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Vizio Del Consenso

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33 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Frammentazione scommesse: quando è lecita?
Un giocatore ha vinto una somma ingente suddividendo una scommessa in più giocate. La società di betting ha contestato la vincita, sostenendo una fraudolenta frammentazione delle scommesse per eludere i massimali. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sola frammentazione non prova l'intento fraudolento. Per annullare le vincite, la società deve dimostrare un piano preordinato del giocatore per aggirare i controlli, confermando così la decisione che aveva ridotto la vincita al massimale previsto dal regolamento ma non l'aveva annullata.
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Vizio del consenso: quando l’accordo è nullo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20429/2024, ha stabilito che per annullare un accordo transattivo per vizio del consenso non è sufficiente il generico timore di perdere il posto di lavoro. La lavoratrice che lamenta di essere stata costretta a firmare deve fornire prove concrete della minaccia e della coazione subita. Nel caso di specie, una lavoratrice aveva firmato quattro accordi in cui si riconosceva l'occasionalità del rapporto, ma la sua richiesta di annullamento è stata respinta perché non ha dimostrato gli elementi specifici della violenza morale, come richiesto dalla legge.
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Concordato in appello: la riserva mentale non lo vizia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava un concordato in appello, sostenendo che il suo consenso fosse viziato. L'imputato affermava di aver accettato l'accordo solo nella convinzione che gli venisse concessa una misura cautelare meno afflittiva. La Corte ha stabilito che la "riserva mentale", ovvero un'intenzione interna non comunicata, è giuridicamente irrilevante. Inoltre, la rinuncia ai motivi di appello, elemento cardine del concordato, crea una preclusione processuale che impedisce di sollevare nuovamente tali questioni in Cassazione.
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Vizio del consenso: annullata la conciliazione
Un gruppo di lavoratrici ha firmato accordi di conciliazione con una nuova società, rinunciando ai diritti derivanti da un trasferimento d'azienda, sotto la presunta minaccia di non assunzione. La Corte d'Appello ha annullato tali accordi per vizio del consenso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'azienda in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che un accordo in sede protetta è comunque annullabile se il consenso è viziato.
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Cessione contratto di locazione: non è automatica
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cessione contratto di locazione non è una conseguenza automatica della vendita di un ramo d'azienda. Nel caso esaminato, una società acquirente lamentava l'esclusione del contratto di locazione dalla cessione, ma i giudici hanno confermato che tale trasferimento deve essere espressamente pattuito. La Corte ha ritenuto irrilevante la questione di un'alterazione del contratto, dato che il subentro nella locazione non poteva essere presunto e l'acquirente era consapevole della precedente risoluzione del rapporto locativo.
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Mutuo franco svizzero: la Cassazione rinvia il caso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 2592/2024, ha esaminato un caso relativo a un mutuo franco svizzero. I mutuatari avevano contestato la validità di alcune clausole per mancanza di trasparenza, ma le loro richieste erano state respinte nei primi due gradi di giudizio. Rilevando un contrasto giurisprudenziale interno sulla questione e la particolare rilevanza della materia, la Corte ha deciso di non pronunciarsi immediatamente, rinviando la causa a una pubblica udienza per una trattazione più approfondita.
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Estinzione del processo: rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in una causa di lavoro. Due ex dipendenti avevano impugnato la risoluzione consensuale del loro rapporto di lavoro, lamentando vizi del consenso e mobbing. Dopo le sentenze sfavorevoli in primo e secondo grado, hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo, formalizzato con la rinuncia al ricorso da parte dei lavoratori e l'accettazione da parte dell'azienda. La Corte, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo.
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Vizio del consenso nel patteggiamento: l’analisi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato straniero che lamentava un vizio del consenso in una sentenza di patteggiamento. L'imputato sosteneva di non aver compreso i termini dell'accordo per via della barriera linguistica. La Corte ha stabilito che la presenza dell'imputato in aula e la procura speciale conferita al difensore sono sufficienti a garantire la validità del consenso, escludendo il vizio del consenso come motivo di impugnazione in questo specifico contesto.
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Firma assegno aziendale: chi paga il debito?
La Corte di Cassazione chiarisce che la firma su un assegno aziendale, se apposta senza specificare di agire in nome e per conto della società, comporta la responsabilità personale del firmatario. In un caso di assegni emessi da un delegato su un conto di una cooperativa, i giudici hanno stabilito che l'obbligazione cartolare sorge in capo a chi firma, basandosi sul principio di letteralità del titolo. La conoscenza da parte del creditore del rapporto di delega è irrilevante se non risulta dal documento stesso.
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Vizio del consenso nel patteggiamento: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero che lamentava un vizio del consenso nel suo accordo di patteggiamento. L'imputato sosteneva di non aver compreso, a causa della lingua, che la pena non sarebbe stata sospesa. La Corte ha respinto la tesi, evidenziando come le sue azioni, quali la confessione e il risarcimento del danno, dimostrassero una sufficiente comprensione della lingua italiana e dei termini dell'accordo.
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Vizio del consenso e l’annullamento del contratto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di contratto preliminare di compravendita di un terreno, il cui valore era basato su una qualità (edificabilità) poi rivelatasi errata. La promissaria acquirente si era rifiutata di stipulare il definitivo, eccependo un vizio del consenso. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, la quale aveva erroneamente limitato l'analisi della doglianza a una presunta violenza, omettendo di esaminare in modo completo e corretto la questione dell'errore e della presupposizione. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Modifica patteggiamento: è possibile cambiarlo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29692/2025, ha chiarito che la modifica del patteggiamento è possibile se concordata da entrambe le parti prima della ratifica del giudice. Nel caso esaminato, un imputato aveva accettato una pena detentiva dopo che l'opzione dei lavori socialmente utili sembrava preclusa. La successiva scoperta di una email che confermava la disponibilità non è stata ritenuta un vizio del consenso tale da invalidare l'accordo. La Corte ha stabilito che l'accordo processuale, prima della sentenza, resta nella disponibilità congiunta delle parti, le quali possono modificarlo di comune accordo, rendendo il ricorso inammissibile.
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Vizio del consenso: annullata conciliazione sindacale
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una conciliazione sindacale a causa di un vizio del consenso. I lavoratori avevano firmato l'accordo sotto la minaccia concreta di perdere il posto di lavoro. La Corte ha stabilito che anche gli accordi siglati in sedi protette, come quelle sindacali, non sono immuni da impugnazioni per vizi della volontà, ribadendo che la tutela del lavoratore prevale sulla forma dell'accordo.
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