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Tulps

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55 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Nulla osta apparecchi: la Cassazione e il diritto UE
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un importante principio in materia di giochi leciti. Ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, confermando che la richiesta di un 'nulla osta apparecchi' preventivo per la messa in esercizio di congegni da intrattenimento senza vincite in denaro è in contrasto con la normativa dell'Unione Europea. Secondo la Corte, tale requisito costituisce un'ingiustificata restrizione alla libertà di stabilimento e di prestazione di servizi. Tuttavia, la stessa ordinanza chiarisce che, una volta installati, gli apparecchi possono e devono essere soggetti a controlli da parte dello Stato per tutelare i consumatori e prevenire modifiche illegali volte a trasformarli in giochi d'azzardo.
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Autorizzazione scommesse: la Cassazione attende la CGUE
Un operatore del settore scommesse è stato multato per aver installato apparecchi di intrattenimento senza la necessaria autorizzazione scommesse. Il caso, giunto in Cassazione, è stato sospeso in attesa di una pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sulla compatibilità della normativa italiana in materia di licenze con i principi comunitari di libera prestazione dei servizi.
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Licenza scommesse e diritto UE: la Cassazione attende
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria sospendendo un procedimento relativo a una sanzione amministrativa per esercizio di attività di scommesse senza la prescritta licenza di pubblica sicurezza. La decisione è stata presa in attesa che la Corte di Giustizia dell'Unione Europea si pronunci su una questione pregiudiziale simile, sollevata dalla giustizia amministrativa siciliana, riguardante la compatibilità della normativa nazionale sulla licenza scommesse con i principi europei di libertà di stabilimento e prestazione di servizi.
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Licenza scommesse: Cassazione e TULPS su macchine
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione di 45.000 euro a un esercente per aver installato apparecchi da intrattenimento senza l'adeguata licenza scommesse. La sentenza chiarisce che, se in un locale si effettua anche la raccolta di scommesse, la licenza ex art. 86 TULPS non è sufficiente, essendo invece necessaria quella più restrittiva prevista dall'art. 88 TULPS. La Corte ha rigettato i motivi del ricorrente basati sulla presunta buona fede e sulla violazione del diritto europeo, ribadendo la necessità di controlli di polizia più stringenti per tali attività.
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Licenza scommesse: Cassazione e autorizzazioni TULPS
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa a un'operatrice per l'installazione di apparecchi da gioco senza la specifica licenza scommesse prevista dall'art. 88 TULPS. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'operatore che invoca il diritto dell'Unione Europea per giustificare la mancanza del titolo deve fornire la prova rigorosa di essere stato discriminato nell'accesso alle concessioni. È stata inoltre esclusa la buona fede, poiché l'operatrice era consapevole della necessità dell'autorizzazione.
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Licenza scommesse: quando è obbligatoria per VLT?
Una società che gestiva un centro scommesse è stata multata per aver installato apparecchi da intrattenimento (VLT) senza la specifica licenza scommesse richiesta dall'art. 88 TULPS. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo che l'onere di dimostrare un'eventuale esclusione discriminatoria dalle gare pubbliche, che potrebbe giustificare la mancanza della licenza, spetta all'operatore. La Corte ha inoltre stabilito che il principio della retroattività della sanzione più favorevole non si applica a questa tipologia di illecito amministrativo.
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Compro Oro: la licenza non è reato penale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31122/2024, ha stabilito un'importante distinzione per gli operatori del settore Compro Oro. Esercitare l'attività senza la licenza del Questore, prevista dal TULPS, non costituisce più reato ma un semplice illecito amministrativo a seguito della depenalizzazione. Di conseguenza, viene a mancare il presupposto del 'fumus commissi delicti' per un sequestro penale su questa base. Tuttavia, la Corte ha confermato che l'omessa iscrizione nell'apposito registro degli operatori (O.A.M.), come richiesto dal D.Lgs. 92/2017, rimane un reato a tutti gli effetti, giustificando il mantenimento delle misure cautelari per questa specifica violazione.
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Confisca armi: obbligatoria anche con l’oblazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca armi è una misura obbligatoria anche quando il reato di omessa denuncia di trasferimento viene estinto tramite oblazione. Il caso riguardava un cittadino che, dopo aver trasferito le proprie armi legalmente detenute in una nuova residenza, non aveva comunicato il cambio di indirizzo all'autorità entro 72 ore. Sebbene il reato sia stato estinto pagando una somma di denaro, la Suprema Corte ha annullato la precedente sentenza che ometteva la confisca, sottolineando la natura preventiva della misura, volta a garantire la tracciabilità delle armi e la sicurezza pubblica.
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Confisca armi obbligatoria: anche con oblazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca di un'arma è obbligatoria anche quando il reato contestato, come l'omessa denuncia di trasferimento, viene estinto tramite oblazione. La sentenza annulla una decisione di primo grado che aveva omesso di disporre la confisca, ribadendo che tale misura è imposta dalla legge (art. 6, L. 152/1975) purché sia accertata la sussistenza del reato e la sua attribuibilità all'imputato, anche in assenza di una condanna formale.
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Concorso di reati: ricettazione e armi, la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione e detenzione illegale di giubbotti antiproiettile. La sentenza chiarisce che non sussiste un concorso di reati apparente tra le due fattispecie, poiché tutelano beni giuridici diversi (patrimonio e sicurezza pubblica). Viene inoltre respinta l'eccezione di nullità per legittimo impedimento, poiché lo stato di detenzione dell'imputato non era stato comunicato al giudice del processo.
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Scommesse illegali: la Cassazione conferma la condanna
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un intermediario di scommesse illegali per un bookmaker estero. La Corte ribadisce che l'assenza di concessione e licenza integra il reato, a meno che non si provi una discriminazione nell'accesso alle gare. La raccolta diretta di scommesse aggrava la posizione dell'imputato.
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Licenza scommesse: Cassazione e competenza sezionale
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta un caso relativo a una sanzione amministrativa per esercizio di attività di scommesse senza la necessaria licenza. Un esercente, multato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, aveva ottenuto l'annullamento della sanzione in appello. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, prima di decidere nel merito, ha rilevato una questione di competenza interna, rinviando il ricorso alla Seconda Sezione Civile, specializzata in materia di sanzioni amministrative, per la decisione finale sulla legittimità della sanzione legata alla licenza scommesse.
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Ricorso inammissibile penale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso penale. L'appello è stato giudicato meramente riproduttivo di censure già respinte, relative alla mancanza di autorizzazioni di polizia. La Corte ha sottolineato come la censura sulla mancanza dell'elemento psicologico fosse generica, confermando l'onere di conoscenza della normativa in capo all'esercente. Questo ha portato alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda. Il caso evidenzia l'importanza di presentare motivi di ricorso nuovi e specifici, evitando la semplice ripetizione di argomenti già esaminati, per evitare una dichiarazione di ricorso inammissibile penale.
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Raccolta scommesse e onere della prova: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma una condanna per raccolta scommesse illecita, rigettando il ricorso di un gestore di un centro affiliato a un operatore estero. La sentenza stabilisce che l'onere di provare la discriminazione da parte dello Stato, che avrebbe impedito di ottenere la licenza, spetta alla difesa e non può essere solo genericamente affermato. Viene inoltre esclusa la buona fede dell'imputato, poiché era consapevole che il suo centro non rientrava in alcuna procedura di regolarizzazione.
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Agenzia scommesse senza licenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione nei confronti del gestore di una agenzia scommesse senza licenza. La Corte ha stabilito che la discriminazione subita dal bookmaker straniero nelle gare per le concessioni non giustifica l'operatività senza autorizzazione, qualora lo stesso bookmaker non abbia aderito alle procedure di regolarizzazione (sanatoria) offerte dalla legge italiana. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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