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Usucapione — Anno 2025

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295 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Usucapione

Provvedimenti

Truffa immobiliare: vendita con finta usucapione
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per truffa immobiliare a carico di un soggetto che aveva venduto un terreno, di cui non era proprietario, millantando di averlo acquisito per usucapione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha stabilito che la falsa dichiarazione di usucapione costituisce un'allegazione artificiosa che integra il reato.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che imponeva una demolizione, chiarendo che le distanze tra costruzioni si misurano tra i fabbricati e non dal confine. La Corte ha anche ribadito che la contestazione della titolarità del diritto è sempre ammissibile e che non si possono usare presunzioni per le distanze legali degli alberi.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una complessa disputa tra vicini riguardante la distanza legale degli alberi e l'usucapione di una servitù giunge fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della pronuncia finale, i ricorrenti presentano una rinuncia all'impugnazione, accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio, ponendo fine al contenzioso e compensando integralmente le spese legali tra le parti.
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Distanze legali: quando una strada privata le annulla
Un proprietario ha citato in giudizio il vicino per aver costruito un edificio senza rispettare le distanze legali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. Il motivo è la presenza, tra le due proprietà, di una strada privata ma gravata da servitù di uso pubblico. Secondo la Corte, l'effettiva destinazione della strada al transito pubblico è il fattore decisivo che fa venire meno l'obbligo di rispettare le distanze legali tra costruzioni, rendendo irrilevante la proprietà formale della via.
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Interversione del possesso: prova e usucapione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11972/2025, ha rigettato il ricorso di un soggetto che rivendicava l'usucapione di un immobile. La Corte ha stabilito che per dimostrare l'interversione del possesso non è sufficiente il semplice rifiuto di restituire il bene. È necessario provare con atti inequivocabili la volontà di possedere l'immobile come se si fosse il proprietario. Nel caso di specie, il fatto che i proprietari avessero ancora le chiavi e avessero avuto accesso all'immobile, unitamente alla continuazione dei pagamenti da parte del detentore, ha escluso la sussistenza di un possesso utile all'usucapione.
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Usucapione parcheggio: no se il possesso è saltuario
Un acquirente di un terreno agisce in giudizio per ottenerne la restituzione da parte di terzi che lo utilizzavano come parcheggio. Questi ultimi si oppongono, sostenendo di averlo acquisito per usucapione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, respinge il ricorso. La Corte chiarisce che l'uso occasionale di un'area per parcheggiare o depositare materiali, senza un controllo esclusivo e continuo, non configura il possesso 'uti domini' necessario per l'usucapione del parcheggio.
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Usucapione immobile: la prova del possesso è decisiva
Un privato cittadino ha ottenuto il riconoscimento della proprietà di un bene per usucapione immobile contro un istituto diocesano. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, respingendo il ricorso dell'istituto. La Suprema Corte ha chiarito che, ai fini dell'usucapione, la prova di un possesso continuato per oltre vent'anni è l'elemento cruciale, e ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso basati su una mescolanza di censure e sulla richiesta di un riesame dei fatti.
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Interruzione usucapione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11983/2025, ha rigettato il ricorso di un proprietario che rivendicava l'usucapione di un'area cortilizia. Il punto centrale della decisione riguarda l'efficacia interruttiva di un'azione possessoria precedentemente intentata. La Corte ha stabilito che tale azione, volta a ottenere lo sgombero dell'intera area, è idonea a causare l'interruzione usucapione su tutto il bene conteso, e non solo sulle porzioni materialmente occupate da manufatti specifici. La sentenza conferma che l'interpretazione del contenuto e della portata di una domanda giudiziale è di competenza del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se non per vizi di motivazione.
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Contratto preliminare: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che chi acquista un box auto con un contratto preliminare, pur pagando l'intero prezzo e ricevendone la disponibilità, non ne diventa proprietario per usucapione. La Corte ha chiarito che tale rapporto configura una detenzione e non un possesso utile all'usucapione, a meno di un atto formale di interversione. Inoltre, è stato ribadito che il vincolo di destinazione a parcheggio non rende il bene impignorabile, limitandosi a garantire un diritto reale d'uso agli aventi diritto.
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Collazione per imputazione: il prelevamento degli eredi
In una disputa ereditaria tra fratelli, la Cassazione chiarisce le regole della collazione per imputazione. Se un erede ha ricevuto donazioni, gli altri coeredi hanno diritto di prelevare beni di pari valore dalla massa ereditaria, stimati all'apertura della successione, prima di procedere alla divisione. La Corte d'Appello aveva errato, omettendo di disporre tale prelevamento e violando la parità di trattamento tra eredi. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Cessione gratuita terreno: quando è valida senza atto?
Una cittadina rivendica l'usucapione di un'area a seguito di una cessione gratuita terreno al Comune, effettuata per ottenere un permesso di costruire. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, chiarendo che tale cessione costituisce un accordo di natura pubblicistica valido senza un'accettazione formale. Le successive richieste della cittadina di riacquistare il bene hanno inoltre dimostrato il riconoscimento della proprietà comunale, escludendo l'intenzione di possedere come proprietaria, requisito fondamentale per l'usucapione.
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Distanze legali: quando la sopraelevazione è nuova?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12306/2025, ha chiarito la distinzione tra ristrutturazione e nuova costruzione ai fini del rispetto delle distanze legali. Un intervento che modifica sagoma e volumetria di un edificio, come una sopraelevazione con cambio di destinazione d'uso, è considerato nuova costruzione e deve rispettare le normative vigenti sulle distanze, anche se l'edificio preesisteva a quello del vicino. La Corte ha rigettato il ricorso di un proprietario, confermando la condanna al ripristino della situazione originaria.
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Possesso ad usucapionem: non basta usare il terreno
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, negando l'acquisto per usucapione di un terreno. Il semplice utilizzo di un'area altrui come parcheggio o la costruzione di opere precarie non costituisce un possesso ad usucapionem valido. Per l'usucapione, è necessario un comportamento che manifesti in modo inequivocabile la volontà di escludere il legittimo proprietario, come ad esempio la recinzione del fondo. Il ricorso è stato rigettato.
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Querela di falso: quando è inammissibile? La Cassazione
Una donna ha presentato una querela di falso contro un testamento, una donazione e una procura per ribaltare due sentenze definitive a lei sfavorevoli in una disputa immobiliare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la falsità di un atto processuale, come la procura, non rientra nei motivi di revocazione citati dalla ricorrente (art. 395, n. 2, c.p.c.). L'inammissibilità di questo punto chiave ha reso irrilevanti gli altri motivi del ricorso, consolidando la definitività delle precedenti sentenze.
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Presunzione di comunione: quando vale per le aree comuni
Una controversia sulla proprietà di un terreno e un lastrico solare. La Cassazione conferma che vige la presunzione di comunione ex art. 1117 c.c., a meno che un atto non lo escluda esplicitamente. Il ricorso è rigettato perché l'atto di divisione del 1967 non era sufficiente a superare tale presunzione.
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Sospensione del processo: quando è inammissibile?
Una proprietaria avvia una causa per usucapione di aree condominiali, ma il suo ricorso viene respinto in primo e secondo grado. In Cassazione, chiede la sospensione del processo in attesa della definizione di un'altra causa sulla stessa area. La Corte Suprema rigetta il ricorso, chiarendo che la sospensione del processo è prevista per questioni pregiudiziali diverse, non per cause identiche, per le quali esistono altri istituti come la riunione o la litispendenza.
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Prova usucapione: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società di costruzioni ha rivendicato la proprietà di alcuni locali sotterranei per usucapione, sostenendo di averli posseduti per oltre vent'anni. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, giudicando insufficiente la prova usucapione a causa di evidenze che suggerivano uno stato di abbandono e accessibilità a terzi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il suo ruolo non è rivalutare le prove, ma verificare la corretta applicazione della legge. Il ricorso è stato quindi definitivamente respinto.
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Usucapione servitù di veduta: la prova decisiva
In un caso di violazione delle distanze legali, una parte ha invocato l'usucapione della servitù di veduta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava l'usucapione per mancanza di una prova certa sulla data di inizio del possesso ventennale. L'ordinanza ribadisce che la valutazione delle testimonianze spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità.
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Servitù coattiva fondo non intercluso: i requisiti
Una società, Società Alfa, ha impugnato una decisione che concedeva una servitù coattiva di passaggio a una proprietà industriale vicina, Società Beta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la Corte d'Appello aveva errato nel concedere la servitù coattiva fondo non intercluso senza prima verificare il requisito fondamentale: l'impossibilità di ampliare l'accesso esistente, anche se inadeguato. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Azione di rivendicazione: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante un'azione di rivendicazione. Il tentativo di ottenere un riesame delle prove testimoniali e la mancata trascrizione delle stesse violano i limiti del giudizio di legittimità. La Corte ribadisce che non può rivalutare il merito della causa.
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