Un addetto alla sicurezza di un locale notturno viene condannato per lesioni e minacce ai danni di due clienti. L'imputato ricorre in Cassazione contestando la ricostruzione dei fatti e l'attendibilità dei testimoni. In particolare, lamenta il mancato riconoscimento fisico durante il processo, nonostante la precedente individuazione fotografica effettuata nelle indagini preliminari. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che l'individuazione fotografica costituisce una prova atipica pienamente valida se ritenuta attendibile. Inoltre, la Cassazione non può rivalutare il merito delle prove o la credibilità dei testimoni, compiti esclusivi dei giudici precedenti. Di conseguenza, l'imputato perde la causa, la condanna a quattro mesi di reclusione diventa definitiva e viene condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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