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Uso Personale Stupefacenti

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46 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Uso personale stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di quasi 100 grammi di hashish. La difesa sosteneva l'uso personale stupefacenti, ma per i giudici la quantità detenuta è un indizio decisivo della finalità di spaccio, confermando che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente.
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Uso personale stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di hashish ai fini di spaccio. La Corte ha stabilito che la distinzione con l'uso personale stupefacenti si basa su indizi concreti (come la presenza di cellophane e un coltello) e che il ricorso non può chiedere una nuova valutazione dei fatti, ma solo contestare l'applicazione della legge.
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Uso personale stupefacenti: quando si esclude?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di hashish ai fini di spaccio, il quale sosteneva che la sostanza fosse per uso personale. La Corte ha ribadito che la valutazione non può basarsi solo sulla quantità, ma deve considerare tutte le circostanze. In questo caso, una precedente cessione di cocaina, il ritrovamento di materiale per il confezionamento e la divisibilità della sostanza in 21 dosi sono stati ritenuti prove sufficienti a escludere l'ipotesi di uso personale stupefacenti e a confermare l'intento di spaccio.
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Uso personale stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, il quale sosteneva che la droga fosse per uso personale. La Corte ha stabilito che la valutazione degli elementi di prova, come la quantità di droga (85 grammi di hashish), la presenza di un bilancino di precisione e le dichiarazioni contraddittorie, spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione della sentenza impugnata è logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Uso personale stupefacenti: quando il ricorso è out
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. Le motivazioni, basate su quantità, varietà delle sostanze e presenza di bilancini, sono state ritenute sufficienti per escludere l'uso personale stupefacenti e il ricorso è stato giudicato un mero tentativo di rivalutare i fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Uso personale stupefacenti: indizi e spaccio
Un soggetto, condannato per spaccio di lieve entità, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la droga fosse per uso personale stupefacenti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la presenza di sostanze già divise in dosi (marijuana e hashish), due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento costituiscono un quadro indiziario sufficiente a dimostrare la finalità di spaccio. La valutazione di tali elementi è di competenza del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente.
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Uso personale stupefacenti: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di spaccio di lieve entità. La difesa, incentrata sull'uso personale stupefacenti, è stata respinta poiché il notevole quantitativo e la diversa tipologia delle sostanze sequestrate sono stati ritenuti prove sufficienti a dimostrare l'intento di cessione a terzi, confermando la logicità della sentenza d'appello.
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Uso personale stupefacenti: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La difesa sosteneva la tesi dell'uso personale stupefacenti, ma il ricorso è stato giudicato generico e manifestamente infondato. La Corte ha confermato la validità della sentenza di merito, basata su elementi oggettivi come quantità, confezionamento della droga e possesso di denaro contante, che smentivano la versione dell'imputato.
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Uso personale stupefacenti: quando scatta lo spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio. Sebbene la detenzione di 600 dosi di cannabis non basti da sola, la presenza di un bilancino di precisione e una situazione economica precaria sono stati ritenuti indizi sufficienti a escludere l'ipotesi dell'uso personale stupefacenti, confermando che la prova deve essere valutata globalmente.
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Uso personale stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 8 gennaio 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva l'uso personale stupefacenti, ma la Corte ha confermato che l'ingente quantitativo (oltre 400 grammi di marijuana) e le condizioni personali precarie dell'imputato erano elementi sufficienti a provare la destinazione allo spaccio, escludendo la possibilità di una rivalutazione dei fatti in sede di legittimità.
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Uso Personale Stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva l'uso personale stupefacenti, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, basata su indizi quali l'ingente quantitativo (668 dosi), la deperibilità della sostanza e il possesso di un bilancino di precisione, ritenuti elementi indicativi della destinazione allo spaccio.
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Uso personale stupefacenti: i criteri distintivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la detenzione di 17 grammi di hashish. La distinzione tra uso personale stupefacenti e spaccio è stata centrale. La Corte ha ribadito che un quantitativo elevato (81 dosi), il possesso di strumenti per il confezionamento e le modalità di conservazione sono elementi sufficienti a escludere l'uso personale e a configurare il reato di detenzione ai fini di spaccio, seppur di lieve entità.
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Uso personale stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per spaccio di lieve entità. La difesa sosteneva la tesi dell'uso personale stupefacenti, ma la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito. Una serie di indizi, tra cui il possesso di droghe diverse (ketamina ed ecstasy) già suddivise in dosi, una cospicua somma di denaro contante e precedenti specifici, sono stati considerati sufficienti a escludere l'uso personale e a configurare l'ipotesi dello spaccio.
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Uso Personale Stupefacenti: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo trovato in possesso di diverse sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito, escludendo l'ipotesi di Uso Personale Stupefacenti sulla base di tre indizi chiave: l'eterogeneità delle droghe (hashish e cocaina-crack), la quantità significativa e la sproporzione tra il valore delle sostanze e la condizione economica dell'imputato, un extracomunitario senza reddito e fissa dimora. Questi elementi, valutati complessivamente, sono stati ritenuti indicativi di un'attività di spaccio.
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Uso personale stupefacenti: quando il ricorso è nullo
Un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti presenta ricorso in Cassazione, sostenendo che la sostanza fosse per uso personale stupefacenti. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, poiché i motivi erano generici e già respinti in appello. La documentazione sulla tossicodipendenza è stata ritenuta irrilevante di fronte a prove che indicavano una destinazione illecita della droga, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Uso personale stupefacenti: il ricorso inammissibile
Un soggetto, condannato per detenzione di nandrolone, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che si trattasse di uso personale stupefacenti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché basato su mere contestazioni dei fatti (quantità e circostanze), non consentite nel giudizio di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Uso personale stupefacenti: i criteri per il reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per detenzione di stupefacenti. La decisione sottolinea come la distinzione tra uso personale stupefacenti e spaccio si basi su elementi oggettivi, quali la quantità della sostanza (100 grammi), il numero di dosi ricavabili (oltre 100) e le modalità di confezionamento, considerati indici chiari della destinazione alla vendita.
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Uso personale stupefacenti: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo trovato in possesso di cinque dosi di cocaina. La Corte ha escluso l'ipotesi di uso personale stupefacenti basandosi su elementi indiziari come il tentativo di fuga, il confezionamento delle dosi e i precedenti specifici dell'imputato, che era già sottoposto a una misura cautelare. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Uso personale stupefacenti: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di 45g di hashish. La difesa sosteneva si trattasse di uso personale stupefacenti, ma i giudici hanno confermato la condanna, valorizzando una serie di indizi complessivi: la quantità, la suddivisione della sostanza, le condizioni personali dell'imputato e la mancanza di prove a sostegno della sua versione. La Corte ha ribadito che un ricorso non può limitarsi a ripetere le argomentazioni già respinte in appello.
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Uso personale stupefacenti: i criteri del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti. La decisione ribadisce che per distinguere l'uso personale stupefacenti dalla destinazione a terzi, il giudice deve valutare non solo la quantità della droga, ma un insieme di elementi come le modalità di confezionamento, la situazione economica dell'imputato e le circostanze dell'azione. In questo caso, tali elementi concorrevano a escludere la finalità meramente personale.
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