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Voluntas Legis

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che indica la 'volontà della legge'. Si riferisce all'intenzione e allo scopo che il legislatore ha inteso perseguire con l'emanazione di una specifica norma giuridica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fatturazione a 28 giorni: la Cassazione conferma la sanzione all’Azienda
Un'Azienda di telecomunicazioni ha introdotto la **fatturazione a 28 giorni** per i servizi di telefonia fissa e mobile, aumentando di fatto i costi per i Clienti. L'Autorità di regolazione ha imposto all'Azienda di ripristinare la fatturazione mensile e ha applicato una sanzione per mancata ottemperanza. L'Azienda ha impugnato queste decisioni, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha confermato che il giudice amministrativo non ha ecceduto i suoi poteri, ritenendo la pratica scorretta e non trasparente. L'Azienda deve pagare le spese legali.
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Funzionario condannato: la responsabilità contabile per rimborso spese legali non dovute
Un funzionario pubblico, responsabile dell'ufficio legale di un Ente Locale, è stato condannato per responsabilità contabile per rimborso spese legali non dovute. Aveva espresso pareri favorevoli al rimborso di spese legali a dipendenti e amministratori assolti, senza verificare la preventiva comunicazione dei procedimenti penali e l'assenza di conflitti di interesse. La Corte dei Conti ha accertato un danno erariale. Il suo ricorso in Cassazione per eccesso di giurisdizione è stato dichiarato inammissibile, confermando la condanna e l'obbligo di comunicazione preventiva da parte dei dipendenti.
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Fatturazione a 28 giorni: AGCOM vince, Cassazione respinge il ricorso
Una nota compagnia di telecomunicazioni aveva introdotto la Fatturazione a 28 giorni per i suoi servizi, aumentando di fatto i costi per i clienti. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) aveva ordinato il ripristino della fatturazione mensile e imposto una sanzione. La compagnia ha impugnato queste decisioni, sostenendo un "eccesso di potere giurisdizionale" da parte del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la piena legittimità dell'operato di AGCOM. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice amministrativo non ha invaso le competenze altrui, ma ha correttamente applicato la legge a tutela dei consumatori.
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Recupero incentivi energetici: produrre troppo costa caro
Due società energetiche hanno prodotto energia idroelettrica superando i limiti di quantità d'acqua previsti dalla loro concessione. Di conseguenza, il Gestore dei servizi energetici ha ordinato il recupero degli incentivi (Certificati Verdi) percepiti per la produzione in eccesso. Le società hanno contestato la decisione, ma la Corte di Cassazione ha dato ragione al Gestore. La sentenza stabilisce un principio chiaro: il diritto agli incentivi è strettamente legato al rispetto dei limiti autorizzati. Superarli comporta il legittimo recupero degli incentivi energetici da parte dello Stato, poiché considerati indebitamente percepiti.
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Esenzione revocatoria pagamenti lavoro: stipendio salvo dal fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'esenzione revocatoria pagamenti lavoro. Un collaboratore aveva ricevuto il pagamento per prestazioni svolte anni prima, poco prima che l'azienda fallisse. Il curatore fallimentare ha tentato di revocare il pagamento, sostenendo che l'esenzione vale solo per retribuzioni 'contestuali' al lavoro e funzionali alla continuità aziendale. La Corte ha respinto questa tesi. Ha chiarito che la norma mira a tutelare il diritto costituzionale del lavoratore alla retribuzione, indipendentemente dal momento in cui avviene il pagamento. La finalità sociale di protezione del lavoratore prevale sulla necessità di continuità aziendale, che è solo un effetto indiretto. Di conseguenza, il pagamento è stato considerato legittimo e non revocabile.
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Revocatoria Fallimentare: Stipendi Arretrati Salvi Anche Post-Lavoro
Un lavoratore riceve il pagamento di stipendi arretrati dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Successivamente, l'azienda fallisce e il curatore tenta di riprendersi quella somma tramite un'azione revocatoria. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione revocatoria crediti di lavoro protegge sempre il lavoratore. La finalità della norma non è garantire la continuità aziendale, ma tutelare il diritto costituzionale alla retribuzione. Pertanto, il pagamento è legittimo e non deve essere restituito, indipendentemente dal fatto che sia avvenuto dopo la fine del contratto. Il lavoratore ha vinto la causa.
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Guida senza CAP KC: la guida di veicoli speciali
In un caso di risarcimento per la morte di un giovane autista, la Corte d'Appello ha escluso la responsabilità del datore di lavoro. Si è discusso sulla legittimità della guida senza CAP KC di un'autopompa per calcestruzzo da parte di un conducente infraventunenne. La Corte ha chiarito che, secondo la normativa dell'epoca, per i veicoli classificati 'per uso speciale', la patente C era sufficiente, non essendo richiesto il CAP KC, a differenza degli autocarri. La decisione si fonda su un'attenta analisi della legislazione e sulla classificazione del veicolo.
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Termine a comparire appello: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il contrasto sul termine a comparire appello. Hanno stabilito che il nuovo termine di 40 giorni, introdotto dalla Riforma Cartabia, si applica solo agli appelli proposti dal 1° luglio 2024. Per gli appelli precedenti, resta valido il termine di 20 giorni, in coerenza con la vigenza delle norme emergenziali. Il ricorso di un'imputata che lamentava la violazione del termine è stato quindi respinto.
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Esenzione ICI terreni agricoli: non per pensionati
Un comune ha impugnato la decisione di una commissione tributaria che aveva concesso un'esenzione ICI per il 2004 su un'area edificabile usata per agricoltura da un coltivatore in pensione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le norme agevolative per i pensionati, introdotte per l'IMU (Art. 78-bis, D.L. 104/2020), non hanno efficacia retroattiva per il precedente regime ICI. Di conseguenza, l'esenzione ICI terreni agricoli è stata negata.
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Diploma magistrale linguistico: sì all’insegnamento
Due insegnanti con un diploma sperimentale linguistico hanno richiesto l'inclusione nelle graduatorie scolastiche. La Corte d'Appello aveva negato tale diritto, differenziando il loro titolo da quello magistrale tradizionale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando la piena equiparazione del diploma magistrale linguistico, riconoscendolo come titolo abilitante all'insegnamento in virtù della volontà del legislatore e dell'evoluzione del sistema scolastico.
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Inammissibilità ricorso PEC: l’errore che costa caro
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso per un errore formale: l'invio a un indirizzo PEC non corretto. La sentenza sottolinea la rigidità delle nuove norme sul processo penale telematico, affermando che il principio del 'raggiungimento dello scopo' non si applica in questi casi, data la chiara volontà del legislatore di sanzionare tali errori per garantire efficienza e certezza procedurale. L'inammissibilità del ricorso PEC è stata quindi confermata, insieme al rigetto delle doglianze sulla sospensione dei termini di custodia cautelare.
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Fatturazione differita: no per società consortili
Una società consortile, operante come centrale acquisti per le sue consorziate, è stata sanzionata per aver utilizzato la fatturazione differita. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale regime derogatorio non si applica in questi casi. Secondo i giudici, il ruolo di semplice intermediario della consortile non complica gli adempimenti IVA al punto da giustificare un ritardo nell'emissione della fattura, che deve avvenire al momento dell'operazione. La sentenza, pur fissando questo principio, ha rinviato il caso al giudice di merito per valutare la proporzionalità delle sanzioni applicate.
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Storno provvigionale: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, si è pronunciata sulla legittimità di uno storno provvigionale effettuato da una società preponente nei confronti del proprio agente. Il caso verteva sulla restituzione di provvigioni erroneamente corrisposte al lordo, anziché al netto degli sconti commerciali come pattuito. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'agente, stabilendo che la disciplina restrittiva sulla ripetizione delle provvigioni (art. 1748, co. 6, c.c.) si applica solo in caso di mancata esecuzione del contratto e non per la correzione di errori di calcolo, confermando così la legittimità dello storno provvigionale operato dall'azienda.
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Assorbimento reato lesioni nella rapina: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9213/2025, affronta il tema dell'assorbimento reato lesioni nel delitto di rapina. Un uomo, condannato per rapina aggravata, lesioni consumate e tentate, ha fatto ricorso sostenendo che le lesioni dovessero essere assorbite nella rapina. La Corte ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: le lesioni personali consumate concorrono con la rapina, mentre le tentate lesioni, se non provocano danno fisico, sono assorbite in essa. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per la rideterminazione della pena.
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