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Tutela Reale

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46 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Impugnazione delibera fondo: sì alla tutela reale
Un investitore ha contestato una delibera dell'assemblea di un fondo di investimento che modificava il regolamento. La Corte d'Appello aveva negato il suo diritto di agire, considerandolo un semplice creditore. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'investitore ha piena legittimazione all'impugnazione della delibera del fondo. La Suprema Corte ha stabilito che negare questo diritto svuoterebbe di significato l'esistenza stessa dell'assemblea degli investitori, un organo previsto per legge. Pertanto, l'investitore può chiedere l'annullamento della delibera, esercitando una tutela reale e non solo contrattuale.
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Requisito dimensionale: onere della prova e difese
Un autista è stato licenziato e ha impugnato la decisione, chiedendo la reintegrazione. L'azienda si è difesa sostenendo di non raggiungere il requisito dimensionale per l'applicazione di tale tutela. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere di provare la mancanza del requisito dimensionale spetta al datore di lavoro. L'argomentazione del lavoratore, volta a includere nel calcolo i dipendenti somministrati, è una legittima difesa non soggetta a preclusioni processuali e deve essere valutata nel merito. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Procedimento disciplinare autoferrotranvieri: le regole
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del licenziamento di un dipendente di un'azienda di trasporti, ribadendo la piena vigenza dello speciale procedimento disciplinare autoferrotranvieri previsto dal R.D. n. 148/1931. La mancata applicazione di questa procedura, più garantista per il lavoratore rispetto a quella generale, costituisce una violazione di norme imperative che comporta la tutela reintegratoria piena.
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Licenziamento sproporzionato: no alla reintegra
Un lavoratore, licenziato per aver insultato un collega, si è visto riconoscere l'illegittimità del licenziamento per sproporzione. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito di concedergli solo un'indennità economica e non la reintegrazione nel posto di lavoro. La sentenza chiarisce che la reintegra è prevista solo in casi specifici, come l'insussistenza del fatto contestato o una previsione esplicita del contratto collettivo, e non automaticamente quando un licenziamento viene giudicato sproporzionato.
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Revoca amministratore società partecipata: il caso
La Corte di Cassazione chiarisce le regole per la revoca dell'amministratore di una società partecipata. Un amministratore, revocato per giusta causa senza una preventiva contestazione formale degli addebiti prevista dal contratto, si è rivolto al giudice. La Corte di Appello aveva dichiarato la revoca illegittima, riconoscendo un risarcimento. La Cassazione, pur confermando l'illegittimità della revoca per la violazione della clausola contrattuale, ha stabilito che la tutela applicabile non è quella 'reale' (reintegrazione) ma esclusivamente quella 'risarcitoria' (monetaria), rinviando il caso alla Corte d'Appello per la corretta quantificazione del danno.
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Licenziamento autoferrotranvieri: la procedura è sacra
Un'azienda di trasporto ha licenziato un dipendente senza seguire la procedura speciale che prevede il coinvolgimento del Consiglio di Disciplina. La Corte di Cassazione ha dichiarato nullo tale licenziamento, ordinando la reintegrazione del lavoratore. La sentenza ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente qualificato la violazione come un mero vizio formale meritevole solo di un indennizzo economico, sottolineando invece il carattere inderogabile e protettivo della procedura speciale per il licenziamento autoferrotranvieri.
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