La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 39003/2024, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso per usura. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare le prove e i fatti, ma di controllare la corretta applicazione della legge. Il ricorso, che contestava la valutazione delle prove (perizie, testimonianze e documenti) effettuata dalla Corte d'Appello, è stato rigettato in quanto rappresentava un tentativo di ottenere un nuovo giudizio di merito, non consentito in sede di legittimità. Di conseguenza, è stata confermata l'inammissibilità del ricorso usura e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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