Il Tribunale di Latina, in veste di giudice dell'esecuzione, ha respinto la richiesta di un condannato volta a ottenere il riconoscimento del reato continuato per reati commessi in quattro diverse sentenze, tra cui maltrattamenti, lesioni, rapina ed evasione. Il ricorrente sosteneva che la tossicodipendenza e la vicinanza temporale dimostrassero un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la tossicodipendenza non comporta in automatico il reato continuato. Per l'unificazione delle pene serve la prova di una pianificazione preventiva e dettagliata di tutti i reati fin dal primo momento. Nel caso specifico, la distanza temporale di tre anni tra i maltrattamenti e la natura estemporanea di evasioni e rapine escludono un progetto unitario. Il condannato perde il ricorso e deve pagare le spese.
Continua »