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Vidimazione

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Rinnovamento o convalida periodica di un documento o di un'autorizzazione, in questo caso quinquennale, per verificarne la validità e la permanenza dei requisiti in capo al titolare.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso personale in Cassazione: la firma fai-da-te costa cara
Due cittadini, condannati per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, hanno presentato un ricorso personale in Cassazione firmando direttamente l'atto di impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Secondo l'articolo 613 del codice di procedura penale, infatti, l'atto di ricorso deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti. Non rileva il fatto che la firma sia stata autenticata dal difensore di fiducia autorizzato al deposito, poiché l'autenticazione ha una funzione diversa dalla redazione dell'atto. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
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Noleggio con conducente: licenza scaduta e barca confiscata
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria e la confisca dell'imbarcazione a carico di una società che svolgeva il servizio di noleggio con conducente nel Canal Grande a Venezia senza una licenza valida. L'autorizzazione, rilasciata da un altro Comune, era infatti scaduta al momento del controllo. La Suprema Corte ha chiarito che il Comune di Venezia ha il pieno potere di controllare la regolarità dei titoli di viaggio nelle proprie acque. Inoltre, la semplice richiesta di vidimazione annuale non equivale al rinnovo quinquennale della licenza. Di conseguenza, l'esercizio dell'attività in assenza di un titolo valido è illegittimo, rendendo inammissibili le contestazioni basate sulle norme europee di concorrenza, poiché la decisione si fonda esclusivamente sulla scadenza del titolo abilitativo.
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Scrutinio delle schede elettorali: vietato accantonare i voti
Il Presidente di un seggio elettorale è stato condannato per aver accantonato alcune schede anomale durante lo scrutinio delle schede elettorali, rimandandone la valutazione alla fine delle operazioni. La difesa sosteneva che nei piccoli comuni tale condotta fosse lecita per via di procedure semplificate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che lo scrutinio delle schede elettorali deve avvenire senza interruzioni e che l'accantonamento è sempre vietato in ogni comune. Tale condotta configura un reato di pericolo volto a prevenire brogli elettorali. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali.
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Vidimazione licenza taxi: scontro tra Comune e tassista
Un tassista ha impugnato quarantaquattro verbali per transito non autorizzato sulle corsie preferenziali. Il Comune riteneva la licenza scaduta, calcolando il termine di cinque anni dalla prima emissione storica del titolo. Il tassista sosteneva invece che, in caso di trasferimento, il termine per la vidimazione licenza taxi decorresse dalla data del trasferimento autorizzato dall'ente. La Corte di Cassazione, rilevando la novità e la complessità della questione, ha deciso di non definire subito il giudizio in camera di consiglio. Con questa ordinanza interlocutoria, i giudici hanno rinviato la causa alla pubblica udienza per un esame più approfondito sulla decorrenza dei termini e sulla sussistenza della buona fede del lavoratore.
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Ricorso personale in Cassazione: il rischio del fai da te penale
Il Ricorrente ha presentato personalmente un ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte di Appello. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso poiché, in base alle riforme introdotte nel 2017, l'atto di ricorso non può essere presentato personalmente dall'imputato ma deve essere redatto e sottoscritto da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Non rileva il fatto che la firma del Ricorrente sia stata autenticata dal difensore di fiducia, in quanto l'autenticazione ha una funzione diversa dalla redazione dell'atto. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Data certa: il valore del timbro postale nei contratti
Un istituto di credito ha impugnato il rigetto della propria domanda di ammissione al passivo fallimentare, basata su saldi debitori di conti correnti. Il Tribunale aveva negato il credito ritenendo che i contratti non avessero data certa anteriore al fallimento, ignorando la presenza di timbri postali sui documenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il timbro postale apposto su un documento che forma un corpo unico con il contratto conferisce la data certa necessaria ai sensi dell'art. 2704 c.c., rendendo il credito opponibile alla procedura concorsuale.
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Omessa dichiarazione: valore delle note di credito
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imprenditore condannato per omessa dichiarazione fiscale. La condanna si basava su accertamenti induttivi dell'Agenzia delle Entrate che non tenevano conto di alcune note di credito prodotte dalla difesa. I giudici di merito avevano rigettato tali documenti perché privi di vidimazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza, rilevando che la legge non impone la vidimazione per le note di credito e che il giudice penale non può ignorare prove documentali basandosi su requisiti formali inesistenti.
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Assicurazione crediti: prova consegna e validità polizza
Una compagnia assicuratrice ha contestato l'obbligo di indennizzo per un'operazione di esportazione internazionale. La Cassazione ha stabilito che le fatture commerciali non provano da sole la consegna della merce se prive di vidimazione doganale. La Corte ha inoltre rilevato l'omesso esame di eccezioni fondamentali riguardanti i limiti di copertura e la scadenza temporale della polizza per l'assicurazione crediti.
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Autorizzazione NCC: confisca se la licenza è scaduta
Una società di trasporto acqueo (NCC) è stata sanzionata a Venezia per aver operato con un'autorizzazione non rinnovata, rilasciata da un altro comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'esercizio dell'attività in assenza di un titolo abilitativo valido giustifica pienamente la sanzione pecuniaria e la confisca obbligatoria del natante. La decisione chiarisce che il punto centrale è la mancanza di una valida autorizzazione NCC, non la competenza territoriale del comune che l'ha rilasciata.
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Vidimazione licenza taxi: da quando decorre?
Un tassista impugna 44 multe per accesso in ZTL con licenza ritenuta scaduta. La Cassazione chiarisce che la vidimazione licenza taxi decorre dalla data di cessione al nuovo titolare, non dal primo rilascio, annullando le sanzioni.
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Rimborso accise: prova documentale e onere della prova
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una società al rimborso delle accise su beni esportati, nonostante errori formali nella dichiarazione. La decisione si fonda sulla presentazione di prove documentali sufficienti, come fatture e documenti di trasporto timbrati dalle autorità doganali, che il giudice di merito ha correttamente ritenuto idonee. Il ricorso dell'amministrazione finanziaria, che contestava la validità di tali prove e sollevava questioni nuove, è stato dichiarato inammissibile.
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Notifica avvocato: quando è nulla e come sanarla
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro un Comune. La notifica dell'atto, eseguita direttamente dal legale della società, è stata dichiarata nulla perché priva della necessaria vidimazione preventiva del Consiglio dell'Ordine. Poiché il Comune non si è costituito in giudizio, la nullità non è stata sanata. La Corte ha quindi ordinato la rinnovazione della notifica avvocato, concedendo un termine per correggere l'errore procedurale e consentire al processo di proseguire.
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