La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione inflitta a un individuo per concorso nella detenzione di un'arma da guerra e munizioni. L'imputato aveva confezionato un pacco contenente l'arsenale, affidandolo a un corriere ignaro. La responsabilità penale è emersa grazie al rilevamento di impronte digitali all'interno del plico e ai dati di localizzazione delle celle telefoniche. La Suprema Corte ha affrontato la questione riguardante la piena utilizzabilità dei tabulati telefonici acquisiti dal pubblico ministero secondo la disciplina transitoria, rilevando la presenza di solidi riscontri esterni rappresentati dalla perizia dattiloscopica con oltre sedici punti di corrispondenza. Di conseguenza, i giudici hanno respinto l'impugnazione, convalidando definitivamente la sanzione.
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