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Titolo Esecutivo

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1159 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ordine di demolizione: valido se altri decadono
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ordine di demolizione emesso con sentenza penale irrevocabile mantiene la sua piena efficacia anche qualora un diverso e successivo ordine, relativo allo stesso immobile ma per condotte illecite differenti, venga revocato per prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che ogni ordine di demolizione costituisce un titolo esecutivo autonomo e autosufficiente, la cui validità non è influenzata dall'esito di altri procedimenti.
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Effetto del giudicato: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni debitori contro un'esecuzione immobiliare. La decisione si fonda sull'effetto del giudicato, stabilendo che le questioni relative all'esistenza e all'ammontare del credito, già definite con una precedente sentenza passata in giudicato, non possono essere nuovamente contestate nel giudizio di opposizione all'esecuzione. La Corte ha confermato la validità dell'atto di ipoteca come titolo esecutivo e ha dichiarato inammissibili i motivi volti a ridiscutere l'onere della prova e le risultanze istruttorie del precedente processo.
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Compensazione esecutiva: no se da stesso titolo
Una società creditrice, cessionaria di un credito derivante da una sentenza, avvia un'esecuzione. Il debitore si oppone eccependo in compensazione un proprio credito, di importo maggiore, originato dalla medesima sentenza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31130/2023, ha stabilito che la compensazione in sede esecutiva non è ammissibile quando i crediti reciproci derivano dallo stesso titolo giudiziale che li ha considerati autonomi. Tale eccezione doveva essere sollevata nel giudizio di cognizione, impugnando la sentenza che non aveva operato la compensazione.
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Sospensione feriale termini: no in opposizione esecutiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo datore di ipoteca avverso un atto di precetto. Il motivo della decisione risiede nella tardività del ricorso, poiché nei giudizi di opposizione esecutiva non si applica la sospensione feriale dei termini. La sentenza impugnata era stata depositata il 10 marzo 2022 e il termine per ricorrere scadeva il 12 settembre 2022, ma l'atto è stato notificato solo l'11 ottobre 2022. La Corte ha ribadito un principio consolidato, sanzionando la parte ricorrente anche per lite temeraria.
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Opposizione esecuzione: quando è inammissibile?
Un debitore ha presentato un'opposizione esecuzione contro un decreto di trasferimento immobiliare, sostenendo l'invalidità del titolo esecutivo originale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: le contestazioni relative alla validità di un titolo esecutivo giudiziale devono essere sollevate nel giudizio in cui il titolo si è formato, non nella successiva fase esecutiva. Il ricorso è stato inoltre respinto per la sua genericità e la mancanza di specificità dei motivi.
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Nullità Tasso Euribor: la Cassazione rinvia il caso
Una società ha contestato un'azione esecutiva derivante da un mutuo, sostenendo la nullità del tasso Euribor a causa di manipolazioni di mercato. La Corte di Cassazione, riconoscendo la grande importanza giuridica della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare il caso a una pubblica udienza, in attesa di una decisione approfondita sul tema della nullità del tasso Euribor.
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Assegnazione beni: effetti del venir meno del titolo
Un soggetto ottiene quote societarie tramite l'assegnazione disposta in base a una sentenza provvisoriamente esecutiva e le trasferisce alla ex coniuge. Successivamente, la sentenza viene riformata e il titolo viene meno. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato che la caducazione del titolo esecutivo travolge retroattivamente anche i trasferimenti successivi a terzi, obbligando alla restituzione dei beni. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e qualificato come abuso del processo, con conseguente condanna per lite temeraria.
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Azione di accertamento negativo: tutela del debitore
Una società, destinataria di diffide accertative per crediti di lavoro divenute titoli esecutivi, ha agito in giudizio per far dichiarare l'inesistenza del debito prima di subire un'azione esecutiva. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30119/2023, ha stabilito che l'azione di accertamento negativo è ammissibile in questi casi. La Corte ha chiarito che, in assenza di altri rimedi esperibili, il debitore ha un interesse concreto e attuale a rimuovere lo stato di incertezza giuridica generato dalla presenza di un titolo esecutivo, senza dover attendere l'avvio dell'esecuzione forzata.
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Sospensione necessaria: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che disponeva la sospensione necessaria di un giudizio di divisione immobiliare. Il caso vedeva contrapposte due sorelle in una causa ereditaria. La Corte ha stabilito che la pendenza della causa sull'eredità non costituisce un rapporto di pregiudizialità tecnico-giuridica tale da giustificare lo stop del procedimento di divisione, avviato per soddisfare un credito verso il marito di una delle due. La sospensione è illegittima se il nesso tra le cause è solo logico e non strettamente giuridico.
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Rimborso forfettario spese generali tra avvocati
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina del rimborso forfettario spese generali. In una controversia tra due avvocati per il pagamento di compensi professionali, la Corte ha stabilito che tale rimborso, non essendo una conseguenza automatica della soccombenza ma una componente del compenso, deve essere oggetto di una domanda esplicita. In assenza di tale richiesta, il creditore non può pretenderlo in fase esecutiva, anche se il titolo giudiziale non ne fa menzione.
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Prescrizione pena: la notifica del cumulo è decisiva
Una persona condannata ha sollevato la questione della prescrizione pena per una condanna, sostenendo che l'atto di cumulo pene, che avrebbe dovuto interrompere i termini, non le era mai stato notificato. La Corte di Cassazione ha accolto questo specifico motivo di ricorso. Ha stabilito che, ai fini dell'interruzione della prescrizione, è necessario verificare l'effettiva e rituale notificazione del provvedimento di cumulo all'interessato. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso alla Corte d'Appello per effettuare tale accertamento.
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Pagamenti in corso di causa: la Cassazione chiarisce
Un committente, condannato in appello al pagamento dell'intero compenso a un architetto, ha ottenuto ragione in Cassazione. Durante la causa aveva già versato una somma cospicua, ma la Corte d'Appello non ne aveva tenuto conto nel dispositivo. La Suprema Corte ha stabilito un principio fondamentale: i pagamenti in corso di causa devono essere detratti e il titolo esecutivo può essere emesso solo per il debito residuo, correggendo la precedente decisione.
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Compenso CTU arbitrato: calcolo e contestazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28227/2023, ha stabilito che il compenso CTU in arbitrato deve essere calcolato analizzando la natura dei quesiti. Se le indagini sono autonome e distinte, va liquidato un compenso per ciascuna. La Corte ha inoltre chiarito che l'ordinanza di liquidazione degli arbitri, pur essendo titolo esecutivo, può sempre essere contestata in un successivo giudizio, non essendo vincolante per le parti l'autoliquidazione decisa dagli stessi arbitri.
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Giudicato e appello tardivo: prevale la decisione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26994/2023, ha affrontato un importante caso di giudicato e appello tardivo. Ha stabilito che una sentenza d'appello, anche se emessa su un'impugnazione presentata fuori termine, sostituisce integralmente e con effetto retroattivo la sentenza di primo grado. Di conseguenza, la pronuncia di primo grado perde la sua efficacia di titolo esecutivo, anche se formalmente passata in giudicato. La Corte ha chiarito che questo meccanismo, proprio dei rapporti 'verticali' tra gradi di giudizio, prevale sempre, rendendo la decisione del giudice superiore definitiva e intangibile se non ulteriormente impugnata.
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Recupero crediti Fondo Garanzia: è pubblico o privato?
La sentenza analizza un caso di recupero crediti del Fondo di Garanzia nei confronti dei fideiussori di un'impresa fallita. In riforma della decisione di primo grado, la Corte d'Appello ha stabilito che il credito del Fondo, sorto per surroga dopo aver pagato la banca, ha natura pubblicistica e non privata. Di conseguenza, per il suo recupero è legittima la procedura di riscossione coattiva tramite iscrizione a ruolo, senza la necessità di ottenere preventivamente un titolo esecutivo (es. decreto ingiuntivo).
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Precetto su decreto ingiuntivo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un debitore che si opponeva a un precetto su decreto ingiuntivo. Il debitore sosteneva che il precetto fosse illegittimo perché basato sulla sentenza di rigetto dell'opposizione e non sul decreto originario. La Corte ha stabilito che la Corte d'Appello aveva correttamente interpretato il precetto come fondato su entrambi gli atti, e che il ricorrente non aveva contestato adeguatamente questa interpretazione, rendendo il ricorso inammissibile.
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Opposizione all’esecuzione: comproprietà e casa coniugale
La Corte di Cassazione chiarisce che il coniuge comproprietario può presentare opposizione all'esecuzione per il rilascio dell'ex casa coniugale, anche se il provvedimento di assegnazione è stato revocato con sentenza definitiva. Il diritto di comproprietà è infatti un titolo di godimento autonomo e poziore, non precluso dal giudicato formatosi sulla revoca dell'assegnazione, la quale si basa su presupposti diversi (l'interesse dei figli).
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Riscossione sanzioni: legittima la delega a privati?
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità dell'affidamento da parte di un Comune a una società privata per la riscossione sanzioni amministrative, come le multe stradali, anche nei confronti di residenti all'estero. Nel caso esaminato, un'automobilista aveva impugnato una richiesta di pagamento per una violazione del Codice della Strada, contestando la legittimazione della società di riscossione e l'interruzione della prescrizione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la Pubblica Amministrazione può avvalersi di strumenti privatistici e che un atto di diffida inviato dalla società incaricata è idoneo a interrompere la prescrizione.
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Errore di fatto revocatorio: quando non è ammissibile
Un debitore ha impugnato per revocazione un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto revocatorio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la sua precedente decisione non si basava su una svista (la presunta esistenza di un atto di quietanza separato), ma su una valutazione giuridica del contratto di mutuo come titolo esecutivo idoneo a provare l'erogazione della somma. Il rimedio della revocazione non può essere usato per rimettere in discussione l'interpretazione del giudice.
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Giudicato esterno e opposizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opposizione a un'esecuzione forzata non può basarsi su un'eccezione di pagamento già esaminata e respinta in un precedente giudizio definitivo. Questo principio, noto come giudicato esterno, si applica anche se la sentenza originaria è stata successivamente revocata in appello, ma tale decisione di revoca non è ancora passata in giudicato. La Corte ha rigettato il ricorso dei debitori, confermando che il giudicato formatosi sulla questione del pagamento preclude la sua riproposizione in sede di opposizione all'esecuzione.
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