L'Imputato ha aggredito la sua ex fidanzata trascinandola con forza fuori dalla propria auto e facendola cadere a terra. Durante l'aggressione, l'uomo le ha sottratto il cellulare per trarne profitto. Poco dopo, si è recato presso la casa della donna prendendo a calci la porta d'ingresso fino all'arrivo decisivo dei Carabinieri. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di rapina e tentata violazione di domicilio. I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso dell'uomo, ribadendo che in sede di legittimità non si possono rivalutare le prove già esaminate nei gradi precedenti. Sono state escluse sia la tesi del consenso della vittima, vista la violenza subita, sia l'ipotesi di essersi fatto giustizia da solo. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del processo e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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