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Utilizzabilità

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28 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Utilizzabilità prove digitali: la Cassazione decide
Una guardia giurata, condannata per incendio, ha impugnato la sentenza contestando l'utilizzabilità delle prove digitali (filmati di sorveglianza e dati GPS) usate per incriminarla. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tali elementi non sono 'dati informatici' che richiedono procedure speciali, ma 'documenti' pienamente utilizzabili ai sensi del codice di procedura penale, confermando così la condanna.
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Dichiarazioni coimputato: limiti di utilizzabilità
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per ricettazione, stabilendo l'inutilizzabilità delle dichiarazioni del coimputato rese in un altro procedimento senza le garanzie difensive. La sentenza chiarisce che la qualifica di 'indagato' va valutata in senso sostanziale e non meramente formale, ribadendo i limiti probatori di tali testimonianze. Per l'altro imputato, il cui ricorso era basato su censure di merito, la condanna è stata invece confermata.
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Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato in custodia cautelare per associazione finalizzata al narcotraffico. Il caso si centrava sulla contestata utilizzabilità chat criptate acquisite da autorità francesi tramite Ordine Europeo di Indagine. La Corte ha confermato che tali prove sono utilizzabili in Italia se si procede per reati che prevedono l'arresto obbligatorio in flagranza, a prescindere dal reato per cui le intercettazioni erano state originariamente disposte all'estero. Ha inoltre ribadito la presunzione di legittimità degli atti compiuti da autorità estere, ponendo a carico della difesa l'onere di provare specifiche violazioni dei diritti fondamentali.
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Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.). La difesa contestava l'utilizzabilità delle chat criptate ottenute tramite Ordine di Indagine Europeo. La Suprema Corte ha confermato la legittimità dell'acquisizione di tali prove, basandosi sul principio di presunzione di legittimità degli atti compiuti all'estero e sulla necessità di una valutazione complessiva degli indizi. La sentenza solidifica l'orientamento giurisprudenziale favorevole all'uso di comunicazioni criptate nei procedimenti penali.
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Utilizzabilità intercettazioni Sky-Ecc: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato, confermando la misura della custodia cautelare in carcere per reati di associazione mafiosa e narcotraffico. La sentenza stabilisce la piena utilizzabilità delle intercettazioni Sky-Ecc ottenute tramite cooperazione giudiziaria internazionale con le autorità francesi. La Corte ha ritenuto infondate le censure difensive relative all'impossibilità di analizzare l'algoritmo di decriptazione e ha ribadito che, nei reati di mafia, il mero decorso del tempo ("tempo silente") non è sufficiente a escludere le esigenze cautelari.
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Utilizzabilità intercettazioni: i limiti tra procedimenti
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del PM, confermando l'inutilizzabilità di intercettazioni disposte in un'indagine per mafia in un separato procedimento per corruzione. La Corte ha stabilito che, in assenza di una connessione sostanziale tra i reati, l'utilizzabilità delle intercettazioni è preclusa, proteggendo la segretezza delle comunicazioni da un uso indiscriminato.
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Chat criptate: utilizzabilità prove da server esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due indagati per reati legati alle armi, la cui accusa si basava su chat criptate ottenute da autorità francesi. La difesa contestava l'utilizzabilità di tali prove, sostenendo violazioni procedurali e dei diritti fondamentali. La Corte, richiamando le recenti sentenze delle Sezioni Unite, ha confermato che le chat criptate, acquisite tramite Ordine Europeo di Indagine, sono prove pienamente utilizzabili. Ha inoltre stabilito che spetta alla difesa l'onere di dimostrare una concreta violazione dei diritti fondamentali, applicando un principio di presunzione di legittimità dell'operato delle autorità giudiziarie estere.
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Agevolazioni prima casa: quando è immobile di lusso?
Due acquirenti si vedono revocare le agevolazioni prima casa perché l'Agenzia delle Entrate qualifica l'immobile come 'di lusso' a causa della superficie superiore a 240 mq, includendo nel calcolo dei vani seminterrati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei contribuenti, stabilendo che ai fini del beneficio fiscale conta l'effettiva 'utilizzabilità' degli ambienti e non la loro qualificazione catastale o il certificato di abitabilità. Se un locale è di fatto utilizzabile, la sua superficie concorre a determinare il carattere lussuoso dell'immobile, facendo perdere il diritto alle agevolazioni prima casa.
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