La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due persone accusate di associazione a delinquere immigrazione clandestina. L'organizzazione criminale gestiva, a scopo di lucro, il trasferimento di migranti dall'Italia verso il Nord Europa. Uno degli imputati operava da un centro di accoglienza, l'altro si occupava della logistica dei trasporti. I due avevano presentato ricorso sostenendo un'errata valutazione delle prove, in particolare delle intercettazioni telefoniche. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, stabilendo che i motivi presentati miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La condanna è quindi diventata definitiva.
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