L'amministratore di una società, condannato in appello per omessa dichiarazione IVA, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, pur ritenendo infondati i motivi sulla determinazione dell'imposta e sul ruolo di 'testa di legno', ha annullato la sentenza. Il motivo decisivo è stata la prescrizione del reato, maturata durante il giudizio di legittimità, calcolata a partire dai 90 giorni successivi alla scadenza ordinaria per la presentazione della dichiarazione.
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