà a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme'.
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Onere della prova: contratto di lavoro non dimostrato
Una lavoratrice ha impugnato in Cassazione il rigetto della sua domanda, basata su un presunto rapporto di lavoro ventennale e una successiva cessione del contratto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la ricorrente non ha soddisfatto l'onere della prova riguardo all'esistenza stessa del rapporto di lavoro e dell'accordo di cessione, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Trasformazione contratto part-time: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato che un contratto di lavoro part-time può essere trasformato in un contratto a tempo pieno sulla base dei comportamenti concreti delle parti (fatti concludenti). Se un lavoratore presta costantemente un orario di lavoro pari a quello full-time, il rapporto si considera trasformato, anche se il datore di lavoro ha sempre pagato le maggiorazioni per il lavoro supplementare. La realtà effettiva del rapporto di lavoro prevale sull'accordo formale iniziale.
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Violazione procedimento disciplinare: la nullità
Una società di trasporti ha licenziato un dipendente. La Corte di Cassazione ha dichiarato nullo il licenziamento non per l'infondatezza dei fatti, ma per la violazione del procedimento disciplinare previsto da una legge speciale (R.D. 148/1931). Secondo i giudici, il mancato rispetto di questa procedura garantista non rende il licenziamento meramente inefficace, ma radicalmente nullo, comportando il diritto del lavoratore alla reintegrazione piena nel posto di lavoro. Di conseguenza, il ricorso principale dell'azienda è stato dichiarato inammissibile.
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Onere della prova fallimento: chi deve dimostrarlo?
Una società ricorre in Cassazione contro la dichiarazione di fallimento, sostenendo di non superare le soglie dimensionali previste dalla legge. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'onere della prova nel fallimento spetta all'imprenditore. Quest'ultimo deve dimostrare attivamente, tramite la produzione dei bilanci, di non essere assoggettabile alla procedura. La mancata produzione di tale documentazione va a svantaggio del debitore stesso, e la valutazione delle prove del giudice di merito non può essere ridiscussa in sede di legittimità.
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Onere della prova licenziamento: chi paga il conto?
Con la sentenza n. 7647/2019, la Cassazione Civile, Sezione Lavoro, ha affrontato il tema dell'onere della prova nel licenziamento illegittimo. Un istituto di credito, condannato a risarcire un dipendente, sosteneva che il risarcimento dovesse essere ridotto per la mancata ricerca di un nuovo lavoro da parte di quest'ultimo. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere della prova della negligenza del lavoratore grava interamente sul datore di lavoro, il quale deve allegare fatti specifici e non può limitarsi a una contestazione generica.
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