La Corte di Cassazione, con ordinanza del 26/09/2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: la valutazione delle prove, come le intercettazioni, spetta esclusivamente ai giudici di merito. Il ricorso è stato respinto perché le critiche sollevate dall'imputato miravano a una nuova analisi dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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