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Art. 1 bis, art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002

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30 provvedimenti

Cartella di pagamento: i motivi di ricorso respinti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro una cartella di pagamento per Ires, Iva e Irap. La Corte ha stabilito che la mancata decisione sull'istanza di sospensione non invalida la sentenza di merito. Ha inoltre confermato che la cartella di pagamento è valida anche senza la sottoscrizione del funzionario e non richiede l'allegazione dell'avviso di accertamento presupposto, purché questo sia stato regolarmente notificato e siano presenti nella cartella elementi sufficienti a identificarlo. La Corte ha ribadito la propria funzione di giudice di legittimità, dichiarando inammissibili i motivi volti a un riesame dei fatti già accertati nei gradi di merito.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una contribuente ha contestato un estratto di ruolo per una cartella IVA non notificata. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando una nuova legge che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo anche ai casi già in corso, senza esaminare il merito della notifica.
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Notifica PEC PA: valida anche senza firma digitale?
Un cittadino ha contestato una sanzione amministrativa sostenendo l'invalidità della notifica PEC dell'ordinanza ingiunzione per vizi formali come l'assenza di firma digitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica PEC è valida se raggiunge il suo scopo informativo, anche in presenza di irregolarità, a meno che non si dimostri un concreto pregiudizio al diritto di difesa.
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Comunicazione Irregolarità: è un diniego impugnabile?
Una società energetica si è vista negare un rimborso IRES attraverso una comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha confermato che tale avviso costituisce un atto di diniego formale e pienamente impugnabile, che sostituisce un eventuale precedente silenzio-rifiuto. Di conseguenza, il ricorso presentato tardivamente è stato dichiarato inammissibile, sottolineando l'importanza di calcolare correttamente i termini perentori che decorrono dalla notifica dell'atto, anche se inviata telematicamente all'intermediario fiscale.
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Accettazione tacita eredità: il preliminare di vendita
Una società acquirente si rifiutava di concludere un acquisto immobiliare, sostenendo che i venditori, in qualità di eredi, non avessero formalmente accettato l'eredità. La Corte di Cassazione ha stabilito che la stipula stessa del contratto preliminare di vendita costituisce un'accettazione tacita eredità, rendendo i venditori legittimi proprietari e infondato il rifiuto dell'acquirente.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e difesa
La Cassazione rigetta il ricorso di un contribuente contro accertamenti per l'uso di fatture per operazioni inesistenti. Viene confermato che spetta all'Amministrazione Finanziaria provare l'inesistenza con presunzioni gravi, precise e concordanti, mentre il contribuente deve dimostrare l'effettività dell'operazione, non bastando la sola contabilità.
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Termini impugnazione e sospensione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società per tardività. Il caso riguarda i termini impugnazione e la corretta interpretazione della sospensione straordinaria di nove mesi prevista da una normativa del 2018. La Corte ha stabilito che tale sospensione si applica solo se il termine per impugnare scade all'interno di un preciso arco temporale (24 ottobre 2018 - 31 luglio 2019). Poiché il termine del ricorrente scadeva al di fuori di questo periodo, la notifica del ricorso è risultata tardiva, precludendo l'esame del merito della controversia, che verteva su una detrazione IVA negata a seguito della riqualificazione di una cessione di beni in cessione di ramo d'azienda.
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Impugnazione senza motivazione: quando scade il termine
Una società appella una sentenza di primo grado, ma il giudice decede prima di depositarne le motivazioni. La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di impugnazione senza motivazione, il termine lungo per appellare decorre dal deposito del decreto presidenziale che attesta tale impossibilità, non da una notifica successiva. Di conseguenza, l'appello presentato oltre un anno dopo tale deposito è stato dichiarato tardivo e inammissibile.
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Trasferimento beni sanitari: non è automatico
Un'Azienda Sanitaria Locale rivendicava la proprietà di un eliporto, sostenendo che le fosse stato trasferito per legge da Comune e Provincia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il trasferimento beni sanitari non è automatico ma richiede un apposito provvedimento amministrativo regionale, mai emanato nel caso di specie. La mancanza di tale atto formale impedisce il perfezionamento del passaggio di proprietà.
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Responsabilità rappresentante indiretto: la Cassazione
Con la sentenza n. 34580 del 30/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. V, ha ribadito la piena responsabilità del rappresentante indiretto per maggiori dazi e sanzioni doganali. Il caso riguardava un'errata classificazione di merce importata, soggetta a dazio antidumping. La Corte ha stabilito che la presentazione della dichiarazione doganale fonda la responsabilità solidale del rappresentante, a prescindere dalla sua effettiva conoscenza dell'irregolarità, sottolineando un preciso dovere di diligenza e controllo.
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